
Centotrenta opere di Correggio alla Gemäldegalerie di Dresda per capire come la sua arte riesce a commuovere un pubblico sempre più ampio
La coesistenza tra il manierismo, il colore veneziano, la serenità espressiva dei personaggi, il frequente uso della prospettiva, la vibrazione figurativa, lo stile atmosferico, i movimenti fluidi, gli audaci sfondi e una tenerezza singolare nel delineare la figura umana, sono le caratteristiche della pittura di Antonio Allegri detto il Correggio che da cinquecento anni è seguito da un pubblico sempre più vasto. Affascinato dall’emotività che le sue opere suscitano. Alcune delle quali si trovano alla Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda. Completato il restauro della Madonna di San Sebastiano il Museo gli dedica la retrospettiva Correggio. Berührend menschlich (Correggio. Profondamente umano).
Scansionata in sette capitoli, include centotrenta opere, tra cui 20 dipinti e 20 disegni autografi, in grado di coprire l’intero percorso dell’artista. Pensato per raccontare le fasi della sua creatività e il modo rivoluzionario in cui è riuscito a rendere vive, quasi palpabili, sia i santi cristiani sia i miti.

Le sezioni
La retrospettiva si articola in sette sezioni, organizzate secondo uno schema ideale e cronologico:
1. Le origini e la giovinezza: si riferisce all’esordio emiliano e ai contatti con la cultura mantovana e ferrarese. Le prime influenze che culminano nella Madonna di San Francesco (1514-1515).
2. L’invenzione dell’umano e il sacro quotidiano analizza la capacità di Correggio di dare intimità ai soggetti religiosi mediante gesti, sguardi affettuosi e sorrisi spontanei. Lo si può notare nell’affettività delle sue celebri Madonne con Bambino.
3. Il miracolo della luce e della notte è totalmente dedicata alle sperimentazioni chiaroscurali e cromatiche dell’artista. Il fulcro è l’Adorazione dei pastori (La Notte), dove la luce che emana dal Bambino squarcia il buio.
4. Le grandi pale d’altare e il restauro rivedono le commissioni monumentali per Modena e Parma. Il focus è nella Madonna di San Sebastiano, di cui diremo tra poco e nella Madonna di San Giorgio.
5. La sensualità del mito e della carne: analizza la produzione profana e mitologica. Con quei corpi segnati da un erotismo raffinato, delicato e flessuoso.
6. Il disegno come laboratorio dell’anima è basato sulla grafica e sui disegni preparatori dell’artista. Un dietro le quinte della poiesis di Correggio per carpire lo studio accurato delle espressioni emotive e dei complessi scorci prospettici.
7. L’eredità e il mito europeo (Il dialogo con i maestri): l’ambito conclusivo della mostra mette il pittore in diretto confronto con l’opera di contemporanei e successori. I suoi capolavori dialogano con la Madonna Sistina di Raffaello e con i lavori di artisti barocchi e neoclassici incantati dalla sua grazia, come Annibale Carracci, Parmigianino, Peter Paul Rubens e Anton Raphael Mengs.

La Madonna di san Sebastiano
Correggio la dipinse nel 1524 per la confraternita di San Sebastiano a Modena. Comprende cinque tavole verticali integrate con strisce di tela, che il tempo ha incurvato. Causando sollevamenti e cadute della pellicola pittorica. Tavole inoltre già stuccate e ritoccate che ne compromettevano la luminosità. I restauratori della Gemäldegalerie hanno iniziato i lavori diminuendo le vernici alterate, i ritocchi e le ridipinture fino a quando sono emersi i colori originali. E il risultato si vede. La veste della Madonna prima attestata sul verdastro ha riacquistato un vigoroso colore blu. Le vesti di san Sebastiano e di san Geminiano, patrono di Modena, hanno ripreso l’originale luminosità che si manifesta nelle tonalità del bianco marmoreo. Novità anche per il san Rocco addormentato, nell’angolo inferiore destro. La sua camicia bianca in precedenza a stento visibile confusa tra le gambe grigiastre, ora si distingue molto bene per il contrasto con il chiaroscuro della pelle. E ancora. San Sebastiano non è colpito da un ramo come creduto in precedenza, ma da una freccia sottile che causa la fuoriuscita di gocce di sangue.
La notte santa
L’ accresciuta leggibilità della pala e la sua profondità spaziale, l’accostano alle opere più mature di Correggio come la Notte santa, 1528/30 circa. È una delle prime testimonianze di pittura notturna nella storia dell’arte italiana, precorrendo di quasi un secolo l’articolarsi della luce in Caravaggio. Il Bambino è l’unica fonte luminosa il cui intenso bagliore soprannaturale irradia i volti e i corpi di chi gli sta accanto. Un’altra peculiarità da notare nell’opera è il rinunciare alla simmetria classica del Rinascimento a favore di un’impostazione diagonale e dinamica.

Tra le opere più importanti esposte: lo Sposalizio mistico di Santa Caterina. Noli me tangere. Danae. Madonna di San Giorgio. Madonna di San Francesco. La Madonna Sistina di Raffaello.
Correggio. Berührend menschlich
Fino al 10 gennaio 2017
Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda
Curatore: Andreas Packinger





