28 Ottobre 2026 23:12

Da Torino: Alberto Savinio alla Pinacoteca Agnelli. Parla la curatrice Sarah Cosulich

Alberto Savinio, Souvenir, Pinacoteca Agnelli, Torino
Alberto Savinio, Souvenir, Pinacoteca Agnelli, Torino
La memoria come visione del futuro Oltre settanta opere raccontano a Torino l’universo visionario di Alberto Savinio

Non soltanto un protagonista della cultura del Novecento, ma un interprete sorprendentemente attuale delle trasformazioni del nostro tempo. Musicista, scrittore, drammaturgo, giornalista e pittore. È questo l’Alberto Savinio che emerge dalla mostra Souvenir, curata da Sarah Cosulich e Pietro Rigolo alla Pinacoteca Agnelli di Torino. Che ne ripercorre la ricerca attraverso più di settanta opere, restituendo la complessità di un artista capace di attraversare linguaggi e discipline differenti.

Al centro dell’esposizione la memoria, intesa non come semplice ritorno al passato, ma come materia viva da trasformare in nuove immagini e significati. Ricordi personali, fotografie di famiglia, riferimenti alla Grecia dell’infanzia. Miti classici e frammenti della cultura occidentale si combinano in composizioni sorprendenti, sospese tra realtà e immaginazione. Il passato diventa così uno strumento per interrogare il presente e aprire nuove prospettive sul futuro.

 

Alberto Savinio, Souvenir, Pinacoteca Agnelli, Torino
Alberto Savinio, Souvenir, Pinacoteca Agnelli, Torino

L’universo pittorico di Savinio è popolato da figure ibride, manichini, giocattoli, divinità e personaggi grotteschi. I confini tra umano e animale, naturale e artificiale, vivente e inanimato si fanno incerti, mentre l’ironia mette in discussione le convenzioni sociali e le certezze della modernità. Le sue figure, spesso immobili e prive di una precisa identità, abitano scenari enigmatici che sembrano sospesi fuori dal tempo. Evocando le grandi domande sull’esistenza e sulla natura umana.

Materiali da rielaborare

La sua pittura si sviluppa attraverso un originale processo di raccolta, frammentazione e ricomposizione delle immagini, quasi anticipando la logica del collage. Fotografie, illustrazioni, repertori di arte classica e racconti mitologici diventano materiali da rielaborare, dando vita a un linguaggio personale in cui la tradizione non è mai un modello da imitare, ma una risorsa da reinventare.

 

È proprio in questa capacità di trasformare la memoria in uno strumento creativo che risiede l’attualità di Savinio. Le sue opere dialogano con questioni centrali della contemporaneità: la costruzione dell’identità, il rapporto tra uomo e macchina, la circolazione e la ricombinazione digitale delle immagini. Fino alle nuove riflessioni sull’intelligenza artificiale e sul concetto di autorialità. Anche di questo ci parla la curatrice Sarah Cosulich…