05 Novembre 2026 12:12

Salvati dal fango. Firenze ricorda l’alluvione del 1966

Reperti Etruschi recuperati dopo l'alluvione
Reperti Etruschi recuperati dopo l’alluvione
A sessant’anni dai tragici eventi due esposizioni parallele presentano a Firenze materiali, ricordi e fotografie d’archivio

Due esposizioni parallele che presentano materiali, ricordi nelle due sedi museali con proiezioni video realizzate con fotografie d’archivio, testimonianze dei protagonisti e una vasta selezione di oggetti e documenti dell’epoca. Cosa è stato l’alluvione del 1966 a Firenze non può essere descritto facilmente senza ricordare la disperazione provocata dall’immersione sotto chili di fango e acqua e la rinascita grazie alla tenacia e al sudore di migliaia di braccia che liberarono e salvarono la città e la sua storia secolare. La bellezza diviene ancora più preziosa quando si rischia di perderla per sempre, quando è segnata, offesa e deturpata.

La tenacia e il lavoro di quegli “angeli”, soprattutto ragazzi provenienti da altre città italiane e dal resto del mondo, rispondendo ad un appello di coscienza e di bellezza. Il Museo Archeologico di Firenze in quei giorni così difficili avvia una straordinaria azione di salvataggio e recupero, che potenzia un laboratorio di restauro già esistente, divenuto eccellenza a livello internazionale mentre l’Istituto degli Innocenti rafforza l’urgenza di intraprendere l’opera di ricostruzione della Fabbrica e di riallestimento della Galleria d’arte al terzo piano.

L’impatto dell’alluvione sul Museo Archeologico

Salvati dal fango. Il recupero dell’archeologia a Firenze è la mostra che ripercorre tutto il processo di recupero delle sezioni più danneggiate e si concentra sui tre luoghi del Museo Archeologico maggiormente colpiti dall’alluvione: il Museo Topografico dell’Etruria, l’Ufficio Fotografico e il Laboratorio di Restauro.

 

Persone impegnate nel recupero dei reperti
Persone impegnate nel recupero dei reperti

Fotografie, reperti salvati dalle acque e documenti d’archivio raccontano i danni subiti e la straordinaria mobilitazione di personale, studiosi e volontari italiani e stranieri per recuperare il patrimonio. La necessità di affrontare un intervento di tale portata porta, nel 1966, alla nascita del Centro di Restauro Archeologico della Toscana, istituito dal Ministero della Pubblica Istruzione in collaborazione con la Soprintendenza e l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma.

Laboratorio permanente

Il Centro si dota, in questo modo, di attrezzature all’avanguardia e competenze specialistiche che permettono interventi delicati e di alta levatura come il restauro dei Bronzi di Riace 1975-1980. Questa tradizione è proseguita fino al 2024 con la creazione di un laboratorio permanente “Erminia Caudana”, grazie al quale molti reperti danneggiati durante l’alluvione son stati recuperati, ad esempio l’Urna del Bottarone.

 

L'Urna di Chianchiano
L’Urna di Chianchiano

Daniele Federico Maras, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, appassionato del suo lavoro e grande fautore insieme a tutte le maestranze di un rinnovamento e una profonda valorizzazione dello storico museo, afferma che “l’alluvione del 1966 è stato un momento che ha segnato la storia di Firenze, che dopo la catastrofe non è stata più la stessa: non solo in negativo a causa dei danni, ma soprattutto in positivo per la solidarietà e unità dei cittadini e per l’energia con cui la città si è ripresa. Una vera storia di resilienza della popolazione e di cura da parte delle istituzioni, che ha portato a eccellenze come il Centro di Restauro Archeologico della Toscana, al coinvolgimento di volontari (i cosiddetti “Angeli del fango”) e alla nascita di protocolli di sicurezza per il patrimonio culturale. È suggestivo, perciò, che il 4 novembre 2026 si celebra una giornata di unità nazionale nel segno dell’impegno degli italiani di sessanta anni fa per salvare la città di Firenze, la sua identità e il suo patrimonio”.

Il Museo degli Innocenti fra fango e acqua

Le Sale del Priore della Galleria degli Affreschi sono il palcoscenico dell’esposizione che celebra la memoria e il coraggio di quei terribili giorni, laddove nel 1971, viene depositato un corpus di affreschi staccati provenienti da varie parti di Firenze. Il percorso espositivo mette in mostra una selezione di immagini del Museo Archeologico Nazionale di Firenze che documentano le condizioni delle sale del Museo Topografico dell’Etruria nelle ore successive all’alluvione.

Le fotografie sono state raccolte in un filmato che, con l’ausilio di musica e voce narrante, consente al visitatore di immergersi nell’atmosfera di quei giorni. Le immagini della piazza Santissima Annunziata, bella e martoriata vengono, invece, proiettate in un’altra sala e nella mattina del 4 novembre, con l’ingresso del Museo e il loggiato invasi dall’acqua, insieme ad alcune fotografie degli ambienti interni dell’Istituto degli Innocenti.

 

Il Museo Archeologico alluvionato
Il Museo Archeologico alluvionato

Il filmato è accompagnato da musica e voce narrante, a partire dalla testimonianza di don Attilio Piccini, cappellano della chiesa di Santa Maria degli Innocenti, la cui principale preoccupazione era riuscire a sfamare e proteggere i circa 300 bambini ospitati nell’Istituto. In ultimo, all’interno di un terzo spazio che unisce le due proiezioni principali, sono esposte alcune testimonianze tangibili della tragedia provenienti dai magazzini e dagli archivi di entrambi gli istituti: registri, documenti, piccoli strumenti di lavoro e reperti archeologici del Museo come le cassette lignee utilizzate per raccogliere e setacciare il materiale.

Appuntamenti speciali al MAF in occasione dell’anniversario

Gli appuntamenti del Museo proseguono dal 4 al 6 novembre con un calendario di visite guidate e aperture straordinarie: mercoledì 4 alle ore 12 visita alla mostra raccontata dal Direttore Daniele Federico Maras; il museo riaprirà eccezionalmente i battenti dalle 18 alle 22 con visite guidate (ogni ora a partire dalle 18) a cura di Claudia Noferi, curatrice di Salvati dal fango e con la restauratrice Giulia Basilissi che accompagnerà il pubblico alla scoperta del laboratorio di restauro Erminia Caudana.
Giovedì 5 novembre ore 16 l’incontro “Io c’ero” sulla narrazione dell’accaduto attraverso le parole dei testimoni dell’alluvione e delle sue conseguenze, tra i quali Filippo Delpino, all’epoca giovane borsista e oggi eminente etruscologo. Ingresso gratuito su prenotazione: [email protected].
Venerdì 6 novembre alle ore 10 e alle ore 11.30 la curatrice Claudia Noferi guiderà i visitatori alla scoperta della mostra, la visita è compresa nel costo del biglietto d’ingresso.

Museo Archeologico Nazionale di Firenze
Via della Colonna, 38, 50121 Firenze
www.maf.cultura.gov.it

Museo degli Innocenti
Piazza della Santissima Annunziata, 13, 50122 Firenze
www.museodeglinnocenti.it