
L’osservatorio del presente. Solitari in galleria
Dalla performance al gusto per la lentezza: per questa nuova puntata de “L’osservatorio del presente” una serie di “solo shows”, e non solo, in diverse gallerie e spazi romani

Dalla performance al gusto per la lentezza: per questa nuova puntata de “L’osservatorio del presente” una serie di “solo shows”, e non solo, in diverse gallerie e spazi romani

Un viaggio in un futuro pieno di rischi, conflitti e pericoli, che necessitano di un’alta dose di consapevolezza per essere affrontati con successo. Un ultimo sguardo alla 19esima edizione della Biennale di Architettura, senz’altro una delle più interessanti degli ultimi anni, che si avvia alla sua chiusura

Tra gli ultimi giorni delle mostre aperte prima dell’estate e le nuove inaugurazioni, la stagione artistica romana è ripartita con rinnovata energia: ecco un tour per gli spazi della Capitale

Continuiamo a puntare su Caravaggio, Raffaello e Bernini, ma i nostri campioni giocano solo in campionati internazionali ma non nazionali. Così talenti come Cattelan, Vezzoli, Bonvicini o Barba vengono ignorati dalle nostre istituzioni museali pubbliche e osannati all’estero. Come mai?

Prima della pausa estiva, l’ultima puntata de “L’osservatorio del presente” ci porta a scoprire il lavoro di Giorgio Andreotta Calò, che ha trasformato Litografia Bulla, a Roma, in un’esperienza immersiva dedicata alla laguna veneta

Dall’Africa all’Italia, da Roma a Napoli: Wangechi Mutu e Tomaso Binga, artiste simbolo dell’emancipazione e della capacità di muoversi in “flusso” con i tempi

Dal percorso del “Giardino all’Italiana” al MAXXI alla disturbante “azione” di CANEMORTO alla Fondazione del Roscio, fino alla Fondazione Memmo, dove Anthea Hamilton lavora sulla multisensorialità: tre percorsi che acuminano i sensi, a Roma

In questo inizio di stagione le gallerie romane hanno puntato sulle mostre collettive, presentando artisti di diverse generazioni ma con risultati assai interessanti

In un momento di passaggio, l’attuale programmazione delle due sedi del MAXXI (Roma e L’Aquila) rivela le sue potenzialità, con una serie di nuove mostre di indubbia qualità

Francesco Clemente e Agnes Questionmark: due mostre e due artisti molto diversi, per riflettere su un corpo che diventa l’involucro di identità mutanti e androgine, risultato di intrecci inestricabili tra tecnologia e natura