
Diago presenterà una serie di teste scultoree di diverse dimensioni che instaurano un confronto diretto e fisico con il pubblico
Una serie di teste scultoree di diverse dimensioni che sembrano avanzare verso il pubblico, instaurando un confronto diretto e fisico. Si articola così l’installazione dell’artista Roberto Diago per il Padiglione di Cuba alla Biennale Arte di Venezia 2026. Hombres Libres/Free Men – questo il titolo – sarà allestita presso Il Giardino Bianco – Art Space, a cura di Nelson Ramirez de Arellano Conde.
Realizzate con materiali eterogenei – metalli ossidati, legno, plastica e elementi di recupero –, le opere portano in superficie cicatrici e segni che diventano memoria tangibile, rifiutando l’oblio. Al centro della ricerca di Diago si impone una riflessione intensa sul concetto di libertà: non una condizione acquisita, ma una pratica continua, costruita attraverso resistenza, consapevolezza e dignità. Le superfici delle sculture, segnate e stratificate, evocano il corpo come archivio di traumi storici e identitari, in particolare legati alla diaspora africana.
In questa prospettiva, la cicatrice si trasforma in affermazione: testimonianza di sopravvivenza e simbolo di una libertà conquistata. Hombres Libres/Free Men ridefinisce così l’idea stessa di “uomo libero”, non più legata a uno status giuridico, ma alla capacità di riconoscere e rivendicare la propria storia, opponendosi alle narrazioni che tentano di cancellarla.




