25 Settembre 2026 11:44

Kyriakos Mitsotakis: “Restituite i marmi del Partenone. Il prestito dell’arazzo non è un modello”

La galleria del Partenone al Museo dell’Acropoli, Atene. Photo: Louisa Gouliamaki/Reuters

Per il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis esiste una contraddizione che la Gran Bretagna non vuole affrontare: nessuno taglierebbe a metà l’arazzo di Bayeux per esporne una parte a Londra e l’altra a Bayeux, eppure è esattamente ciò che è accaduto ai marmi del Partenone, divisi tra Atene e Londra

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis interviene sul caso dei marmi del Partenone, riprendendo il ritorno dell’arazzo di Bayeux in Gran Bretagna dopo quasi mille anni. Per Mitsotakis, quell’evento dimostra che i capolavori storici continuano a catturare l’immaginazione del pubblico, ma anche che esiste una contraddizione che la Gran Bretagna non vuole affrontare: nessuno taglierebbe a metà l’arazzo di Bayeux per esporne una parte a Londra e l’altra a Bayeux, eppure è esattamente ciò che è accaduto ai marmi del Partenone, divisi tra Atene e Londra.

Il British Museum definisce l’arazzo di Bayeux una delle “meraviglie del mondo medievale”. Ma il museo ospita già molte meraviglie, tra cui i marmi del Partenone, prelevati illegalmente da Atene oltre due secoli fa da Lord Elgin. Entrambe le opere, osserva Mitsotakis, furono concepite come lavori unici, destinati a essere visti e compresi nella loro interezza. Nel caso dei marmi del Partenone, questo rapporto è anche architettonico: erano elementi inseparabili del monumento stesso.

I marmi raccontano una storia di importanza storica unica: non solo dèi ed eroi, ma anche la vita civile dell’Atene antica. Il fregio del Partenone, in particolare, resta una delle più potenti rappresentazioni della vita collettiva della città da cui è nata la democrazia. A differenza dei marmi, l’arazzo di Bayeux sopravvive come un’opera continua di quasi 70 metri, e la sua meraviglia sta nel modo in cui le scene sono esperite insieme, come un tutto.

Mitsotakis chiarisce che la richiesta di riunificazione non significa svuotare i musei del mondo: il Partenone costituisce un caso specifico ed eccezionale. Non si tratta solo di possesso o titolo legale, ma del ripristino dell’integrità fisica, estetica e concettuale di un monumento smembrato di eccezionale valore universale. Le sculture superstiti dovrebbero essere viste insieme, nello stesso momento, in vista del monumento per cui furono create: il Museo dell’Acropoli è stato progettato proprio per renderlo possibile.

La Grecia non può accettare accordi che le impongano di riconoscere la proprietà del British Museum sulle sculture, né schemi in cui Atene “prenda in prestito” parti del proprio monumento. Il pubblico britannico, sottolinea, è sempre più dalla parte della Grecia: un sondaggio nazionale rappresentativo pubblicato l’anno scorso ha rilevato che la maggioranza sostiene il ritorno delle sculture, e il 72% concorda sul fatto che vadano comprese come parte di un unico insieme con il Partenone.

Da decenni la Grecia dialoga con la Gran Bretagna per raggiungere questo obiettivo. Negli ultimi anni il governo greco ha tenuto discussioni dettagliate con la dirigenza del British Museum su come realizzare la riunificazione. Mitsotakis si dice quindi sorpreso dalla recente proposta del museo di usare il prestito dell’arazzo di Bayeux come modello per un accordo sui marmi del Partenone. Perché semplicemente non crede che lo sia: la Francia ha prestato l’opera come un tutto indiviso, e l’opera tornerà in Francia come un tutto indiviso. Il Partenone presenta la situazione inversa: parti integranti del monumento furono rimosse con la forza e disperse. L’obiettivo greco è la loro riunificazione permanente. Il Comitato intergovernativo dell’Unesco per il ritorno dei beni culturali ai Paesi di origine ha più volte chiesto al Regno Unito di impegnarsi con la Grecia in un dialogo in buona fede.

La riunificazione, scrive Mitsotakis, potrebbe diventare il fondamento di un’ampia e duratura partnership culturale tra i due Paesi, creando nuove opportunità per mostre, ricerca, conservazione e scambi tra musei greci e britannici. Insieme si potrebbe creare un nuovo modello di cooperazione culturale tra due nazioni democratiche e alleate con valori e ideali profondamente condivisi.

Mitsotakis cita anche Andy Burnham che, nel 2023 prima di diventare primo ministro, aveva esortato a restituire le sculture senza condizioni, aggiungendo: “Usiamo la cultura per cambiare il modo in cui la Gran Bretagna è vista nel mondo“. Sasso lanciato, e mano nascosta.