19 Settembre 2026 19:42

Tutto il genio di Leonardo da Vinci a Milano. Le foto e tutto sul Disegno del Mondo

leonardo da vinci a milano
La Dama col mazzolino del Verrocchio (1475-1478) accanto alla Belle Ferronière di Leonardo (1493-1495). Foto: Luca Zuccala © ArtsLife

Leonardo da Vinci a Milano. Il Disegno del Mondo a Palazzo Reale

Si definiva “omo sanza lettere” perché non sapeva il latino, lingua ufficiale della scienza e porta d’accesso al mondo dei libri, il più grande genio e ingegno di sempre. Poco importa. Proclamò l’eccellenza della natura, “maestra de’ maestri”, su questi. “Straordinario mago” per Gombrich, “Mirabile e celeste” per Vasari, “Raro e universale” nell’Anonimo Gaddiano. Superlativi ed esclamativi si sprecano per circoscriverne estro ed erudizione. “Il genio è tornato” come ci ammalia sui manifesti in giro per la città lo sguardo che traspira anima della Belle Ferronière, dipinta a Milano (1490-96), in mostra (ovviamente) e fresca di restauro dal Louvre. Impossibile non incrociarne lo sguardo, il viso delizioso con il gioiello ricamato in fronte e il casto décolleté adornato di nastri di seta. Da Parigi “con amore”, a Palazzo Reale con accanto la Dama col Mazzolino del Verrocchio (dal Bargello) per sottolinearne le forti valenze plastiche. Paragone assai suggestivo tra trattamento pittorico della scultura e valenza tridimensionale della pittura.

Leonardo da Vinci (1452-1519) torna così nella Milano che per due volte lo accolse (per la quale ricambiò il favore eleggendola con il suo operare artistico e scientifico a mirabile corte umanistica) con una super esposizione. Una mostra universale (con un catalogo universale, oltre 600 pagine con apparati e schede curatissime) per un genio universale nella città (per 6 mesi) “universale” al centro del mondo per Expo. Novantacinque giorni, da dopodomani (16 aprile) a metà luglio, di pura passione vinciana. Attesi centinaia di migliaia di visitatori. Numeri da record si vocifera (e spera). La “capitale sforzesca” si prepara all'”ondata d’amore” con quattro serate a settimana (festività comprese) con apertura fino a mezzanotte, biglietti speciali, guide e cataloghi bilingue (italiano e inglese) per diversi target di approfondimento, una serie di eventi fuori sede e un ciclo di nove film su Leonardo proiettati al Museo Interattivo del Cinema nel mese di maggio.

Sarà la più grande esposizione dedicata al genio vinciano che sia stata realizzata in Italia dal 1939, quando la fascistissima “Leonardesca” – con prestiti incredibili (e ora incedibili) e il braccio della dittatura a spingere con forza le opere verso il capoluogo lombardo – celebrò al Palazzo dell’Arte il “genio italico” e le “invenzioni italiane” in chiave tutta politica e sotto un’asfissiante retorica nazionalista. Certo fu tutto più “facile” 70 anni fa. Oggi dopo 5 anni di lavoro, 4 milioni e mezzo di euro completamente a carico di privati (Skira su tutti) – nemmeno un soldo pubblico (paradossi italici) – senza tronfie smanie nazionalpopolari e l’attesa di opere più o meno promesse, più o meno arrivate, in fase di allestimento, va in scena la super mostra. Titolo (e concept) dibattuto fino all’ultimo: “Leonardo da Vinci. Il disegno del mondo“. Scopo del nuovo “soggiorno” espositivo: “Raccontare il Leonardo polivalente, ricco di interessi, conoscitore profondo di scienze, tecniche e arti del suo tempo, attraverso il filtro del disegno: mezzo fondamentale per fissare immediatamente i risultati delle proprie sperimentazioni e intuizioni”.

