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TRAnS-FIGURAZIONE: a Ferrara si ridefinisce il contemporaneo

Diego Palasgo, l'uomo crea ,l'uomo disrugge Diego Palasgo, l'uomo crea ,l'uomo disrugge, cm. 100 x 100

Con il titolo “TRAnS-FIGURAZIONE” al Palazzo della Racchetta di Ferrara apre i battenti un nuovo progetto curatoriale di Virgilio Patarini, realizzato da Camel Home Gallery in collaborazione con Zamenhof Art di Milano.

“TRAnS-FIGURAZIONE” inaugurerà venerdì 13 marzo e sarà una grande mostra d’arte contemporanea che riunirà 100 opere di 11 artisti emergenti, visitabili fino al 29 marzo. Obiettivo dell’esposizione, ridefinire un concetto contemporaneo e post-moderno di “figurazione”, tra pittura, fotografia, scultura e installazioni.

Diego Palasgo,  l'uomo crea ,l'uomo disrugge
Diego Palasgo, l’uomo crea ,l’uomo disrugge, cm. 100 x 100

Saranno in mostra opere di Simone Boscolo, Valentina Carrera, Amos Crivellari, Dennis Fazio, Ezio Mazzella, Diego Palasgo, Virgilio Patarini, Andrea Pirani, Simona Ragazzi, Ivo Stazio, Edoardo Stramacchia.

Il curatore Virgilio Patarini scrive nella prefazione del volume che porta lo stesso titolo della mostra:

Una figurazione attraversata, trafitta, tradita, ritrovata e sfigurata, tramandata e al tempo stesso rimandata, abbozzata, non finita, inquieta, in dissolvenza, in ambigua ambivalenza tra memoria e oblìo, in crisi di identità o forse, meglio: in piena presa di coscienza della propria identità multipla, schizofrenica, mutevole e post-moderna, incline al declino e proprio per questo forte della sua fragilità, consapevole della propria consistenza effimera, fantasmatica, famelica e cannibale e al tempo stesso anoressica.
Una figurazione oltre il principio di non contraddizione, uguale a se stessa e sempre diversa, coerentemente incoerente, nostalgica di un passato mai davvero vissuto e forse nemmeno compiutamente immaginato, che risorge dalle sue ceneri e di cenere è fatta, e di fumo che il vento disperde e di fiamme sull’acqua.
Una figurazione sincopata, ondivaga… bussola impazzita che si rifiuta di decidere una volta per tutte da che parte sta il nord, amante fedele solo nell’ora del tradimento, presenza assente, assenza sempre presente, segno di contraddizione, disegno senza contorni, sconfinato confine, modo smodato, snodo riannodato, grumo di sangue e sospiri, carezza che ferisce, problema sempre aperto, insoluto…
Una figurazione in cui il come e il che cosa si scambiano di ruoli, in un gioco di specchi in frantumi in cui è difficile dire se sia l’immagine che è a pezzi o il mezzo che la riflette. O l’anima che in quell’immagine si riflette e riflette su quell’immagine. Forma che si traveste da materia e viceversa, nudo travestimento.
Niente è ciò che sembra e tutto sembra nulla. (…)

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