30 Ottobre 2026 05:53

L’archivio del silenzio. Come sarà il Padiglione del Kazakhstan alla Biennale Arte

Smail Bayaliyev, Pilgrimage, Video Still, 2016, courtesy Smail Bayaliyev
Smail Bayaliyev, Pilgrimage, Video Still, 2016, courtesy Smail Bayaliyev
Il progetto per il Padiglione del Kazakhstan dialogherà direttamente con il tema generale della Biennale, In Minor Keys

Qoñyr: the Archive of Silence. È questo il titolo del progetto per il Padiglione della Repubblica del Kazakhstan alla Biennale Arte 2026. Una mostra che dialogherà direttamente con il tema generale In Minor Keys, invitando il pubblico ad ascoltare frequenze più basse, memorie sedimentate e voci marginali.

Ospitato al Museo Storico Navale, vicino all’ingresso dell’Arsenale, il Padiglione assume qoñyr come metafora centrale. Nella cosmologia kazaka il termine, oltre a indicare il colore marrone, evoca un registro sonoro, l’odore della terra e una forma di silenzio denso di significato. È l’attenzione alle vibrazioni minime – il vento, il respiro, un passo – che permette di rendere udibile ciò che solitamente resta coperto dal rumore.

Curata da Syrlybek Bekbota, la mostra riunisce artisti e artiste kazaki selezionati tramite una open call pubblica. Una novità che segna la terza partecipazione del Paese alla Biennale, e un importante traguardo per l’Asia Centrale. Ispirato al küy tradizionale Qoñyr del compositore novecentesco Äbiken Khasenov, il progetto riflette sul passaggio storico dalla tonalità maggiore a quella minore nella musica kazaka. Interpretato come traccia sonora dei traumi del XX secolo.

Gli artisti presenti saranno Ardak Mukanova, Gulmaral Tattibayeva and Natalya Ligay (ADYR‑ASPAN), Anar Aubakir, Assel Kadyrkhanova, Smail Bayaliyev, Nurbol Nurakhmet, Mansur Smagambetov, Oralbek Kaboke. Attraverso suono, materia e spazio, Qoñyr: the Archive of Silence costruisce un archivio sensibile della memoria collettiva. E invita a un’esperienza più lenta e consapevole, dentro e oltre il Padiglione.