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Tutta la pratica scultorea di Lucio Fontana in mostra a New York

Lucio Fontana, Cavalli marini, 1936. Terracotta smaltata ©Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022 Lucio Fontana, Cavalli marini, 1936. Terracotta smaltata ©Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022
Lucio Fontana, Cavalli marini, 1936. Terracotta smaltata ©Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022
Lucio Fontana, Cavalli marini, 1936. Terracotta smaltata © Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022
Hauser & Wirth porta in mostra l’attività scultorea di Lucio Fontana. 80 opere tracciano l’evoluzione della pratica tridimensionale dell’iconico artista. A New York dal 3 novembre 2022 al 4 febbraio 2023.

Sono passati più di sessant’anni da quando Lucio Fontana ha esposto per la prima volta negli Stati Uniti. Era a New York, era il 1961, era al 32 East 69th Street. Lì dove c’era lo spazio dei leggendari galleristi Martha Jackson e David Anderson, visionari anche nel portare oltreoceano uno degli artisti più iconici del Novecento. Oggi al posto della storica galleria ce n’è un’altra altrettanto importante: Hauser & Wirth. La multinazionale dell’arte, con la curatela di Luca Massimo Barbero e in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, presenta Lucio Fontana. Sculpture. 

80 opere che raccontano delle sue molteplici sperimentazioni in campo scultoreo, un ambito cruciale nell’evoluzione dell’artista. Sperimentando con sempre nuove tecniche e materiali per tutto l’arco della sua carriera, Fontana ha visto nel linguaggio scultoreo un’opportunità per testare e mettere in pratica la relazione tra forma, colore, materia e spazio, attraverso un rapporto dialettico tra astratto e figurativo, spaziale e barocco.

Hauser & Wirth prende le mosse da un’intuizione di Enrico Crispolti – E se Lucio Fontana fosse stato soltanto uno scultore? – riunendo una serie di opere tridimensionali in terracotta, cemento, argilla, gesso, metallo, vetro e legno realizzate nel corso di cinque decenni, dagli anni Venti fino al 1968, qui messe in dialogo con dipinti e disegni che fanno da contrappunto alla gestualità e alla metodologia della scultura.

In omaggio alla sua prima personale negli Stati Uniti nel 1961, Lucio Fontana. Sculpture si apre con il dipinto Concetto spaziale, La luna a Venezia (1961), presentato per la prima volta proprio in quell’occasione. La tela è accostata a un raro nucleo di disegni che riflettono le impressioni suscitate da New York e che sono stati realizzati durante la visita alla città in quegli stessi giorni, dove l’artista ebbe come guida il famoso architetto e suo collezionista Philip Johnson.

Lucio Fontana, Concetto spaziale Ellisse, 1967. Legno laccato e buchi ©Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022
Lucio Fontana, Concetto spaziale Ellisse, 1967. Legno laccato e buchi
©Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022

La mostra prosegue con la scultura, Nudo (1926) e con un’esplorazione di opere degli anni Trenta, tra cui Tavoletta graffita (1931), Figura alla finestra (1931), Scultura astratta (1934), Conchiglie e Farfalle (1935-36) e Cavalli marini (1936). Realizzate durante un periodo di intensa ricerca, queste opere fondamentali incarnano un particolare sincretismo tra astratto e figurativo e dimostrano come tale produzione, da leggere all’interno del più ampio contesto della scultura europea, sia radicata nelle avanguardie storiche e allo stesso tempo ne reinterpreti i raggiungimenti.

Queste sculture preludono alle sperimentazioni di Fontana della fine degli anni Quaranta che, in concomitanza con la nascita dello spazialismo, sono segnate da nuove esplorazioni sia astratte che figurative, fondamentali per lo sviluppo dello stile distintivo dell’artista. In questo senso, Scultura spaziale (1947), un anello informale di materia intriso di una forza primordiale, è posta in dialogo con opere figurative come la monumentale Figura femminile con fiori (1948).

Il secondo piano della mostra esplora la relazione che si genera tra i Concetti spaziali (titolo che inizia ad adottare nel 1946 e che identificherà tutte le sue opere spazialiste) e le sculture figurative, caratterizzate da un trattamento unico della materia nel suo rapporto con il colore. I visitatori sperimentano così un viaggio visivo attraverso la straordinaria e inesauribile creatività fontaniana, dalle prime carte telate del 1949 con cui sperimenta il tema del Buco, alle multiformi sculture in terracotta degli anni Cinquanta e Sessanta, fino alle opere ‘barocche’ come le concitate Battaglie o il sorprendente Arlecchino (1948-49).

L’ultimo piano è dedicato alle nuove declinazioni della ricerca scultorea nate tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. Le Nature esposte, sfere e sculture bivalvi squarciate e tagliate, rivelano una componente esistenziale presente nell’indagine fontaniana. Una selezione di opere poste al termine del percorso ed eseguite nell’ultimo periodo di vita dell’artista, testimoniano invece un momento altrettanto produttivo, anche se meno conosciuto, in cui i confini tra pittura e scultura sono pressoché annullati. Sono esempi le Ellissi (1967) e le sculture in metallo, descritte dalla critica come ‘capsule spaziali,’ opere eseguite meccanicamente in cui la dimensione concettuale diventa preponderante.

Questa mostra segue Lucio Fontana. Walking the Space: Spatial Environments, 1948 – 1968 – ospitata nella sede di Hauser & Wirth Los Angeles nel 2020 – la prima esposizione negli Stati Uniti interamente dedicata agli innovativi Ambienti spaziali. Il terzo capitolo della trilogia, una grande mostra antologica, si terrà presso la galleria Hauser & Wirth di Hong Kong nel 2023.

Lucio Fontana, Scultura spaziale, 1947. Bronzo. Ph. D De Lonti ©Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022
Lucio Fontana, Scultura spaziale, 1947. Bronzo. Ph. D De Lonti
©Fondazione Lucio Fontana by SIAE 2022

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