29 Settembre 2026 08:56

Opentour a Bologna. L’iniziativa che porta gli studenti dell’Accademia nelle gallerie della città

Per Victor Fotso Nyie, Stranieri Ovunque, 2024, installation view, 60. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, Venezia
Per Victor Fotso Nyie, Stranieri Ovunque, 2024, installation view, 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, Venezia
Da laboratorio sperimentale che permette agli studenti di confrontarsi con il sistema dell’arte, a occasione di crescita professionale. Così negli anni è cresciuto il progetto Opentour, che oggi coinvolge numerose gallerie bolognesi. Ecco alcune delle esperienze più interessanti

Opentour è un’iniziativa nata a Bologna dodici anni fa da un’intuizione del professore Luca Caccioni, che coinvolse fin da subito il gallerista Giuseppe Lufrano, il quale aderì immediatamente. Il progetto prese avvio grazie anche al sostegno e alla promozione dell’allora direttore dell’Accademia, Enrico Fornaroli.

All’inizio si trattava di far esporre gli studenti del Biennio di Pittura – Arti Visive presso la galleria Otto, al termine dell’anno accademico, come momento conclusivo del percorso formativo e come occasione di confronto diretto con il contesto professionale. L’iniziativa si configurava infatti come una vera e propria esercitazione sul campo: gli studenti avevano la possibilità di mettere in pratica le conoscenze legate all’allestimento, alla presentazione del proprio lavoro, alla costruzione di una mostra con un testo curatoriale dedicato, entrando così in contatto con le dinamiche reali di una galleria.

Nel corso degli anni, Opentour si è consolidato e ampliato progressivamente, coinvolgendo la quasi totalità delle gallerie bolognesi, che ospitano gli studenti all’interno dei propri spazi espositivi e con due curatori che sovrintendono all’evento, Carmen Lorenzetti e Giuseppe Lufrano. Accanto a queste, si sono aggiunti spazi no-profit e fondazioni, mentre la città stessa è stata coinvolta attraverso interventi performativi diffusi nello spazio urbano.

Quest’anno, inoltre, si unisce al progetto anche la sede di Villa delle Rose, che nel corso dell’intero anno accademico è stata animata e coordinata da Anna de Manincor coadiuvata da Daniele Campagnoli e da Gino Giannuizzi, attraverso un programma che ha visto alternarsi professori, studenti, workshop e attività laboratoriali. In sinergia con gli artisti, da alcuni anni partecipano anche gli studenti e le studentesse del corso di curatela del Biennio di Didattica e Comunicazione, coordinato da Marinella Paderni.

L’efficacia di Opentour si misura anche dalla sua capacità di generare continuità: negli anni, diverse gallerie della città hanno riconosciuto e accolto tra i propri artisti alcuni degli studenti passati da questa esperienza, spesso proprio a partire dal primo incontro avvenuto negli spazi espositivi durante la manifestazione. Opentour diventa così non solo un momento formativo, ma un vero e proprio punto di passaggio verso il sistema dell’arte.

Opentour a Bologna. Il racconto di alcune esperienze

La AF Gallery ha accolto Francesco Bendini in occasione di Opentour 2022 e 2023, consolidando successivamente il rapporto con l’artista attraverso la mostra Direzione intrapresa e volontà di resa (2025), realizzata insieme ad altri due ex allievi dell’Accademia, Nicola Bizzarri e Francesco Ibba. Tutti e tre, nati nel 1996, sono entrati a far parte della galleria, configurando un nucleo generazionale compatto e riconoscibile. La loro ricerca attraversa diversi media, con una particolare attenzione all’oggetto e ai processi di decostruzione e ricontestualizzazione. Le loro pratiche condividono un’attitudine provocatoria e concettuale, capace di interrogare le forme e i significati dell’immagine e della materia, spesso mettendo in discussione le modalità stesse della rappresentazione. Bendini e Bizzarri hanno inoltre presentato una bipersonale nello stand della galleria in occasione di miart 2026, segnando un ulteriore passaggio nel loro percorso espositivo e nella loro visibilità all’interno del sistema dell’arte contemporanea.