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Il Busto di San Girolamo, 1475-1480 (Bottega del Verrocchio) e il San Girolamo di Leonardo, 1485-1490. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Davanti alla Belle Ferronière di Leonardo. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Anonimo, Città Ideale (riflessa), ultimo quarto del Quattrocento. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife

“Volle la natura tanto favorirlo, che dovunque è rivolse il pensiero, il cervello e l’animo, mostrò tanta divinità nelle cose sue che nel dare la perfezione di prontezza, divinità, bontade, vaghezza e grazia nessun altro mai gli fu pari” (Vasari)

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Leonardo da Vinci, La Scapiliata, 1504-1506. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Bottega di Leonardo da Vinci, Cavaliere in lotta con un dragone, 1480-1481. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Leonardo da Vinci, Uomo Vitruviano, 1490. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife

L’arte del disegno (da strumento di analisi del vero e conoscenza scientifica alla complessità dell’esperienza pittorica e scultorea) al centro di tutta la sua opera, al centro dell’esposizione. Il suo Uomo Vitruviano (in mostra) inscritto perfettamente a matita al centro di cerchio e quadrato, puntando il compasso nell’ombelico del corpo ideale. Il suo nome “Leonardo da Vinci” inscritto per 3 mesi, metà expo universale, al centro di Milano e del mondo, puntando il compasso su Palazzo Reale.

Un allestimento curatissimo color celeste e panna, con “pennellate” di luce che esaltano le geometrie architettoniche, incornicia alle pareti (o in vetrine luminose) le 225 opere in mostra: dipinti, sculture, incunaboli, codici originali, disegni e documenti autografi provenienti dai maggiori musei e biblioteche del mondo. 7 capolavori pittorici, un terzo di quelli esistenti al mondo. Niente Monna Lisa e Vergine della Rocce dal Louvre, assolutamente inamovibili, così come l’incedibile Madonna Benois dall’Ermitage e la disattesa Dama con l’Ermellino da Cracovia, promessa mancata. Questione di denari. Non a caso è “simpaticamente” chiamata “prostituta polacca”.

Il Musico invece ce l’ha fatta a fare quei “faticosissimi” 500 metri che lo separavano dalla meta, dopo estenuanti trattative con l’Ambrosiana (che presta anche 38 disegni del Codice Atlantico). L’Annunciazione degli Uffizi? Niente. Beghe italiche. Via libera invece (come ovvio dai già citati cartelloni per la città) al tris dal Louvre: la Belle Ferronière, scortata dal San Giovanni Battista e la Piccola Annunciazione. Stesso discorso per i 30 dei 34 lotti richiesti dai curatori alla Royal Collection della Regina Elisabetta II e per il Codice Trivulziano 2162 dal Castello Sforzesco. Tutti insieme a celebrare il genio vinciano ancora una volta, tutti insieme ad illustrarne la complessità del suo talento multiforme.

Come? 12 sezioni tematiche offrono un confronto continuo tra disegno, pittura, scultura. C’è il dialogo con gli allievi, i leonardeschi (dal Boltraffio e Solario al Melzi e Cesare da Sesto), i suoi modelli, la bottega del Verrocchio, i contemporanei, da Antonello da Messina (con lo stupendo Ritratto d’uomo da Cefalù) e Botticelli (La Fortezza degli Uffizi) a Filippino Lippi, Paolo Uccello e Ghirlandaio (con la magnifica “tonda” Adorazione dei Magi a ingresso mostra). Un crescendo incalzante di correlazioni e rispondenze, che spesso include anche la considerazione delle sue fonti, artistiche e scientifiche. Emerge come la natura, da sfondo qual era, diventi protagonista della composizione pittorica. Come Leonardo dialoghi con i modelli antichi, la statuaria classica per i monumenti equestri, i bronzi ellenistici e i bronzetti rinascimentali. Come il genio vinciano aspirò a rappresentare, analizzare, capire e (possibilmente) a mettere ordine nel mondo naturale prima di tutto attraverso il “disegno”, che nelle sue mani diviene “strumento interpretativo dei processi osservati (dall’occhio) e intuiti (dalla mente)”.

Il “disegno bono“, come lo definisce nelle sue tarde indagini anatomiche, inteso come disegno a penna e inchiostro: strumento indispensabile nel suo progetto di descrizione e decrittazione della natura, strumento di speculazione scientifica oltre che di creazione artistica. Un mezzo con cui cerca di tradurre “i moti mentali” nelle raffigurazioni dei personaggi: far trasparire gli aspetti psicologici e le qualità morali dalle caratteristiche esteriori. A questo volle giungere Leonardo non limitandosi a fornire una descrizione meccanica ed epidermica dell’uomo e delle sue proporzioni. Ma andando oltre, cercando anche di mostrare “il moto della mente loro“. Ci riuscì magistralmente, come in qualsiasi ambito in cui si cimentò. Un genio, o meglio: il Genio.

