
La società di resort South Seas compra la proprietà di Rauschenberg all’isola di Captiva, che ospitava le residenze della Fondazione, per 45 milioni di dollari. La comunità locale: «Un grave tradimento nei confronti di Bob»
South Seas, società di resort di lusso sull’isola di Captiva, in Florida, ha acquistato per 45 milioni di dollari la celebre proprietà di 22 acri appartenuta a Robert Rauschenberg, che dal 2012 ospitava uno dei più importanti programmi di residenza artistica degli Stati Uniti. L’annuncio è arrivato alla fine di marzo attraverso un semplice comunicato stampa: il presidente di South Seas, Greg Spencer, ha parlato di «un’opportunità rara e convincente» per acquisire un’area fronte mare adiacente al resort, da integrare nella struttura esistente.
La Robert Rauschenberg Foundation, che aveva messo in vendita il “buen retiro” del pittore lo scorso anno, ha spiegato che i costi di manutenzione erano diventati insostenibili. Una valutazione aveva confermato che salvaguardare la proprietà avrebbe richiesto investimenti massicci senza garantirne la resilienza a lungo termine. La fondazione ha citato Rauschenberg: «Credeva che il cambiamento fosse essenziale per la creatività», ma la comunità locale è furiosa. La Captiva Civic Association ha definito la vendita un grave tradimento, accusando la fondazione di aver tradito l’isola che «Bob amava e che personalmente cercò di proteggere dalla gentrificazione».
Rauschenberg acquistò la sua prima proprietà a Captiva nel 1968. Nel 1970 vi trasferì residenza e studio, continuando ad acquistare terreni limitrofi. Dopo la sua morte, nel 2008, la fondazione avviò nel 2012 un programma di residenza che ha ospitato oltre 500 artisti, tra cui Senga Nengudi, Theaster Gates e LaToya Ruby Frazier. La residenza era stata sospesa nel 2020 per la pandemia, poi ritardata dall’uragano Ian del 2022 che ruppe il ponte con la terraferma. La fondazione aveva promesso residenze fino ad agosto 2026, ma l’ultima chiamata è stata cancellata e il programma oggi è ufficialmente chiuso. Sulla vendita, la fondazione non ha commentato.