Marco Sisto, Fiore di carta terra d'ombra naturale, 2026
Marco Sisto, Fiore di carta terra d’ombra naturale, 2026

Marco Sisto (Matera, 1996) è entrato a far parte della galleria L’Ariete. Ha partecipato a Opentour 2023 nella collettiva Crogiolo, presso Casa Saraceni – Fondazione Carisbo, dove presentava alcuni dettagli di biciclette, rivelando una predilezione per la visione ravvicinata e per l’esaltazione del particolare. Nel 2025 ha realizzato per la galleria L’Ariete in occasione di Opentour la mostra personale Mettete dei fiori nei nostri cannoni, che gli è valsa la menzione speciale del Premio Zucchelli “Art Up” dello stesso anno. In questa occasione spiccavano iconici fiori di carta, uno per ciascuna tela, immersi in colori squillanti e profondi. Sempre nel 2025, la galleria lo ha presentato alla fiera ArtVerona.

Paolo Migliazza (Catanzaro, 1988) partecipa a Opentour nel 2016 presso la galleria L’Ariete. A questa esperienza segue, nel 2017, la mostra personale We Are Not Super Heroes, sempre da L’Ariete, che segna l’inizio della sua collaborazione con la galleria. Nel 2021 è nuovamente presente nella collettiva Back to Myself e, nel 2022, con la personale Raduno, entrambe inserite nel circuito di Art City in occasione di Arte Fiera. Ha inoltre partecipato a diverse fiere con la galleria. Le sue sculture restituiscono con delicatezza la fragilità e la resilienza, mettendo in scena stati emotivi di giovani al confine dell’età adolescenziale, attraverso l’uso di materiali e tecniche differenti, come la cera abbrunata con il carbone, il cemento e le terre. Tutte le mostre dei due artisti, salvo Raduno, sono state curate da Eleonora Frattarolo.

Tullia Mazzotti, Lettere, 2025
Tullia Mazzotti, Lettere, 2025

La giovane galleria BoA nasce per iniziativa di Margherita Maccaferri nel novembre 2023 e si orienta fin da subito verso le generazioni più giovani, partecipando immediatamente a Opentour. Nel 2024 prende parte alla manifestazione con due artiste poi inserite nel programma fieristico e nelle attività di promozione della galleria — The Others (2024 e 2025), Art Cremona (2024) e ArtVerona (2025): Tullia Mazzotti (Rimini, 1997) e Jilan Wu (Guizhou, Cina, 1990). Tullia Mazzotti interpreta con sensibilità atmosfere celesti e i loro accidenti atmosferici, unendo la scrittura alla dimensione visiva; Jilan Wu, invece, restituisce abbracci, sensazioni, memorie e affetti attraverso colori a pastello accesi e affocati.

La galleria CAR ha accolto Bu Shi (Yunnan, Cina, 1993) in occasione di Opentour 2022, dedicandogli successivamente due mostre personali: Il sogno della camera nera (2023) e Brace in bocca (2025). L’artista è stato inoltre presentato con continuità in diverse fiere, in particolare ad Artissima. Inoltre il 24 aprile aprirà la sua personale da Saracrown a New York.  Nei suoi esordi, Bu Shi lavorava con una tavolozza molto scura, popolata da figure appena percettibili; più recentemente ha progressivamente schiarito i toni, arrivando a una dominante rossa intensa. Le sue opere, di piccolo formato, sono costruite con grande attenzione al dettaglio, sollecitando uno sguardo attento e ravvicinato.

La galleria LABS Contemporary Art avvia la collaborazione con Dionysis Saraji (Venezia, 2001) nel 2024, dopo averlo presentato a Opentour 2023. Da allora ne ha sostenuto il percorso espositivo, includendolo in fiere come ArtVerona (2024) e Arte Fiera (2026) e dedicandogli una mostra personale nel 2025. Nel 2024 è vincitore del Premio per la Pittura Casarini Due Torri (ArtVerona) e ha partecipato a numerose mostre collettive. Attraverso diversi media, con una predilezione per il tessile e la ceramica, sviluppa una ricerca identitaria che intreccia cultura persiana — filtrata attraverso narrazioni familiari e motivi decorativi — mitologia greca e una visione fluida del corpo, in bilico tra realtà, fantasia e gioco.

