25 Settembre 2026 19:39

Matteo Cocci

Perdersi nel cinema. Tre film da Berlino, Cannes e Venezia raccontano un’umanità contradditoria e disorientata

Tra i tanti film che hanno animato i più importanti festival europei – Berlino, Cannes e Venezia – nel 2025, tre sono contraddistinti da personaggi che cercano di fuggire da ciò che loro malgrado sono diventati, disegnando una geografia del presente in cui l’unica risposta alla crudeltà del reale è il rispecchiarsi – e il ritrovarsi – l’uno nell’altro.

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Un Bitter tra le nuvole. Alla Galleria Campari una mostra (e una project room di Emi Ligabue) racconta la ricerca tipografica novecentesca

Curata da Marta Sironi, l’esposizione svela l’ampio repertorio di lettering disegnati e opere tipografiche conservati nell’Archivio Galleria Campari in un’inedita rilettura dedicata alla parola e al suo rapporto con l’immagine, coinvolgendo una selezione di più di 160 lavori realizzati da artisti che attraversano la storia del Novecento come Fortunato Depero, Marcello Nizzoli, Sergio Tofano (detto Sto), Giorgio Dabovich e Nicolay Diulgheroff.

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La Parigi-Dakar passa da Kinshasa. Due documentari raccontano la decolonizzazione africana

Tra le forme d’arte che tentano di esplorare i movimenti di decolonizzazione del continente africano c’è il cinema documentario. In particolare, due film come Soundtrack to a Coup d’Etat (2024) e Ndar, Saga Waalo (2025) rivolgono la propria attenzione rispettivamente al passato e al presente di due tra le due Nazioni protagoniste delle lotte di liberazione come il Congo e il Senegal.

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Cinéma prêt-à-voir. “Il Nostro Tempo, CinéFondationCartier” alla Triennale di Milano, parlano Pietro Marcello e Luca Mosso

La rassegna fa parte del corollario di proiezioni cinematografiche e incontri – co-curato dalla Fondazione Piccolo America-Cinema Troisi – che gravita intorno alla mostra Il Nostro Tempo, CinéFondationCartier (fino al 16 marzo), a cura di Chiara Agradi, presentata nell’ambito del partenariato culturale di Triennale Milano con Fondation Cartier pour l’Art Contemporain.

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Una scena di Vermiglio (2024) di Maura Delpero

Una vita al cospetto delle montagne. Al cinema “Vermiglio” di Maura Delpero, Leone d’Argento a Venezia 81

Tra le molte storie portate sugli schermi della 81esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ce ne sono due che fanno della specificità geografica la propria forza: da un lato la serie di Thomas Vinterberg “Families Like Ours”, ambientato in una Danimarca sul punto di essere sommersa dall’innalzamento del livello del mare, dall’altro “Vermiglio”, il secondo lungometraggio di Maura Delpero, le cui vicende si collocano nell’omonimo paese dell’alta Val di Sole durante l’ultimo anno della Seconda Guerra Mondiale.

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