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Vita e opera del grande curatore Germano Celant, in un programma di Rai Radio1

Germano Celant Germano Celant
Germano Celant
Germano Celant

Geniale, scostante, timido, innovatore: questi ed altri aggettivi sono stati spesi in memoria di Germano Celant, curatore d’arte memorabile nel panorama italiano e internazionale, scomparso mercoledì 29 aprile, all’età di 80 anni a causa del coronavirus. Rai Radio1, caso forse unico nei palinsesti radiotelevisivi, dedica a Celant un’intera puntata del programma Te la do io l’arte, domenica 3 maggio alle 10.05.Dopo l’architetto Vittorio Gregotti, l’attrice Lucia Bosè, lo scrittore Luis Sepúlveda, anche Germano Celant rientra nel novero degli artisti e intellettuali che ci hanno lasciato a causa dell’epidemia.

Con il conduttore del programma dedicato all’arte contemporanea, Nicolas Ballario, si ripercorrono le tappe salienti della carriera di Celant: profeta dell’Arte povera, lanciò in Europa e negli Stati Uniti artisti italiani come Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti, Mario Merz, Pier Paolo Calzolari. E, insieme al conduttore, parla del Celant newyorkese il direttore artistico del New Museum Massimiliano Gioni, in collegamento dagli Stati Uniti.

Te-la-do-io-l'arte
Ballario, Te-la-do-io-l’arte

Non meno importante il ruolo del curatore genovese Celant nel percorso dell’arte contemporanea in Italia. Per citare gli eventi più recenti, Celant è stato l’organizzatore del Padiglione Arts&Foods per l’Expo milanese del 2015, criticato più per i compensi giudicati troppo elevati che per il contenuto del lavoro svolto. E ancora Celant fu il deus ex-machina, insieme all’autore Christo, dell’installazione sul Lago d’Iseo TheFloatingPiers, tre chilometri di pontili sui quali, nel 2016, camminarono circa un milione e mezzo di persone. Così rispondeva al Corriere della Sera Germano Celant a proposito dell’installazione: “The Floating Piers di Christo è la prova che l’arte, oltre ad offrire un’interpretazione visiva e inusuale  del paesaggio e dell’ambiente, ha il potere di modificare concretamente la società. Ci riesce facendo partecipare il grande pubblico sia sul piano dell’esperienza estetica e fisica, sia sul piano della partecipazione collettiva e comunitaria”. Nel corso di Te la do io l’arte, dialoga con Nicolas Ballario anche il critico Achille Bonito Oliva, che per primo chiese a Christo di “impacchettare” Porta Pinciana a Roma, nel lontano 1974.

The Floating Piers di Christo
The Floating Piers di Christo

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