19 Ottobre 2026 02:13

Chiara Suardi

Laureata in triennale e specialistica in Economia e gestione dei Beni Culturali e dello spettacolo (focus in Economia e gestione dei musei e degli eventi espositivi) all’Università Cattolica di Milano. Responsabile Segreteria della Direzione di WopArt Fair Lugano. Scrive su ArtsLife -come collaboratrice- occupandosi di vari temi e dello sviluppo marketing
Memoria. James Nachtwey a Palazzo Reale di Milano.

Memoria (e sofferenza). James Nachtwey racconta gli orrori della guerra, a Milano

Palazzo Reale di Milano apre le sue porte alla più grande e ricca retrospettiva mai realizzata sul lavoro di James Nachtwey. Diciassette sezioni e duecento immagini che immortalano i mille volti della guerra realizzati da un uomo di pace. Dall’1 dicembre 2017 al 4 marzo 2018 la mostra dal titolo Memoria ci permette di riflettere su questo tema grazie agli scatti di un testimone diretto. Un osservatore di eccezione del mondo contemporaneo, il più importante reporter degli ultimi decenni.

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questioning pictures stefano graziani fondazione prada osservatorio mostra fotografia

“Questioning Pictures”. Il lato nascosto dei musei in mostra alla Fondazione Prada

Il lato nascosto dei musei si apre al pubblico alla Fondazione Prada di Milano -negli spazi dell’Osservatorio, in Galleria Vittorio Emanuele II- dal 9 novembre 2017 al 26 febbraio 2018 con la mostra “Questioning Pictures” di Stefano Graziani.
In esposizione, su due diversi livelli, trentasei scatti commissionati dalla Fondazione al fotografo, che esplorano la fotografia come mezzo di narrazione, catalogazione ma anche interpretazione.

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Liberty Trieste

Il Liberty e la rivoluzione europea delle arti. Da Praga a Trieste, al Castello di Miramare

Il Liberty e la rivoluzione europea delle arti. Ecco il titolo della mostra che ha inaugurato lo scorso 23 giugno presso le Scuderie e il Museo storico del Castello di Miramare di Trieste. Fino al 7 gennaio 2018 sarà possibile ammirare capolavori che ci riportano ai tempi e ai gusti della Belle Époque in Europa. Per la prima volta in Italia, duecento opere provenienti dal Museo di arti decorative di Praga. Tra tutte, spicca la decorazione di sette metri di Alphonse Mucha (Ivančice, Repubblica Ceca, 1860 – Praga, 1939) realizzata per il padiglione della Bosnia-Erzegovina in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900.

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Vincenzo Agnetti. A cent’anni da adesso a Palazzo Reale di Milano

“Chiuso e ucciso da una vita meravigliosamente non capita”. Vincenzo Agnetti a Milano

Una Olivetti argentea del 1968 accompagnata da uno scritto appeso alla parete. Nome tecnico del “mezzo”: calcolatrice Divisumma 14. Nome d’arte: Macchina drogata. Il marchio di fabbrica lascia il posto alla firma. “Vincenzo Agnetti ’68”. Protagonista del lavoro di Agnetti (Milano, 1926-1981) fin dalla prima mostra a lei dedicata a Milano nel ’69, la Macchina drogata non perde il suo fascino quasi mezzo secolo più tardi a Palazzo Reale di Milano, che dedica all’artista concettuale una ricchissima rassegna antologica. A cent’anni da adesso: il tempo di Agnetti. Un tempo capace di trasformare ed equilibrare. Più di cento opere realizzate tra il 1967 e il 1971 in mostra fino al prossimo 24 settembre.

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