
L’antico ospedale di San Luca a Lucca diventerà nel 2029 un grande Centro delle Arti a livello internazionale
Era l’antico ospedale di San Luca, poi scuola d’infanzia, luogo del dopolavoro della Manifattura Tabacchi, infine cinema in funzione sino al 2009. Diventerà nel 2029 un grande Centro delle Arti a livello internazionale. L’apertura del cantiere che porterà alla nascita del nuovo polo museale espositivo nello storico edificio situato in Piazzale Verdi a Lucca, è stata annunciata il 10 giugno presso la Fondazione Ragghianti in una conferenza stampa. Circa un anno fa era stato illustrato il grandioso progetto di restauro e recupero dell’edificio, e la sua trasformazione nella nuova importante destinazione, voluta e finanziata dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca e ideata con la collaborazione della Fondazione Ragghianti. L’intento, rafforzare il ruolo della città nei circuiti culturali nazionali e internazionali.
Si tratta di un progetto interessante, che prevede mostre, attività, eventi e percorsi interdisciplinari in una moderna sede dove troveranno una collocazione anche molte opere d’arte, dal ‘300 al ‘700, della collezione della Cassa di Risparmio di Lucca. Si faranno mostre temporanee realizzate autonomamente ma anche attingendo a patrimonio archivistico, bibliografico e metodologico della Fondazione Ragghianti. «La promozione di flussi turistici culturali interessati a proposte artistiche di qualità è uno degli obiettivi prioritari dell’intervento», dice Massimo Marsili, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Valore sociale
«È una sfida ambiziosa», sostiene Alberto Fontana, presidente della Fondazione Centro delle Arti Lucca, «creare a Lucca uno spazio capace di confrontarsi con i grandi poli museali contemporanei, mantenendo un legame profondo con il territorio. Grazie al sostegno della città e delle istituzioni, crediamo che Lucca abbia tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento della Toscana nord-occidentale e per i principali circuiti artistici contemporanei, generando nel tempo valore sociale, economico e turistico per tutta la comunità».

«Con l’avvio dei lavori il Centro delle Arti entra finalmente nella sua fase concreta», afferma il direttore della Fondazione Centro delle Arti Lucca, Paolo Bolpagni. «Il nuovo polo nasce come evoluzione dell’esperienza maturata in oltre quarant’anni dalla Fondazione Ragghianti. E potrà contare su relazioni internazionali, competenze consolidate e una lunga tradizione di ricerca e divulgazione. L’obiettivo sarà proporre una programmazione autorevole e accessibile, capace di mettere in relazione epoche, linguaggi e pubblici diversi».
2.500 metri quadrati
L’intervento, che prevede un investimento complessivo superiore ai dieci milioni di euro, interesserà uno storico edificio di circa 2.500 metri quadrati nel cuore di Lucca. Destinato a essere restituito alla città come nuovo spazio culturale aperto e dinamico. L’apertura del cantiere rappresenta oggi molto più dell’inizio di un intervento di recupero. Segna la prima tappa concreta che restituisce alla città un luogo storico rimasto a lungo inaccessibile. Trasformandolo in uno spazio aperto alle arti, alla ricerca e all’incontro tra esperienze.
Verrà riqualificato l’intero edificio e verranno valorizzati gli ambienti storici. Inclusi i decori settecenteschi della sala d’ingresso, insieme alla realizzazione di nuovi spazi espositivi flessibili e pienamente accessibili. Durante i lavori di ristrutturazione, le impalcature che avvolgeranno il cantiere saranno arricchite da un progetto fotografico che racconterà ai cittadini la storia dell’edificio e le diverse funzioni che ha svolto nel corso del tempo.
Una storia profondamente intrecciata con quella della città e dei suoi abitanti. Che si realizzerà grazie al materiale presente in archivi fotografici lucchesi e accompagnerà le varie fasi di ristrutturazione dell’immobile. La ricerca fotografica è resa possibile grazie all’Archivio Fotografico Lucchese, alla casa editrice Pacini Fazzi e alla ricercatrice Simonetta Simonetti.