 “Veduto Leonardo non si pensa più alla possibilità di fare molti progressi” (Paul Klee)

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Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista, 1506-1515. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife

“Tristo è quel discepolo che non v’avanza il suo maestro” (Leonardo da Vinci)

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Bottega di Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista, 1505-1510 circa. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Leonardo da Vinci, Studi di testa femminile, 1505,1507. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife

“Il foco è da esser messo per consumatore d’ogni sofistico e scopritore e dimostratore di verità, perché lui è luce, scacciatore delle tenebre occultatrici d’ogni essenza” (Leonardo da Vinci)

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Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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La Belle Ferronière di Leonardo. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Leonardo da Vinci, Testa, busto e mano sinistra di uomo, e quattro studi d’architettura, 1492-1494. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife

“Fu tanto raro e universale, che dalla natura per suo miracolo esser produtto dire si puote: la quale non solo della bellezza del corpo, che molto bene gli concedette, volse dotarlo, ma di molte rare virtù volse anchora farlo maestro. Assai valse in matematica et in prospettiva non meno, et operò di scultura, et in disegno passò di gran lunga tutti li altri. Hebbe bellissime inventioni, ma non colorì molte cose, perché si dice mai a sé medesimo avere satisfatto, et però sono tante rare le opere sue. Fu nel parlare eloquentissimo et raro sonatore di lira […] et fu valentissimo in tirari et in edifizi d’acque, et altri ghiribizzi, né mai co l’animo suo si quietava, ma sempre con l’ingegno fabricava cose nuove”. (Anonimo Gaddiano, 1542)

Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano.
Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Leonardo da Vinci, Mortai che scagliano proiettili esplosivi, 1485 (1). Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Leonardo da Vinci, Mortai che scagliano proiettili esplosivi, 1485 (2). Foto: Luca Zuccala © ArtsLife

Leonardo da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519)

Leonardo, figlio di notaio Piero e della giovane contadina Caterina, nacque a Vinci il 15 aprile 1452. Studi da autodidatta, allievo nella bottega del Verrocchio (1464-1472). Si servì della “scrittura speculare”: scrivere da sinistra verso destra anagrammando spesso le parole per tenere segreti i suoi appunti. Sublime quanto eclettico talento, apoteosi dell’Homo universalis rinascimentale. Inventore, visionario e genio, al limite del divino. “Ciascuna sua azzione è tanto divina” scrisse Vasari. Maestro in tutte le arti e le scienze: pittura, scultura, architettura, musica, geologia, geografia, ottica, botanica, matematica, fisiologia, ingegneria.

Sperimentatore, ricercatore senza limiti e ostacoli ideologici. Indagatore della natura, dell’anatomia umana e animale. Osservatore della realtà con gli occhi della scienziato. “La pittura è vera scienza, discorso mentale, legittima figliola della natura”. Pittura e scienza formeranno così una combinazione inscindibile. Come il binomio tra sapere e potere, “nosse est posse”, cui Leonardo è emblema, capace di porre e imporre l’uomo come “misura di tutte le cose”, “modello del mondo”. Microcosmo e macrocosmo. Al centro del mondo, un uomo in grado di trasformare la realtà e dominare la natura col potere della conoscenza, della scienza e della ragione. Dell’esperienza. “La sapienza è figliola della sperienzia” scrive Leonardo. L’empirismo si andava armando di scienza.

Sperimentò e annotò il “suo” mondo fino agli ultimi giorni della sua esistenza. L’ultima data presente su un manoscritto di Leonardo risale al giugno del 1518: preso da calcoli di geometria, gli studi sono bruscamente interrotti con un “eccetera, perché la minestra si fredda”. Una rara annotazione di vita quotidiana in cui affiora la dimensione umana del genio universale. Morì ad Amboise (Francia) il 2 maggio 1519.

“Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire.” (Leonardo da Vinci) 

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Leonardo da Vinci, San Girolamo, 1485-1490 circa. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Leonardo da Vinci, Studi di carro falcato e carro coperto, 1487-1490. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano.
Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Leonardo da Vinci, Testa di donna inclinata, 1488-1490. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife

“Il pittore disputa e gareggia con la natura” (Leonardo da Vinci)

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Leonardo da Vinci, Studio di braccia e mani e profilo maschile, 1486-1488. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Antonello da Messina, Ritratto d’Uomo, 1465-1470. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Leonardo da Vinci, Disegno di uomo che cammina sull’acqua, 1480-1482. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Leonardo da Vinci, Busto di uomo di profilo con studio di proporzione, 1493-1495. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife

