20 Ottobre 2026 23:37

Il dettaglio della quotidianità. I Brueghel a Milano

I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, Palazzo Reale, Milano
I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, Palazzo Reale, Milano
A Milano Palazzo Reale ospita fino al 31 gennaio 2027 la mostra “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa”

Chi erano i Brueghel? Una dinastia di pittori fiamminghi capaci di dare una nuova svolta alla pittura europea. Eredi della tradizione medioevale e quattrocentesca nordica aprono alla modernità facendo entrare la vita reale nei dipinti. Formati dalla lezione fantastica e sfrenata di Heronymus Bosch, la utilizzano per sondare e raccontare ogni dettaglio della quotidianità dei Paesi Bassi, dura, complessa, ma anche allegra, vivace, vitale.

Innovazioni che riflettono i contemporanei cambiamenti della società e i sistemi della committenza, fatta non più da re, nobili e ricche famiglie, ma da una emergente borghesia, che amava abbellire le proprie abitazioni con piccoli quadri. Nascevano le botteghe, che producevano opere anche su richiesta. I pionieri erano tre: un padre, il fondatore, Pieter Brueghel il Vecchio (Hertogenbosch, Paesi Bassi, 1525/30-1569) e due figli, Pieter Brueghel il Giovane (Bruxelles, 1564-Anversa, 1638) e Jan Brueghel il Vecchio (Bruxelles, 1568-Anversa, 1625).

Il primo crea un nuovo repertorio di immagini, religioso e profano, con paesaggi innevati, scene quotidiane, episodi biblici, proverbi, ambientati nella contemporaneità. Il secondo lo riproduce e diffonde con una sua genialità. Il terzo sceglie una sua strada, girando per l’Europa, Italia compresa, e mescolando il linguaggio paterno a quello di grandi pittori come Rubens, alla ricerca una committenza più prestigiosa.

 

I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, Palazzo Reale, Milano
I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, Palazzo Reale, Milano
Cinque sezioni

La loro lezione si tramanda a figli, nipoti, allievi, pittori di altri paesi giungendo sino in Italia, Spagna, Boemia. Lo racconta la mostra di Palazzo Reale, con oltre 70 opere tra dipinti, disegni e stampe, tutti preziosi, curata da Bernard Aikema e Carlotta Striolo, promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e 24 Ore Cultura. Ad accompagnarla un bel catalogo 24Ore Cultura. Il percorso porta in cinque sezioni, da “Pieter Brueghel il Vecchio e Pieter Brueghel il Giovane: la nascita di un brand” a “L’effetto Brueghel”, da “Proverbi e modi di dire” alla “Diversificazione dei generi” sino a “Jan Brueghel il Vecchio: genio in Europa”.

All’inizio troviamo il capostipite della dinastia, Pieter Brueghel il Vecchio e il figlio maggiore, Pieter Brueghel il Giovane, con una serie di piccoli dipinti realistici. Pieter il Vecchio è uno dei più grandi artisti dell’epoca, insieme a Bosch. Da un lato continua la pittura rinascimentale e dall’altro crea un nuovo linguaggio, come vediamo in una scalmanata Danza nuziale del 1566, giunta da Anversa. Poco lontano la Danza nuziale all’aperto, del figlio Pieter Brueghel il Giovane, del 1614, con la ripresa variata dei ritmi, colori, volti popolari paterni. Tutto ormai è liberta e verità: sono spariti i canoni rinascimentali, ma spunta la vita vera con braghettoni e piatti di cibo, grembiuli bianchi e brocche di vino.

 

I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, Palazzo Reale, Milano
I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, Palazzo Reale, Milano

È ancora il figlio Pieter Brueghel il Giovane a fornire una versione, firmata nel 1622, della famosa Festa nuziale un dipinto iconico, in cui ad un matrimonio si mangiano scodelle di polenta, si ride e chiacchiera. Molte le scene di vita, feste di santi, risse di contadini, pagamenti di decime, Adorazioni dei Magi e altre scene religiose, di Pieter Brueghel il Giovane, dei primi vent’anni del ‘600.

Un linguaggio colto

Attraverso le stampe fornite dallo stampatore Hieronymus Cock (1510-1570) il nuovo linguaggio si diffonde non solo nei Paesi Bassi, ma in altre zone di Europa. Nonostante l’aspetto realistico, quasi caricaturale, si tratta di un linguaggio colto, molto apprezzato anche dagli intellettuali. Uno dei centri di produzione maggiori è Anversa. Lì lavorano Pieter Baltens, Lucas van Valckenborch, Gillis Mostaert, Gillis van Coninxloo, Pieter Stevens e altri, che già alla fine del ‘500 interpretano con originalità le novità dei Brueghel. Andavano di moda le feste dei santi, San Martino, San Giorgio, le feste campestri, con case, figure, danze, picnic, trattati in maniera lenticolare e ironica.

 

I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, Palazzo Reale, Milano
I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, Palazzo Reale, Milano

E i paesaggi? Affascinanti. Come quello che emerge dal Mercato di bestiame sulla riva di un fiume, un olio su tavola di Roelant Savery, del 1600-1620. Le novità artistiche dei Brueghel giungono a Praga e alla corte di Rodolfo II d’Asburgo (1552-1612), mecenate e collezionista. Appassionato della pittura di Pieter il Vecchio, si circonda di suoi seguaci, compreso il figlio Jan Brueghel il Vecchio, presente a corte nel 1604. Le novità arrivano anche in Italia e Spagna. In Italia è la famiglia dei Dal Ponte, detti Bassano, a recepirle e svilupparle in contemporanea ai Brueghel.

Dove nasce Vermeer

Il capostipite è Jacopo da Ponte (circa 1510-1592), di cui è esposto un Incontro di Giacobbe e Rachele al pozzo, del 1567 circa, che non ha più niente di rinascimento o maniera. E poi ci sono i figli, Francesco e Leandro. Dall’Italia alla Spagna, con Pedro Orrente (1580-1645) e la sua tela con La partenza di Giacobbe del 1639 circa, un’interpretazione curiosa del soggetto. Il passo successivo, fondamentale per l’arte moderna europea, è la “Diversificazione dei generi”.

 

I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, Palazzo Reale, Milano
I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, Palazzo Reale, Milano

Grazie all’elaborazione dei modelli dei Brueghel e compagni nascono i vari generi pittorici utilizzati ancora oggi: paesaggi, nature morte, interni, marine, fiori, scene di taverna e altri Rappresentati in mostra in una serie di capolavori, dai Paesani in una taverna del 1625 di Adriaen Brouwer ai Contadini in un interno di Adriaen van Ostade, firmato e datato 1661, in cui in un piccolo olio su rame è magicamente raccontato un brano di vita dei Paesi Bassi a fine ‘600: dall’anziano che fuma la pipa alla bambina che gioca col cagnolino, dal signore che beve vino da una brocca al gruppo di fumatori in fondo allo stanzone. Se ne sente ancora oggi il calore e l’odore acre e si pensa al grande Vermeer, ecco da dove nasce.