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Le Turbolenti frenesie di Luigi Boille al MAC di Lissone

Luigi Boille al mac di Lissone con Turbolenti frenesie Luigi Boille, Senza titolo, 1964, cm 145 x 114

Un tratto che converte il gesto in segno e che trasferisce nella pittura l’automatismo della scrittura. Una cosmogonia di luce-materia. Il MAC di Lissone omaggia fino al prossimo 23 luglio la figura di Luigi Boille (Pordenone, 1926 – Roma, 2015) con una mostra a lui interamente dedicata dal titolo Turbolenti frenesie. Il pittore negli anni Sessanta ha avuto un ruolo centrale nel rinnovamento del linguaggio pittorico grazie a uno stile inconfondibile che gli ha permesso di affermarsi a livello internazionale.

Luigi Boille al mac di Lissone con Turbolenti frenesie
Luigi Boille, Senza titolo, 1964, cm 145 x 114

Da una gestualità rarefatta a una più serrata. Da campiture dense e scure a cromie vivaci e guizzanti. La selezione di opere proposte in mostra è rappresentativa del periodo di maggiore intensità espressiva di Luigi Boille e del suo progressivo tentativo di mettere a punto un fraseggio pittorico originale. Il decennio degli anni Sessanta rappresenta uno snodo fondamentale per comprendere il linguaggio di Boille, sia dal punto di vista artistico sia sotto il profilo umano. Annoverato nella Jeune École de Paris e cooptato nelle ricerche dell’Art autre vaticinate da Michel Tapié, Boille visse a Parigi fino al 1965. Coronò in seguito il suo ritorno in Italia con una sala personale alla XXXIII Biennale di Venezia.

Luigi Boille al mac di Lissone con Turbolenti frenesie
Luigi Boille, Véhémence d’une réalité, 1967, olio su tela, cm 200 x 160

La selezione di opere proposte in mostra puntano l’attenzione su un decennio saliente che enuclea la pittura filamentosa dell’artista, mettendo in evidenza quel suo atteggiamento integerrimo, che lo ha premiato e allo stesso tempo isolato. Luigi Boille non ha mai assecondato le mode, né ha mai sconfessato il suo impegno ideologico: benché fosse stimato da Alloway, Yoshihara, Jaguer, Tapié, Restany e Argan, Boille è un pittore che soltanto oggi possiamo apprezzare e comprendere appieno.

Il desiderio di riscoprire la sua parabola artistica è anche un invito a riscrivere un importante capitolo del secolo scorso, oltre che un’occasione per emendare gli errori commessi in passato: nel 1961 l’artista si aggiudicò uno dei dodici premi acquisto del XII Premio Lissone, riconoscimento di cui non poté beneficiare a causa di alcuni cavilli burocratici. Poiché Luigi Boille ha saputo imprimere la propria “traccia” al corso degli eventi, il MAC di Lissone vuole rendergli omaggio con una mostra che ne valorizzi le peculiarità segniche e coloristiche.

Luigi Boille al mac di Lissone con Turbolenti frenesie
Luigi Boille, Sturm su Berlino, 1963, olio su tela, cm 146 x 114
Luigi Boille al mac di Lissone con Turbolenti frenesie
Luigi Boille, Imperioso continuo, 1960, olio su tela, cm 162 x 130
Luigi Boille al mac di Lissone con Turbolenti frenesie
Luigi Boille, Continuum in tensione, 1960, olio su tela, cm 162 x 130

Informazioni utili

LUIGI BOILLE. Turbolenti frenesie

MAC, Lissone (MB), viale Elisa Ancona 6

Dal 27 maggio al 23 luglio 2017

A cura di Alberto Zanchetta

Orari

Mercoledì e Venerdì dalle 10 alle 13
Giovedì dalle 16 alle 23
Sabato e Domenica dalle 10 alle 12 – dalle 15 alle 19

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