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IL POETA E GLI ARTISTI. Rondoni, Wilson, Pärt e la Rondanini

La Pietà Rondanini di Michelangelo La Pietà Rondanini di Michelangelo
La Pietà Rondanini di Michelangelo
La Pietà Rondanini di Michelangelo
Il poeta Davide Rondoni torna con la sua rubrica per ArtsLife con una lirica dedicata all’installazione di Robert Wilson al Maxxi

Visitando al Maxxi la bella e magnetica installazione di Robert Wilson con le musiche di Arvo Pärt, dinanzi all’estremo omaggio che due grandi dell’arte mondiale hanno tributato alla opera ultima di Michelangelo, la cosiddetta “Pietà Rondanini“, ho ritirato fuori un poemetto di circa vent’anni fa che scrissi e lessi in pubblico dove l’opera originale è conservata e in molti altri luoghi.
Si aggiunge la mia niente-voce all’omaggio dei due grandi artisti al Grandissimo, ringraziando il Maxxi per la coraggiosa istallazione, apprezzatissima. Il testo è un prelievo da un più lungo poemetto ora in “Rispondimi, bellezza. Poesie per artisti maghi e sibille” (Pellegrini editore)

I

Il braccio, quello – –
perfetto, vano
mio sogno
o incubo – –

se ne va il tempo
dalla mia mano.

Il braccio
staccato dal corpo che se ne sta cadendo

là, perfetto
e lasciato

da una visione precedente, una dispersa
furia

l’inutile braccio…

Lèvalo, dico a me
che non ho più forza,
lèvalo da lì, dico
a quel che di me
ancora in ombra non è

o lèvati, dico a lui, dai
un segno
che in te, arte,
non c’è bisogno di pietà che valga, un segno
che da un tempo senza dolore,
se mai c’è stato, risalga

lèvati, e quasi grido se avessi
ancora forza nel petto e non solo il cerchio
appesantito del colpo, il giro ormai
lento del martello

lèvati, moncone…

O lo dico a me, moncone io,
che così stanco nella mia notte,
o nella mia morte
sto cadendo…

(…)

IV

No, vieni, aiuta me.
Non farmi morire
con il moncone negli occhi…

non esiste niente di così stupido e grande

che aver lasciato un braccio
così perfetto, immortale,
con il mio braccio
che ormai solo mi duole

come l’anima mi duole…

Venite mie ombre,
avvicinatevi

venite nella mia casa dove sta solo la pietà
che non è compiuta

e si deve compiere sempre.

Venite ombre,
dalle finestre dove non vedrò l’inizio del giorno,
da dove non c’è ritorno, mi chiamo
Michelangelo,
venite a prendermi
reggetemi
finitemi.

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