
“La poesia” di Attilio Lolini
La poesia non abita più qui non c’è poesia dove vivi nelle case nelle strade dove ti disperavi oppresso da
I pensieri dei grandi maestri sulla vita e sull’arte

La poesia non abita più qui non c’è poesia dove vivi nelle case nelle strade dove ti disperavi oppresso da

Sulla luna, per piacere, non mandate un generale: ne farebbe una caserma con la tromba e il caporale. Non mandateci

Mi domando che madri avete avuto. Se ora vi vedessero al lavoro in un mondo a loro sconosciuto, presi in

Oggi che t’aspettavo non sei venuta. E la tua assenza so quel che mi dice, la tua assenza che tumultuava

Sulle finestre coperte di brina il gelo di febbraio ha tracciato un intreccio di erbe bianco latte e di rose

Lamentele infime e triviali, costantemente ripetute, possono far ammattire un santo, per tacere di un bravo ragazzo qualunque (me) e

Ho girato mezzo mondo con la cazzuola e il filo di piombo, ho fabbricato con le mie mani cento palazzi

Se tardi a trovarmi, insisti. Se non ci sono in nessun posto, cerca in un altro, perchè io sono seduto

Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte Il primo per vederti tutto il viso Il secondo per vederti gli

Coltivo una rosa bianca, in luglio come in gennaio, per l’amico sincero che mi porge la sua mano franca. E