27 Settembre 2026 19:55

Niccolò Lucarelli

Laureato in Studi Internazionali, è saggista di storia militare, critico d’arte, di teatro e di jazz per alcune riviste di settore. Svolge anche attività di curatore indipendente
Willmann

La fotografia concettuale di Manfred Willmann in mostra a Vienna

Prosegue all’Albertina Museum il ciclo dedicato alla fotografia austriaca contemporanea; dopo Alfred Seiland è la volta di Manfred Willmann, celebrato con una retrospettiva di circa 100 opere su sei serie fotografiche, dal 1979 al 2018. Fino al 26 maggio 2019. Vienna. Quella focalizzazione quasi morbosa dei dettagli, i tagli in campo strettissimo, cui più tardi si aggiunse anche l’uso del colore in sostituzione del bianco e nero tradizionale, destarono da subito scalpore e curiosità sulla scena fotografica austriaca della fine degli anni Settanta. Appena ventenne, Manfred Willmann (Graz 1952) era in grado di prestare all’obiettivo uno sguardo diretto e soggettivo, che gli nacque non solo dalle lezioni alla Kunstgewerbeschule di Graz, ma soprattutto da quelle tenute da Erich Kees al club fotografico “Naturfreunde Österreich Touristenverein”; da lui infatti Willmann imparò a considerare la fotografia come una possibilità di indagare le questioni contemporanee in maniera del tutto personale.

Leggi Tutto »
Jean-Jacques Lequeu

Jean-Jacques Lequeu. Architetto, filosofo, sognatore in mostra a Parigi

Una mostra a Parigi riscopre l’inetichettabile e affascinante figura di Jean-Jacques Lequeu, un sognatore deluso dalla Rivoluzione, che anticipò aspirazioni e inquietudini del Romanticismo e del Novecento. Al Petit Palais, fino al 31 marzo 2019. Parigi. Una carriera atipica, da un lato azzerata dalla Rivoluzione, mentre dall’altro fu proprio il suo avvento a creare le premesse perché Jean-Jacques Lequeu (1757-1826), sino ad allora architetto, scoprisse la sua vocazione per l’arte, per il fantastico, per l’osservazione dell’essere umano, e si avventurasse in un ragionamento che esprime insieme utopia, scetticismo, ironia, interesse scientifico e sperimentalismo tecnico. Nato a Rouen da una famiglia artigiana, ebbe la possibilità di ricevere una buona formazione scolastica di tipo tecnico, e a Parigi riuscì a farsi assumere come allievo nello studio dell’architetto Jacques-Germain Soufflot, uno dei più affermati nella Francia dell’epoca. La quale Francia, all’inizio degli anni Ottanta del Settecento era scossa da un profondo malcontento popolare, sapientemente guidato da Robespierre, che sfociò nella sanguinosa rivoluzione dell’89.

Leggi Tutto »
Shanghai

Tutto sulla XII Biennale di Shanghai. Intervista al curatore Cuauhtémoc Medina, dalle tradizioni al nuovo Pompidou cinese

Nata nel 1996, la Biennale di Shanghai è giunta alla sua dodicesima edizione, intitolata Progress e dedicata a indagare la maniera in cui gli artisti esprimono l’ambivalenza dell’epoca contemporanea. Abbiamo intervistato il curatore, il messicano Cuauhtémoc Medina, che ci ha illustrato il carattere di quella che è una delle più importanti manifestazioni artistiche dell’Estremo Oriente. La XII Biennale è in svolgimento fino al 10 marzo 2019.

Leggi Tutto »

Koloman Moser. Architetto prestato al design in mostra a Vienna

Pittore, architetto, grafico e designer, Koloman Moser è stato uno dei più importanti personaggi della Secessione viennese, e contribuì al rinnovamento artistico dell’epoca anche e soprattutto attraverso la cultura delle arti applicate di cui fu riconosciuto maestro. Pitture, disegni, accessori, pezzi d’arredamento, incisioni, raccontano la vasta e variegata produzione di questo eclettico personaggio. Al Mak di Vienna fino al 22 aprile 2019. Pur condannata a subire la sorte di un Impero che andava sempre pi sgretolandosi, la Vienna di fine Ottocento era comunque una città vivace e culturalmente attiva, che contendeva a Parigi il ruolo di capitale dell’arte europea. A giocare un ruolo di primo piano, quella Secessione fondata nel 1897 per iniziativa di Gustav Klimt e Josef Hoffmann, ai quali si deve aggiungere anche il vulcanico Koloman Moser (1868-1918). Per una strana coincidenza, il 1918 fu un annus horribilis per l’Impero Austroungarico; non soltanto in novembre, con la sconfitta militare nella Grande Guerra sarebbe giunta la dissoluzione. In quei mesi scomparvero anche, a poca distanza l’uno dall’altro, tre dei protagonisti della Secessione: Gustav Klimt, Otto Wagner, e appunto Koloman Moser.

