
La storica dell’arte e saggista Maurizia Tazartes ci racconta genesi e sviluppi della collezione avviata dal padre Giorgio
A metà anni sessanta frequenta Torino un altro singolare artista, Ibrahim Kodra (Ishëm, Albania, 22 aprile 1918 – Milano, 7 febbraio 2006). Nel 1965 aveva esposto nella mostra Arte e Resistenza in Europa alla Galleria civica d’arte moderna della città sabauda (8 giugno-18 luglio), già passata per Bologna (Museo Civico, 26 aprile-30 maggio). Si trattava di una delle più importanti esposizioni collettive del dopoguerra. Dedicata al rapporto tra arti visive, impegno antifascista e memoria della lotta di Liberazione, a vent’anni dalla fine della guerra. Oltre 500 opere pittoriche, scultoree, grafiche dei maggiori artisti europei, tra i quali Picasso e lo stesso Kodra. La sezione italiana era curata da Raffaele De Grada.
È in questa occasione che entra nella Collezione Tazartes la tela con Nascita d’Aurora, firmata e datata 1959 (sul retro “Ibrahim Kodra olio 50 x 40 Nascita d’Aurora”). Sono gli anni in cui l’artista sperimenta effetti cromatici nuovi, vibranti di luce. In un cielo dalle varie gradazioni azzurre si affaccia il primo raggio di sole lasciandosi alle spalle le ultime stelle. Scriveva dell’artista il critico Marco Valsecchi nel 1957: «Si direbbe che Kodra tra le tante sfaccettature del tardo cubismo del primo dopoguerra, abbia rintracciato le scaglie luminose dei vecchi mosaici bizantini, i bagliori delle antiche moschee e la favolosità dei pastori che bivaccavano sulle pendici dell’Olimpo».
L’Accademia di Brera
Negli stessi anni la Collezione si arricchisce di un altro affascinante olio, Paesaggio, firmato e datato 1965 dall’artista (sul retro “Ibrahim Kodra Milano 1965 Paesaggio olio). In questa tela la scomposizione geometrica di matrice cubista, influenzata da Picasso, viene sopraffatta da nuove morbidezze di luce soffusa.
Kodra, sebbene nato in Albania, nel piccolo paese di Ishëm e formato alla Scuola d’Arte Odhise Paskali di Tirana, era molto legato all’Italia. Nel 1938, ventenne, si era iscritto all’Accademia di Brera, grazie a una borsa di studio concessa dalla regina d’Albania. I suoi maestri erano artisti di primo piano come Carlo Carrà, Achille Funi, Aldo Carpi. E lui si distinse subito col Premio Hayez. Partecipò alla Resistenza e nel 1945 fu tra i firmatari del manifesto con cui si chiedeva la nomina di Carpi a direttore dell’Accademia di Brera, dopo la deportazione a Mauthausen e Gusen.

Primitivo di una nuova civiltà
Nel corso degli anni quaranta aveva conosciuto il poeta Paul Eluard, che l’aveva definito «il primitivo di una nuova civiltà» per le sue composizioni geometriche ricche di simboli. Nel 1949 aveva incontrato a Roma Picasso, giunto nella capitale per il Congresso Mondiale dei Partigiani della pace. La pittura di Kodra ne subisce il fascino tendendo ad un’astrazione geometrica fantastica sino ad aderire al cubismo, con forme schematiche e geometriche. Ma negli anni Cinquanta-Sessanta nella sua pittura “postcubista”, come veniva definita dalla critica del tempo, avviene una svolta, come abbiamo sottolineato. Che porta l’artista ad effetti cromatici nuovi e luminosi, in cui non manca l’eco dell’Oriente.
La geometria si attenua in forme sfuse ed armoniche, che ricordano la preziosità di antichi mosaici, sottolineata dall’uso estroso dei colori. L’artista ha successo: nel 1953 partecipa alla Mostra internazionale dell’Università di Parigi ed espone a New York, Belgrado, Stoccarda, con Picasso, Chagall, Rouault, Dufy, Matisse, Modigliani. Nel 1954 è presente a Chiavari alla Mostra del disegno e dell’incisione contemporanea con Picasso, Modigliani, Rouault e Dufy e, nel 1959, alla mostra collettiva “50 anni d’arte a Milano. Dal divisionismo a oggi” tenuta presso la sede della Società Permanente.
Francoise Gilot
Opere di Kodra si trovano oltre che nel Museo del Vaticano e alla Camera dei deputati, in gallerie pubbliche, Musei e collezioni private. E, vista la simpatia personale e artistica intercorsa tra Kodra e Picasso, possiamo ricordare un altro pezzo interessante della Collezione, un disegno di Pablo con il Centauro, Nesso e Deianira, uno dei sedici fatti ad Antibes nel 1946. Fa parte dell’album “Mes dessins d’Antibes” pubblicato nel 1958 (ed. Au Pont des Arts, Paris): Senza titolo, Disegno a stampa, serie 101/200 (in basso a matita). Documentato nel catalogo generale dei disegni di Picasso di Christian Zervos.
Curioso: nella modella si nasconde il volto Francoise Gilot, pittrice e ultima compagna dell’artista, morta centenaria a New York nel 2023. Nel 1958 la Gilot era ad Antibes con l’artista, e ha posato per tutta una serie di ritratti.





