29 Settembre 2026 13:39

Addio a Simone Forti, Leone d’Oro e una vita tra danza e Minimalismo

Simone Forti

L’artista italo-americana è morta all’età di 91 anni. Il suo lavoro ha anticipato il Judson Dance Theater e riconfigurato il rapporto tra corpo, oggetto e spazio

Simone Forti, una delle figure più influenti della performance e della danza contemporanea, è scomparsa all’età di 91 anni. Nata a Firenze nel 1935, emigrò con la famiglia a Los Angeles nel 1938, dove studiò con la coreografa Anna Halprin e sviluppò una pratica che avrebbe rivoluzionato il concetto di movimento. Artista, coreografa, ballerina e scrittrice, Forti ha dedicato la sua vita alla ricerca di una consapevolezza cinestetica, sperimentando costantemente con improvvisazione e relazione tra corpo e oggetto.

Il suo lavoro è considerato un precursore del Judson Dance Theater – il collettivo di artisti che negli anni Sessanta a New York ridefinì i confini della danza, tra cui Trisha Brown, Steve Paxton e Yvonne Rainer – e della Minimal Art, anche se lei preferiva definirsi semplicemente “artista del movimento“. Attraverso studi sugli animali, animazioni di notizie e ritratti di paesaggi, Forti ha riconfigurato il linguaggio della performance, trasformando il corpo in uno strumento di indagine dello spazio e della percezione.

Forti ha attraversato le scene più innovative del suo tempo. A New York, negli anni Sessanta, entrò nella scena sperimentale frequentando artisti come Dan Graham e Robert Whitman e compositori come Charlemagne Palestine e La Monte Young. A Roma, alla fine degli anni Sessanta, utilizzò gli spazi della storica galleria L’Attico per studiare ed esibirsi, lasciando un segno profondo nella scena culturale italiana.

Nel 2023 ha ricevuto il Leone d’Oro alla Carriera della Biennale Danza, un riconoscimento arrivato dopo decenni di lavoro e di influenze decisive su generazioni di artisti. Negli ultimi anni, artisti più giovani hanno cercato la sua collaborazione, segno che la sua ricerca rimane centrale per le nuove generazioni.

Le sue opere sono state esposte in istituzioni di tutto il mondo, dal MoMA di New York al Centre Pompidou di Parigi, dal Louvre al Museo Reina Sofía di Madrid, dalla Fondation Cartier al Castello di Rivoli. Solo nel 2024, Palazzo Altemps a Roma e la 60ª Biennale di Venezia hanno ospitato sue mostre personali. In Italia, l’artista che ha saputo trasformare il movimento in pensiero, è rappresentata dalla Galleria Raffaella Cortese.