Leggi Tutto »
Tate

Mito, leggende e letteratura. Edward Burne-Jones a Londra

A quarant’anni di distanza, una nuova retrospettiva a Londra su Edward Burne-Jones, colui che è reputato fra i più talentuosi artisti del secondo Ottocento inglese, a torto considerato esponente preraffaellita. 150 opere fra dipinti su tela, dipinti su vetro e arazzi, e per la prima volta nella loro interezza, esposti i cicli The Briar Rose e Perseus. Fino al 24 febbraio 2019. Londra. Esteta raffinato, fine intellettuale, talentuoso artista dalle spiccate doti narrative, Edward Burne-Jones (1833–1898) è ancora oggi al centro di un’indagine artistica volta a comprendere in maniera definita il significato e lo stile della sua pittura. Una certa pigrizia ormai convenzionale lo assegna al movimento preraffaellita, ma a ben guardare non ha molti punti in comune con gli intenti di questa corrente. Che, ricordiamolo, nacque in quella fine d’Ottocento quando l’Inghilterra vittoriana conobbe una fase di forte espansione coloniale e industriale, e la nuova società si scoprì cinica e materialista. Anticipando il medesimo stato d’animo e le medesime motivazioni che avrebbero portato alla nascita della Secessione tedesca e austriaca, i pittori preraffaelliti intesero perseguire una pittura che riportasse all’antico, o meglio al massimo splendore dell’antichità raggiunto con i pittori rinascimentali, un apice poi “sporcato” da Raffaello, che a dire degli inglesi aveva esaltata l’idealizzazione della natura e il sacrificio della realtà in nome della bellezza”, e permesso gli sviluppi dell'”odiato” accademismo. Un giudizio che denota la scarsa conoscenza di Raffaello, e inoltre, a ben guardare, anche la pittura preraffaellita si allontana dalla realtà (tranne alcune frequentazioni di temi sociali ad opera di Ford Madox Brown e Geroge Barnard O’Neill), rifugiandosi in un immaginario fatto di leggende antiche, episodi biblici, mitologia pagana, calato in soffocanti atmosfere di gusto teatrale, dalla pesantezza quasi barocca.

Leggi Tutto »
Vienna

Vienna, città delle pittrici. L’ansia della modernità nell’opera di 60 artiste austriache, a Vienna

Il contributo delle donne alla pittura moderna europea è stato cospicuo per qualità e quantità. Al Belvedere di Vienna, una mostra organica di studio sulla nascita, la formazione e la portata estetica e concettuale del gruppo delle pittrici viennesi fra l’inizio del Novecento e la Seconda Guerra Mondiale. Prima mostra di un ciclo che avrà la sua prossima fase dedicata agli anni Cinquanta e Sessanta. Fino al 19 maggio 2019. Nella sua dirompente, spregiudicata e spesso drammatica modernità, il Novecento è stato il secolo che più di tutti ha sconvolta la società; cambiamenti radicali che si sono verificati anche in chiave sociale, uno su tutti l’emancipazione femminile che almeno in Europa mosse i primi passi agli inizi del secolo, sulla scia del movimento inglese delle Suffragette. Non si potrebbe comprendere il Sessantotto femminista senza inquadrarlo in una prospettiva storica che ha avuto anche nell’arte episodi importanti per il rafforzamento della coscienza di genere. Stadt der Frauen (La città delle donne), curata da Sabine Fellner, si inserisce all’interno di un vasto percorso museale europeo di riscoperta della pittura femminile del Novecento, che ha visto retrospettive dedicate a Lotte Laserstein, Paula Rego, Mary Swanzy, Gabriele Münter.

Leggi Tutto »