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L’acqua e le sue forme: l’arte seicentesca in mostra a Lugano

Andrea Donducci, Festa campestre in riva a un fiume Andrea Donducci, Festa campestre in riva a un fiume
Andrea Donducci, Festa campestre in riva a un fiume
Andrea Donducci, Festa campestre in riva a un fiume

L’acqua come vita, come divertimento, come piacere estetico: l’acqua nei suoi innumerevoli significati simbolici. L’acqua e le sue forme è il tema della mostra che dal 5 aprile al 28 settembre è visitabile gratuitamente alla Galleria Canesso di Lugano.

Tema molto preciso e inusuale, per quanto tratti di un elemento così comune a tutti noi. La centralità e l’importanza dell’acqua nella vita umana è indubbia, tanto che può assumere diverse connotazioni a seconda della prospettiva. Elemento vitale, elemento metafisico, elemento religioso, elemento quotidiano.

Nella Galleria di Piazza Riforma, tre sono i pittori seicenteschi protagonisti della mostra: Andrea Donducci, Niccolò Codazzi e Antonio Travi.

Acqua come purificazione sacra (Battesimo di Costantino) e quotidiana (Lavatoio) nei dipinti di Codazzzi (Napoli 1642-Genova 1693). Ma anche fonte di vita, elemento di continuità e rinnovamento, di gioia fresca e inaspettata come in Baccanale. Più leggera e sorridente l’opera de Il Mastelletta (Andrea Donducci, Bologna 1575-1655), dove l’acqua culla le barche colme di persone divertite ne Festa campestre in riva a un fiume. Chiude Antonio Travi (Genova 1608-1665), che raffigura uno scorcio di paesaggio marino ligure, immortalato nelle cristalline luci dell’alba, mentre un gruppo di pescatori torna a riva dopo la pesca notturna.

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