29 Settembre 2026 10:56

Luigi Capano

Cambellotti

Il geniale eclettismo di Duilio Cambellotti in mostra a Roma

Ad un anno dalla grande antologica dedicata a Duilio Cambellotti (Roma, 1876-1960) nel suggestivo “grembo scenico” di Villa Torlonia, la prestigiosa Galleria Russo, cui è stata affidata la gestione dell’archivio del prolifico artista, propone oggi una mostra ulteriore, allestita questa volta nei propri spazi espositivi, ad un passo da via Margutta. Circa duecento opere – alcune già esposte alla Casina delle Civette; altre, meno note, lumeggiate dal paziente lavoro archivistico; qualche inedito – suddivise, anche questa volta, secondo aree tematiche che scandiscono, evidenziandola, la geniale versatilità del segno cambellottiano. Arti applicate (bozzetti per manifesti, per decorazioni parietali e murali, per vetrate), ceramiche, illustrazioni (per libri, giornali, copertine), disegni sulla storia leggendaria di Roma, sculture, bozzetti per il teatro greco (scene e costumi), studi dal vero.

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Futuristi astrattisti

Da Balla e Depero alla Street Art. Futuristi e astrattisti a confronto in due mostre a Roma

Futuristi e astrattisti a confronto. Due mostre a Roma fino ad aprile 2019. Da qualche tempo – da diversi anni, in verità – si avverte nell’aria una gran voglia di Futurismo: un fiorire di convegni, di libri, di mostre, di articoli giornalistici, di spettacoli. E non è passata inosservata la ricorrenza di febbraio: centodieci anni dalla pubblicazione dello storico dirompente Manifesto. La giovane Galleria romana Futurism&Co dedica una mostra a Fortunato Depero (1892-1960) e all’astrattista newyorkese Peter Halley (classe 1953) tra i fautori del movimento Neo-Geo sorto nella seconda metà degli anni ‘80. Un accostamento audace già proposto dai curatori a Torino qualche anno fa. Vero è che il futurista trentino allievo di Balla e anima pop ante litteram, trascorse un paio d’anni a New York (dal ’28 al ’30) dove realizzò alcune mostre e continuò a occuparsi di grafica pubblicitaria ideando manifesti e copertine.

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Matta-Clark

Le Anarchitetture di Gordon Matta-Clark. La raccolta Berg, a Roma

La mostra di cui ci occupiamo, proposta dalla prestigiosa Accademia di San Luca fino al 25 febbraio 2019, documenta la passione/ossessione del collezionista Harold Berg – cileno residente a Barcellona – per la singolare attività di Gordon Matta-Clark (New York, 1943-1978), di cui è venuto a conoscenza qualche decennio dopo la morte prematura dell’artista. E’ il James Dean dell’arte contemporanea, osserva. Un’attività creativa effimera, affidata all’impermanenza del momento performativo ed alla dinamica processuale del fare arte. Di cui non restano, a testimonianza, che lacerti, spoglie, frammenti residuali. La collezione Berg – ne vediamo una silloge in mostra – si compone infatti di numerose sequenze fotografiche, filmati, disegni, qualche taccuino ed altri piccoli cimeli. Gordon Matta-Clark era figlio del pittore surrealista e architetto Sebastian Matta (e fratello, quindi, del più noto, almeno in Italia, Pablo Echaurren, accademico di San Luca).

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Guido Reni

Le insolite sperimentazioni di Guido Reni. Un capolavoro, una mostra a Roma

Nella Sala delle Canonizzazioni della Galleria Corsini a Roma è in corso la mostra “Guido Reni, i Barberini e i Corsini”. Fino al 17 febbraio 2019. Raggiungiamo il curatore Stefano Pierguidi: “Perché oggi questa mostra? Cosa la rende attuale”? Sono convinto -risponde- che il pubblico d’oggi può essere affascinato da qualcosa di sorprendente come le traduzioni a mosaico e ad arazzo di un quadro o dal vedere un affresco staccato ovvero delle opere dipinte su supporti non consueti; quindi non semplicemente le tradizionali tele, senza chiaramente ad esse nulla togliere.

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