
Secondo appuntamento della rubrica che vi accompagnerà fino alla fine dell’estate, e che vede proprio l’estate come protagonista. Ogni settimana, un’opera tratta dallo sconfinato repertorio della storia dell’arte, racconterà come la stagione più calda dell’anno abbia ispirato pittori di tutte le epoche. L’opera di oggi è Malinconia di Edvard Munch
Sole cocente, afa, spiagge dorate. Niente di tutto questo. È un’estate nordica – nei luoghi, nei colori e nel temperamento – quella protagonista di una serie di opere di Edvard Munch (Løten, 1863 – Oslo, 1944), dal titolo Malinconia (in norvegese, Melankoli). Composta da cinque tele e due xilografie, Malinconia in tutte le sue declinazioni mostra un uomo seduto su una spiaggia della città di Åsgårdstrand, in Norvegia, dove Munch trascorreva l’estate. Con una mano si sorregge la testa, mentre il suo sguardo vaga nel vuoto. Nel molo sullo sfondo, si intravede una coppia in procinto di imbarcarsi.
L’uomo immortalato da Munch è il suo amico Jappe Nilssen, che fu amante di una donna sposata, Oda Krohg (moglie del pittore Christian Krohg). Una relazione infelice per Nilssen, in cui si riflette lo stesso Munch: attraverso la vicenda dell’amico, il pittore rivede (e rappresenta) se stesso, anche lui reduce da una tormentata storia d’amore con un donna sposata.
La versione di Malinconia qui presentata è stata realizzata intorno al 1892, ed è custodita al Nasjonalmuseet for kunst, arkitektur og design di Oslo. L’atmosfera è quella tipica di una serata estiva in un fiordo norvegese, i cui colori accentuano ulteriormente lo stato d’animo del protagonista.
In un testo probabilmente legato a questo soggetto, Munch scrisse: “camminavo lungo la riva – la luna splendeva tra le nuvole scure. Le pietre emergevano dall’acqua, come misteriosi abitanti del mare. C’erano teste grandi e larghe che sorridevano e ridevano. Alcune sulla spiaggia, altre in acqua. Il mare scuro, blu-violetto, si alzava e si abbassava – sospiri tra le pietre… ma c’è vita laggiù sul molo. C’erano un uomo e una donna – poi è arrivato un altro uomo – con i remi sulla spalla. E la barca era lì adagiata, pronta a partire”.





