29 Settembre 2026 08:23

San Francesco, Jacopone e le arti. In mostra a Todi

Mystica Visio, Todi, installation view
Mystica Visio, Todi, installation view
Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco, nella mostra Mystica Visio 31 artisti rileggono l’eredità spirituale dei due religiosi e letterati

Religiosità medievale e sensibilità contemporanea in una mostra che coinvolge più di trenta artisti per celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Il centro storico di Todi ospita Mystica Visio. San Francesco, Jacopone e le arti, a cura di Massimo Mattioli, un’esposizione corale dove le opere degli artisti in mostra interpretano i diversi sentimenti che animavano i fedeli nel XIII secolo.

È un atto di fede quello che compie l’artista, affidandosi alle sue intuizioni, alle sue sensazioni, ai suoi sentimenti. È un atto di fede quello compiuto da Francesco spogliandosi dei suoi beni materiali per intraprende un cammino di conversione radicale, che lo porterà a essere San Francesco d’Assisi, fondatore dell’ordine dei Francescani. Lo stesso ordine che abbraccerà, seppur distaccandosene anni dopo, Jacopo de Benedetti poi divenuto Jacopone da Todi. Due concezioni del mondo contrastanti raggiungono una sintesi nel corpus di opere esposte nella città umbra. Tra la Sala delle Pietre, il Museo Civico – entrambi nel Palazzo del Popolo –, e il Tempio di San Fortunato.

Rachele Frison, Sorelle Acqua, Olio e pastelli morbidi su tela, 300 × 290 cm, 2026
Rachele Frison, Sorelle Acqua, Olio e pastelli morbidi su tela, 300 × 290 cm, 2026

Da una parte San Francesco, una devozione luminosa, serena, un gioioso inno al creato, dall’altra una visione cupa, il tormento brutale e il contemptus mundi, disprezzo del mondo di Jacopone da Todi. Sono questi gli elementi cardine sui quali si aprono le riflessioni degli artisti invitati a Todi: AES+F, Giulia Apice, Agostino Arrivabene, Matteo Attruia, Corrado Cagli, Chiara Calore, Arturo Casanova, Bruno Ceccobelli, Edoardo Cialfi, Leonardo Dalla Torre, Francesco De Grandi, Gerardo Dottori, Rachele Frison, Giovanni Gaggia, Francesco Lauretta, Olga Lepri, Miltos Manetas, Antonio Marras, Alice Mattarozzi, Agapito Miniucchi, Ernesto Morales, Marco Pace, Chiara Peruch, Federica Poletti, Luca Pozzi, Paolo Pretolani, Domenico Purificato, Davide Serpetti, Marco Tirelli, Rossella Vasta e Nicola Verlato.

 

AES+F, Mystica Visio, Todi, installation view
AES+F, Mystica Visio, Todi, installation view
Spazio liminale

Alcune opere nascono da citazioni agiografiche e simboliche del santo di Assisi, interpretate per esempio da Francesco Lauretta nella tela Spoliazione. Dove il San Francesco si offre nudo, volgendo le spalle a quello che era, nell’atto di affacciarsi al futuro per seguire la propria vocazione. Lo stesso spazio liminale, tra il reale e il trascendente, è indagato dall’artista Davide Serpetti in The Pure and The Damned Chiara Scifi, raffigurata in un attimo di passaggio, appena prima della conversione. In Sorelle acqua di Rachele Frison, invece, il concetto di mistico richiama il tentativo di scoprire una connessione profonda e spirituale con la natura, e il riferimento al Cantico delle Creature si fonde a echi preraffaelliti.

 

Edoardo Cialfi ed Ernesto Morales, Mystica Visio, Todi, installation view
Edoardo Cialfi ed Ernesto Morales, Mystica Visio, Todi, installation view

La natura torna nell’opera di Edoardo Cialfi, Sul risalire, qui però è una natura che tormenta, non rassicura ma inquieta. Ispirata alla visione pessimistica di Jacopone da Todi che negava ogni possibilità di conciliazione tra la vita terrena dell’uomo e il disegno divino. Questa dicotomia emerge anche nel trittico Luce di Ernesto Morales, dove la sua pittura abita la soglia tra apparizione e dissolvenza, aprendo una possibilità di rivelazione. Le opere in mostra attingono, più o meno esplicitamente, alla tradizione pittorica e iconografica del passato, offrendo chiavi di lettura del presente.

Saperi antichi e tecnologie

Gli AES + F in Allegoria Sacra, si ispirano all’omonimo dipinto di Giovanni Bellini, per rappresentare un “purgatorio contemporaneo”, un aeroporto dove presenze mitologiche – come il centauro all’apice della scena – convivono con figure stereotipate del XXI secolo, sospese tra arrivi e partenze. Il tema dell’allegoria religiosa si ritrova in Awake Third Eye Prophecy dell’artista Luca Pozzi. Che richiama formalmente l’uovo di struzzo sospeso al centro della volta nella Pala Montefeltro di Piero della Francesca.

 

Luca Pozzi, Awake Third Eye Prophecy, Mystica Visio, Todi
Luca Pozzi, Awake Third Eye Prophecy, Mystica Visio, Todi

L’opera in ceramica contiene un rivelatore di particelle subatomiche visibili grazie a impulsi luminosi e, posta sul parapetto della cantoria nel Tempio di San Fortunato, è l’espressione di un sincretismo che unisce saperi antichi e tecnologie di ultima generazione, diventando un dispositivo interdisciplinare che vuole “annullare la distanza tra l’osservatore e i più profondi misteri della meccanica quantistica”.

In Mystica Visio. San Francesco, Jacopone e le arti si crea una tensione simbolica tra percezione corporea e intimità raccolta, tra impeto e calma, tra passato e presente. Una complessità che non scioglie il mistero ma invita alla meraviglia.

 

Antonio Marras e Agostino Arrivabene, Mystica Visio, Todi, installation view
Antonio Marras e Agostino Arrivabene, Mystica Visio, Todi, installation view