
Un incarico, una mostra, una collaborazione. Oppure l’essersi trovati al posto giusto nel momento giusto, un incontro, un invito, una conversazione. Con il format “La svolta” chiediamo ai protagonisti del sistema dell’arte di raccontarci quando e come è partito tutto. In questo tredicesimo appuntamento ci risponde Paola Caterina Manfredi, fondatrice e direttrice di PCM Studio
Perseveranza, studio, coraggio, creatività e probabilmente anche un po’ di follia. Il mondo dell’arte, e soprattutto il suo sistema, è fatto di meccanismi spesso intricati. Una montagna russa affascinante dagli equilibri sempre in costante mutamento. Eppure, guardando alle carriere di chi del mondo dell’arte è protagonista, non pensiamo che artisti, curatori, direttori di fiere e di musei, esperti in comunicazione, critici e giornalisti, abbiano iniziato anche loro a muovere i primi passi, a maturare esperienze su esperienze, fino a quando è arrivato quel momento in cui hanno pensato: “questa è la mia volta buona”. Ed è quello che abbiamo deciso di farci raccontare, ponendo loro questa domanda: qual è stato il momento che ha segnato la svolta nella tua carriera?
Ci risponde Paola Caterina Manfredi, fondatrice e direttrice di PCM Studio.
La mia svolta è arrivata quando ho capito che non mi bastava più “lavorare bene”: volevo costruire qualcosa che tenesse insieme competenza, visione e un’etica dei rapporti. Nel mondo culturale, dove tutto sembra fragile e spesso informale, decidere di essere impresa — e di esserlo con rigore — è stata una sfida, ma anche un atto fondativo.
Il momento esatto è stato quando mi sono accorta che potevo scegliere: potevo continuare a seguire progetti, a essere parte attiva all’interno del sistema in posizione tutelata, oppure creare una struttura capace di generare valore, crescere persone, definire un metodo, assumere una postura chiara. La svolta è stata prendermi questa responsabilità.
Da lì nasce PCM Studio: come officina organizzata di relazioni, linguaggi e processi. Fare impresa sana con etica, in un settore che spesso vive di eccezioni, è diventato il mio modo di stare nel mondo dell’arte.
Tutto ciò che è venuto dopo — progetti, committenze, riconoscimenti — discende da quella scelta originaria: costruire qualcosa di solido, trasparente ed esigente, senza cercare scorciatoie.
Leggi “La svolta” su ArtsLife
1 – Massimo Minini
2 – Masbedo
3 – Adelaide Corbetta
4 – Fabio Cavallucci
5 – Silvia Giambrone
6 – Davide Ferri
7 – Gian Maria Tosatti
8 – Sarah Cosulich
9 – Alberto Dambruoso
10 – Fabio Sargentini
11 – Raffaella Cortese
12 – Nicola Ricciardi




