05 Novembre 2026 12:55

“Non penso mai al prezzo”. Parola di Jeff Koons, il re dell’arte milionaria

Jeff Koons, Balloon Dog
Jeff Koons, Balloon Dog (Orange)
Le sue opere valgono decine di milioni di dollari, ma Koons sostiene di non essere interessato alle quotazioni

C’è qualcosa di irresistibilmente paradossale nel rapporto tra Jeff Koons e il denaro. È considerato uno degli artisti viventi più quotati al mondo, le sue sculture sono diventate icone del mercato internazionale e un suo celebre Balloon Dog (Orange) è stato battuto da Christie’s nel 2013 per oltre 58 milioni di dollari. Eppure, a sentire lui, il prezzo non è proprio una questione che lo riguardi. “Non penso mai al prezzo. So che mi associano a cose di grande valore, ma non è qualcosa a cui penso”, dichiara Koons nell’intervista di Carlos Primo appena pubblicata su El País.

Una frase che, pronunciata da un artista che ha contribuito a trasformare il kitsch in un fenomeno da collezione milionaria, suona come una provocazione. Perché se c’è un nome che rappresenta la spettacolarizzazione del valore economico nell’arte contemporanea, è proprio quello di Koons. I suoi animali gonfiabili trasformati in monumentali sculture d’acciaio, le superfici specchianti, i colori brillanti e gli oggetti della quotidianità elevati a opere d’arte hanno conquistato musei, collezionisti e case d’asta.

 

Jeff Koons_Un ritratto privato
Jeff Koons

Ma l’artista americano, nell’intervista a El País, propone una distinzione netta tra prezzo e valore. “Io credo nel valore che le cose hanno per l’umanità, in senso concettuale. Nella conoscenza e nella cura che riflettono”, spiega. Il valore, dunque, non coincide con la cifra scritta su un catalogo d’asta: riguarda piuttosto il pensiero, il sapere tecnico, la capacità di un’opera di parlare alle persone. Resta una domanda, inevitabile: quanto è credibile dichiararsi disinteressati al prezzo quando il proprio nome è diventato sinonimo di opere da decine di milioni?