La galleria P420 ha selezionato tre artisti che hanno partecipato a Opentour rispettivamente nel 2018, 2019 e 2019: Francis Offman (Butare, Ruanda, 1987), Shafei Xia (Shaoxing, Cina, 1989) e Victor Fotso Nyie (Douala, Camerun, 1990). Tutti e tre si collocano oggi su livelli di grande visibilità, partecipando a mostre nazionali e internazionali ed entrando in importanti collezioni pubbliche e private. Offman e Fotso Nyie sono attualmente presenti in una collettiva a Palazzo Gotico di Piacenza e hanno preso parte a manifestazioni di rilievo come la Biennale di Liverpool 2023 (Offman) e la Biennale di Venezia 2024 (Fotso Nyie), mentre Xia ha recentemente partecipato alla Quadriennale di Roma (2025–2026). Offman realizza opere attraverso materiali eterogenei — come garze e caffè — carichi di valore simbolico, che rimandano alle dinamiche geopolitiche delle materie prime, alle migrazioni e alle condizioni di precarietà e fragilità. Fotso Nyie traduce nelle sue sculture iperrealiste riferimenti all’arte africana, orientandoli verso una visione afro-futurista. Xia, infine, sviluppa una pratica che unisce pittura e ceramica, popolata da figure che evocano il mondo circense e lo declinano in una dimensione sensuale, aperta e giocosa.

Aleksandar Petkov (Stara Zagora, Bulgaria, 1994) è stato ospitato dalla Galleria Studio G7 in occasione di Opentour 2022, entrando successivamente a far parte del gruppo di artisti rappresentati dalla galleria. Ha partecipato a numerose mostre collettive e progetti indipendenti ed è attualmente in residenza presso VIR – Via Farini in Residence, a Milano. È stato finalista al Premio Nocivelli, all’Exibart Prize ed è stato segnalato tra i 222 artisti emergenti su cui investire (Exibart, 2025). La sua ricerca si caratterizza per una sensibilità intensa, sostenuta da una costruzione compositiva rarefatta, in cui l’immagine si configura come uno spazio sospeso, capace di trattenere tracce di memoria e al tempo stesso di aprirsi a possibili proiezioni.

Claudio Valerio in solo show ad ArteFiera Bologna 2026, Studio la Linea Verticale
Claudio Valerio in solo show ad ArteFiera Bologna 2026, Studio la Linea Verticale

Studio La Linea Verticale è stato fondato nel novembre 2022 da Giovanni Avolio, con la direzione artistica dell’artista Valentina Palmi, già menzione speciale a Opentour 2018 e tra le vincitrici del Premio Zucchelli 2019. Tra gli artisti della galleria figura Claudio Valerio (Popoli, 1991), presente fin dall’apertura dello spazio, dove ha esposto inizialmente in una collettiva. Il suo percorso è proseguito con una bipersonale nel 2022, una mostra personale nel 2025 e un solo show ad Arte Fiera Bologna 2026, oltre a partecipazioni a mostre collettive, tra cui la sede temporanea in Sicilia (2023) e le edizioni di ArtVerona 2024 e 2025. Sofia Degli Esposti (Vignola, 1998) ha esposto presso la galleria in occasione di Opentour 2024 ed è stata successivamente coinvolta nelle collettive di dicembre 2024, maggio 2025 e dicembre 2025, oltre alla partecipazione alla fiera ArtVerona 2025. Tobia Corradin (Cittadella, Pd, 2003), presentato durante Opentour 2025, ha poi preso parte alla collettiva di dicembre 2025 e alla partecipazione della galleria ad ArtVerona 2025. Tutti gli artisti della galleria sviluppano una ricerca che tende a oltrepassare l’apparenza fenomenica delle cose, per avvicinarsi a una dimensione più profonda e originaria, in cui l’immagine diventa strumento di accesso a una forma di assoluto. Le loro pratiche, pur differenti nei linguaggi e nei media, condividono una tensione verticale — nel senso di un movimento che scava e insieme si eleva — orientata verso ciò che sfugge alla percezione immediata e che si colloca in una zona liminale tra visibile e invisibile.

In questo intreccio di relazioni, pratiche e traiettorie, Opentour si conferma non soltanto come un dispositivo formativo, ma come una struttura capace di attivare processi concreti di trasformazione, riconoscimento, inserimento e continuità nel sistema dell’arte contemporanea. Opentour nel 2026 avrà luogo tra il 9 e il 13 giugno, notizie su https://www.ababo.it.

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