05 Novembre 2026 12:49

L’Estranea di Paolo Strippoli. L’horror italiano che punta agli Oscar

L'Estranea di Paolo Strippoli
L’Estranea di Paolo Strippoli
“L’Estranea” di Paolo Strippoli rappresenterà l’Italia alla 99esima edizione degli Academy Awards per la categoria “Miglior film internazionale”. Una pellicola che conferma la poetica del regista, con tematiche già presenti nel precedente “La valle dei sorrisi”

Il male, per Paolo Strippoli, ha forma circolare. Se ne “La valle dei sorrisi” (2025) era raffigurato come un abbraccio che stringe fino a soffocare, ne “L’Estranea” (The Spiral) assume le sembianze di una rotella di liquirizia. Anna Colonna (Jasmine Trinca) ne divora in gran quantità per tutta la durata del film, durante questo tête-à-tête tra madre e figlia che si incrina fino a rivelarsi una lotta per la sopravvivenza. Intanto la pioggia cresce e culmina, sulla fine, in un diluvio di biblica memoria.

Il lungo dialogo tra Anna e sua figlia Alice fa da impalcatura a una vicenda iniziata vent’anni prima. I Colonna sono una famiglia della Bari bene, approdata a una vita di agi dopo gran sacrificio. Il loro equilibrio si spezza dopo un episodio che rischia di portare Alice alla disabilità. È qui che compare, per la prima volta, L’Estranea (personificazione demoniaca, magistralmente interpretata da Valeria Bruni Tedeschi), che propone ad Anna un patto per salvare sua figlia; sarà proprio quel patto a trascinare la famiglia Colonna in una spirale di dolore e disgrazie.

Così come ne “La valle dei sorrisi” le azioni di Mauro Corbin nei confronti del figlio hanno esiti devastanti, anche ne “L’Estranea” i temi di karma familiare e legami disfunzionali fanno da perno. Anna, attrice mancata, proietta il proprio sogno irrealizzato su Alice, mentre Walter (Adriano Giannini) immagina per Tobia, secondogenito di casa Colonna, una carriera da calciatore. Queste proiezioni non solo restano tali, ma finiscono per compromettere le vite dei due giovani.

 

L'Estranea di Paolo Strippoli
L’Estranea di Paolo Strippoli
Un crescendo di tensione

La presenza mefistofelica dell’Estranea viene potenziata, per paradosso, da una sottile ironia. I tentativi di seduzione nei confronti di Anna Colonna lo dimostrano, come anche gli atteggiamenti manipolatori che non sfociano mai nel cliché dell’antagonista e regalano attimi di grottesco. Tuttavia, Anna Colonna e L’Estranea sono la stessa cosa: questo l’esito che Strippoli suggerisce al pubblico, in un finale che risulta essere l’anello debole dell’intero film.

L’introduzione della presunta malattia mentale della protagonista appare una forzatura rispetto all’impianto della trama. Gli elementi sovrannaturali, che collocano il film nella precisa dimensione dell’horror, appaiono depotenziati. La stessa, improvvisa, “rottura della spirale” da parte di Alice arriva senza un’adeguata costruzione. Parliamo comunque di un film ben riuscito, anche grazie alla fotografia (Cristiano Di Nicola) e agli effetti visivi, che creano un crescendo di tensione notevole.

Presentato all’83ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia, “L’Estranea” rappresenterà l’Italia agli Oscar per la categoria “Miglior film internazionale” col titolo “The Spiral”. Una scelta coraggiosa, considerando la tendenza dell’Academy (ma anche dell’industria italiana) a sottovalutare i generi come l’horror. Il film è disponibile dall’8 ottobre per 01 distribution.