29 Settembre 2026 13:13

L’interferenza come forza generativa: anticipazioni da Ibrida Festival

Elena Bellantoni, Ruinate – courtesy of the artist and Ibrida Festival

Dal 17 al 20 settembre la città di Forlì ritorna laboratorio delle arti intermediali, con Ibrida Festival, che si anticipa con la mostra “Interference” alla Fondazione Dino Zoli, con Chiara Passa, Rä di Martino, Aline Motta e altre protagoniste della scena internazionale, il prossimo 1 settembre

Cosa succede quando il corpo smette di essere il confine del reale e diventa il suo amplificatore? Lo chiede, e forse lo prova, l’undicesima edizione di Ibrida Festival Internazionale delle Arti Intermediali, che dal 17 al 20 settembre trasformerà nuovamente Forlì in un laboratorio di visioni, suoni e presenze. Il titolo-tema, Hyper Reality, è già una dichiarazione: la tecnologia non sostituisce la presenza, la estende, la moltiplica. La danza, i live media, l’intelligenza artificiale, gli ambienti immersivi – tutto concorre a ridefinire il rapporto tra corpo, spazio e percezione.

A firmare il programma, per Vertov Project, sono Francesca Leoni e Davide Mastrangelo: «Non ci interessa opporre il reale all’artificiale, ma osservare ciò che nasce dal loro incontro. L’interferenza non è un errore, è una forza generativa capace di aprire nuove connessioni», dichiarano gli ideatori del Festival, nato nel 2015.

Il prologo: Interference

A dare il via alle danze, dall’1 settembre all’11 ottobre, è la mostra collettiva “Interference”, ospitata nelle sale della Fondazione Dino Zoli. Dodici artiste internazionali – Chiara Passa, Rä di Martino, Rebecca Merlic, Anaisa Franco, Elena Bellantoni, Francesca Grilli, Giuliana Cunéaz, Debora Hirsch, Kika Nicolela, Aline Motta, Biarritzzz e Özge Samancı – si confrontano con il tema dell’interferenza come dispositivo estetico e politico. Memoria, identità, immaginari ed ecosistemi digitali si intrecciano in un percorso che non cerca sintesi, ma attrito.

Franck Vigroux, The Inhabitants – courtesy of the artist and Ibrida Festival

I live set da non perdere

Tra le performance live più attese, Daemon di Motus, il progetto che Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande hanno dedicato a Frankenstein di Mary Shelley. In prima nazionale, il concerto audiovisivo The Inhabitants del musicista francese Franck Vigroux. Da segnalare anche Disease di Francesco Misceo, basata sull’interazione in tempo reale tra danza, grafica generativa, suono e luce, e Metanoia di Chiara Martina Halter e Oliver Walton, performance interattiva di realtà ibrida tra danza e intelligenza artificiale generativa.

Un programma diffuso

Gli spazi dell’Ex Asilo Santarelli e della Fabbrica delle Candele ospiteranno talk, masterclass, installazioni interattive e una selezione di videoarte internazionale. Durante il festival saranno assegnati cinque riconoscimenti: gli Ibrida Awards (International, Italian e AI), il premio Architetture dissonanti in collaborazione con Atrium, e il Premio giovani, assegnato dagli studenti del Liceo artistico Canova. Ibrida Festival è reso possibile dal contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Forlì, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Romagna Acque, Romagna Iniziative, BCC ravennate, forlivese e imolese, con il supporto di Integra Solutions e Fondazione Dino Zoli. Un segnale che la cultura, a Forlì, non è un accessorio ma un motore.