I NUMERI DELLA MOSTRA

95: giorni d’apertura

225: opere in mostra, tra codici originali, disegni autografi, manoscritti, sculture, incunaboli e cinquecentine provenienti dai più celebri musei e biblioteche del mondo

7: dipinti (di cui 3 provenienti dal Louvre)

100: disegni (38 dalla Biblioteca Ambrosiana, 30 dalla Royal Collection, di cui 6 visibili al recto e al verso)

2: curatori (Pietro Marani e Maria Teresa Fiorio)

76: gli anni trascorsi dall’ultima grande mostra a Milano

563: anni trascorsi dalla nascita

496: anni dalla morte

67: gli anni di vita di Leonardo

2: i soggiorni a Milano di Leonardo (1482-1499); (1506-1512)

4: serate aperte fino a mezzanotte (Giovedì, Venerdì, Sabato e Domenica)

5: anni di lavoro per la realizzazione

4,5: milioni per realizzare la mostra

0: soldi pubblici

12: le sezioni della mostra:

1. Il disegno come fondamento
2. Natura e scienza della pittura
3. Il paragone delle arti
4. Il paragone con gli antichi
5. Anatomia, fisiognomica e moti dell’animo
6. Invenzione e meccanica
7. Il sogno
8. Realtà e utopia
9. L’unità del sapere
10. De coelo e mundo: immagini del divino
11. I leonardeschi: la diffusione dei modelli di Leonardo e Trattato della Pittura
12. Il mito di Leonardo

Allestimento della mostra. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
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Leonardo da Vinci, Cinque teste grottesche, 1493-1495. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Fernando de la Almedina, Madonna con Bambino, 1500-1505. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Fernando de la Almedina, Madonna con Bambino, 1500-1505. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Leonardo da Vinci a Milano. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Leonardo da Vinci, Grande ala meccanica, 1478-1480 circa. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Leonardo da Vinci, Grande ala meccanica, 1478-1480 circa. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Davanti alla Città Ideale. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Davanti alla Città Ideale. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Ghirlandaio, Adorazione dei Magi, 1487. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Ghirlandaio, Adorazione dei Magi, 1487. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Ghirlandaio, Adorazione dei Magi, 1487. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Ghirlandaio, Adorazione dei Magi, 1487. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Botticelli, La Fortezza, 1470. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Botticelli, La Fortezza, 1470. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Allestimento della mostra. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista, 1506-1515. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife
Leonardo da Vinci, San Giovanni Battista, 1506-1515. Foto: Luca Zuccala © ArtsLife

Foto e testo: Luca Zuccala ArtsLife

INFORMAZIONI UTILI

Leonardo 1452 – 1519. Il disegno del mondo
Palazzo Reale
Piazza Duomo, 12 – Milano
Dal 16 aprile al 19 luglio 2015

La mostra è coprodotta da Palazzo Reale e da Skira editore

Catalogo Skira

ORARI
Lunedì: 14.30-19.30
Martedì e Mercoledì: 9.30-19.30
Giovedì, Venerdì, Sabato e Domenica: 9.30-24.00
La biglietteria chiude un’ora e mezza prima
ORARI FESTIVITÀ
Sabato 25 aprile: 9.30-24.00
Venerdì 1° maggio: 9.30-24.00
Lunedì 1° giugno: 9.30-19.30
Martedì 2 giugno: 9.30-19.30
INFORMAZIONI
Infoline: 02.92800375
(dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.30)
SITO INTERNET
www.mostraleonardodavinci.it
www.comune.milano.it/palazzoreale

BIGLIETTI LEONARDO
Intero €12,00
Ridotto €10,00
Club Skira €9,00
Gruppi €10,00
Scuole €6,00
Famiglia €16,00
(1 adulto + 1 ragazzo di età inferiore a 14 anni)
BIGLIETTI LEONARDO + VISCONTI
Biglietto giornaliero €18,00
(visita mostra Visconti Sforza e accesso diretto
alla mostra di Leonardo)
Biglietto Open €20,00
(visita Leonardo il giorno dell’acquisto e visita libera
alla mostra Visconti Sforza)

Per informazioni: Skira editore, ufficio eventi
[email protected]
CATALOGO
Skira
UFFICIO STAMPA MOSTRA
Lucia Crespi
tel. 02.89415532 – 02.89401645 – 338.8090545
[email protected]

Tutto il genio di Leonardo da Vinci a Milano. Le foto e tutto sulla mostra