
La mostra mette a confronto 6 opere di Caravaggio provenienti da istituzioni italiane e internazionali e 22 quadri di artisti napoletani da lui influenzati
“Che cosa significasse per il Caravaggio l’incontro con la immensa capitale meridionale, più classicamente antica di Roma stessa, e insieme spagnolesca e orientale, non è difficile intendere a chi abbia letto almeno qualche passo del Porta o del Basile; un’immersione entro una realtà quotidiana violenta e mimica, disperatamente popolare”. Con queste parole Roberto Longhi contestualizzava l’incontro di Caravaggio con Napoli, la città dove visse complessivamente 18 mesi, durante i suoi due soggiorni: tra l’ottobre del 1606 e il giugno del 1607 e, successivamente, nell’autunno del 1609 per circa un anno, fino alla morte avvenuta a Porto Ercole nel viaggio di ritorno verso Roma, nel luglio del 1610.
FOGLIA LA FOTOGALLERY
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Ora il periodo napoletano di Caravaggio e l’importante eredità lasciata dall’artista nella città partenopea sono indagati dalla grande mostra Caravaggio Napoli, curata fino al 14 luglio da Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger nelle sedi del Museo e Real Bosco di Capodimonte e del Pio Monte della Misericordia: che con un rigoroso approccio scientifico mette a confronto 6 opere del Merisi provenienti da istituzioni italiane e internazionali e 22 quadri di artisti napoletani, che ne registrano immediatamente la novità venendone travolti, con soggetti ricorrenti nei dipinti del Maestro. Da Battistello Caracciolo a Jusepe de Ribera, a Massimo Stanzione. Ne parleremo ancora: per ora ecco una galleria di immagini…



