29 Settembre 2026 13:39

Bernard Arnault: “Ho donato, per questo sono sospetto”

Bernard Arnault

Volano stracci alla “Corte”: Bernard Arnault, l’uomo più ricco di Francia replica alle accuse del quotidiano Le Monde che, in un report di sei puntate, lo accusa di utilizzo strumentale dell’arte per ottenere agevolazioni fiscali

Bernard Arnault, patron di LVMH e uno dei più potenti collezionisti d’arte al mondo, ha risposto con ironia alle accuse del quotidiano francese Le Monde, che in un’inchiesta in sei puntate lo descrive come un mecenate “innamorato dell’arte e delle esenzioni fiscali“. Il quinto capitolo del report, dedicato al suo impegno culturale, sostiene infatti che le sue iniziative – dalla Fondation Louis Vuitton al finanziamento di acquisizioni per musei pubblici come il Louvre e il Musée d’Orsay – siano state mosse da un calcolato interesse per il marketing e le detrazioni fiscali.

Secondo Le Monde, Arnault non avrebbe mai fatto nulla “semplicemente per la bellezza del gesto”, e la scelta di creare una fondazione per il suo museo sarebbe stata dettata dalla volontà di sfruttare al massimo i meccanismi di agevolazione fiscale disponibili sul territorio nazionale. La legge francese consente infatti alle aziende di detrarre fino al 60% delle tasse per il sostegno alle arti, e fino al 90% per donazioni finalizzate all’acquisizione di “tesori nazionali”. Il quotidiano calcola che i 43 milioni di euro spesi da LVMH per il dipinto di Caillebotte Boating Party – acquistato per il Musée d’Orsay – siano costati al gruppo, al netto delle detrazioni, solo 4,3 milioni di euro. Il report accusa inoltre LVMH di aver ottenuto dai musei francesi, in cambio dei finanziamenti, l’affitto di spazi istituzionali a tariffe molto vantaggiose per sfilate ed eventi esclusivi.

Arnault ha replicato con un post su X: “Ho finanziato la Fondation Louis Vuitton nell’ambito della legge approvata dal parlamento francese nel 2003. La legge della Repubblica invita a donare per l’interesse pubblico; io ho donato, e questo sembra sospetto. Se il meccanismo è così offensivo, non resta che convincere i legislatori ad abrogarlo. Nel frattempo, lo ribadisco – nessuno mi ha obbligato“. Ha poi respinto le voci di rivalità familiari sulla successione, definendole speculazioni giornalistiche: “Chi scommette su una frattura all’interno della mia famiglia dovrà aspettare a lungo“.

L’inchiesta di Le Monde, pubblicata in un momento di difficoltà per il settore del lusso – LVMH ha recentemente registrato un calo dell’8% in Borsa – ha riacceso il dibattito sul rapporto tra mecenatismo, potere e fiscalità in Francia.