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Addio Folon

Solo due settimane fa, il 2 Ottobre 2005, si è conclusa a Firenze una grande mostra dedicata al pittore e disegnatore belga Jean Michel Folon. L’artista si è spento ieri, 20 Ottobre 2005, all’età di 71 anni. Nei cinque mesi di apertura della mostra, vi sono stati incontri con l’artista; rassegne cinematografiche legate al suo lavoro con grandi registi internazionali; la riproposta dei movimenti scenografici e dei costumi della Bohème, da lui realizzati per il Festival Pucciniano 2003; la programmazione di video sull’opera e la personalità dell’artista e sulla genesi della mostra. Si è cercato insomma, con quest’ultimo grande evento, di illustrare tutte le sfaccettature di una grande personalità, di un uomo noto in tutto il mondo per le sue doti di pittore di acquarelli ma anche per le sue doti di scultore. A sottolineare la particolarità di questo artista è la sua stessa biografia. Nasce nel 1934 vicino a Bruxelles ma ben presto (1955) abbandona la famiglia e gli studi di architettura per raggiungere Parigi dove abita per cinque anni in un padiglione da giardiniere a Bougival, disegnando tutti i giorni.

Viaggia molto in Europa, in motorino, e scopre per la prima volta l’Italia. Già dal 1960 cerca di pubblicare i suoi disegni in Francia ma nonostante non ottenga risultato, non si scoraggia e decide di inviarli a New York. Nei primi anni della sua carriera organizza diverse esposizioni e comincia a essere conosciuto in tutto il mondo, da gran parte dell’ Europa al lontano Giappone; sempre della sua giovinezza fanno parte alcune importanti illustrazioni per libri di autori fondamentali: così nel 1978 illustra “Alcools et Calligrammes” di Guillaume Apollinaire, nel 1979 “Cronache marziane” di Ray Bradbury e l’opera completa di Jacques Prévert in sette volumi e nel 1980 illustra inoltre “L’inutile beauté” di Guy de Maupassant con una serie di acqueforti e acquetinte.
Folon non è un artista monosettoriale, infatti, dagli anni ottanta, inizia a creare “Objets” in legno e a dedicarsi alla scultura. Ma non solo, infatti Folon è piacevolmente noto anche perché la sua arte non ha disdegna mai l’impegno sociale: in questo spirito lavora con Amnesty International mettendosi al servizio della difesa dei diritti dell’uomo, illustrando, nel 1988, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, edita nelle sei lingue ufficiali dell’ONU. Non solo, l’artista si presenta anche come testimone ideale del rapporto arte-ambiente: nel 1991, con il titolo “Notre Terre”, una sua mostra raggruppa una serie di incisioni e manifesti che parlano della tutela dell’ambiente. Sempre sul tema della natura inizia una collaborazione con la Società Snam in Italia e realizza cartoni animati e manifesti. Negli ultimi anni novanta si dedica sempre più alla scultura, ancora fortemente rivolta al sociale: è del 1997 l’ opera intitolata “Le Messager”, dedicata alla memoria dei bambini assassinati dai pedofili, che viene inaugurata nel Parco Reale di Bruxelles alla presenza della famiglia reale del Belgio.
Molte opere di questo artista sono visibili alla Fondation Folon, vero e proprio museo monografico ricco di ben 500 suoi lavori, voluto dal governo belga per il suo artista più rappresentativo, e ospitato all’interno del bellissimo parco de La Hulpe, vicino Bruxelles.

Nel corso della sua vita davvero molte sono state le mostre dedicategli. In particolare negli ultimi decenni ne sono state organizzate, per il Folon-sculture, in spazi prestigiosi: al Metropolitan, alla Pedrera di Barcellona, al Parc du Petit-Sablon di Bruxelles, al Musée Olimpyque di Losanna, al Castel de S.Jorge a Lisbona, e alcune sue opere sono collocate stabilmente in parchi e piazze di Bruxelles, Barcellona, New York, Montecarlo, Losanna e sulla spiaggia di Knokke, sul Mare del Nord (“La mer, ce grand sculpteur”, una scultura in bronzo situata davanti al mare, che l’acqua ricopre ad ogni marea).

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