Print Friendly and PDF

Take my breath away. Simonetta Ferrante alla Fondazione Mudima

Milano. Alla Fondazione Mudima l’anno nuovo inizia con l’opera site-specific di Simonetta Ferrante “Take my breath away”

Curata da Jacqueline Ceresoli e visitabile sino al 14 febbraio 2020, l’installazione ambientale inscena uno spazio laico per la meditazione, tracciato da fili nello spazio in cui fluttuano fogli calligrafici e altri materiali simbolici. Nasce dalla necessità dell’artista di sintetizzare il suo bagaglio di conoscenze e esperienze, frutto dell’indagine introspettiva, in un’unica opera ambientale, summa poetica della sua lunga attività di ricerca intorno alla carta e altri materiali organici e industriali, combinati tra loro in maniera armonica, in bilico tra spiritualità, misticismo e razionalismo.

Con questa opera Ferrante si apre per la prima volta alla messa in scena di nuove sensazioni tattili, materiche ed emotive attraverso il corpo come prolungamento del gesto artistico attraverso una performance da lei ideata.

Il lavoro di Simonetta Ferrante (Milano, 1930) si distingue per una straordinaria continuità che le ha permesso di attraversare la seconda metà del Novecento fino a tutto il primo ventennio dei 2000 passando dalla professione di progettista grafico alla pittura, dalla calligrafia alla sperimentazione artistica. Un percorso in cui si ritrovano costantemente forma, colore, segno scrittorio nella ricchezza di una produzione che conta varie tipologie di artefatti: dal monotipo al marchio, dal manifesto al libro d’artista, al packaging, alla pittura. Artista poliedrica che ha saputo rendere il sentimento con lieve spiritualità intrecciando parole e inventando segni grafici di grande effetto plastico, la tradizione a cui si riallaccia è quella dell’informale segnico. Il nucleo principale della suo lavoro è costituito da una raffinata ricerca calligrafica dove il segno calligrafico è il vero e indiscusso protagonista. Ferrante infatti deriva il proprio linguaggio a partire dalle esperienze segniche legate a una sorta di modello di scrittura e di alfabeto completamente sganciato dalla parola come significato per farne invece esplodere il valore di puro significante.

Take my breath away inscena un tracciato creato da fili tesi nello spazio da cui fluttuano fogli calligrafici – come le preghiere scritte su tela che i buddisti tibetani appendono a corde installate sui loro monti – e altri materiali simbolici. Spiccano appese al filo otto tuniche dei monaci, di colore marrone, infilate su portabiti di ferro, come evocazioni di presenze/assenze di ritualità sottese. Tracciano viatici di meditazione l’intreccio di materiali diversi, che alterano la percezione dello spazio e conducono lo spettatore in un cerchio composto da ciotole di metallo contenenti cumuli di riso, al centro dei quali si trovano candele di varie dimensioni. Una lunga striscia di tela stampata appesa a muro che si espande sul pavimento, decorata con foto di collages dell’autrice, intriga il visitatore con un dinamico groviglio di linee sottili e discontinue: segni asimmetrici e germinanti dalle direzioni casuali paradossalmente ordinati, fluidi come il pensiero, alfabeti enigmatici, timbri che sembrano imprimere su carta il respiro dell’aria, il soffio vitale del mondo, dal ritmo misterioso scandito dal suono di una campana tibetana da “sentire”, oltre che da vedere con gli occhi della mente. L’opera ambientale ammantata dall’ombra in cui occidente e oriente s’incontrano, inscena un tempio del silenzio di essenze dell’invisibile, luogo della meditazione, dove tutto è calma, lentezza e riflessione. In questa “stanza” dell’anima, metaforicamente si ascolta un dialogo tra corpo e anima, gesto e mente, spazio interno ed esterno, negativo e positivo, vuoto e pieno, luce e ombra. Stadi emotivi in tensione verso l’assoluto.

L’installazione che si è potuta realizzare grazie anche alla collaborazione del m.a.x. museo di Chiasso, è accompagnata da un video realizzato da Alice Airoldi e da una composizione sonora ideata per l’occasione da Giorgio Magnanensi.

 

Simonetta Ferrante | Take my Breath Away

in collaborazione con m.a.x. museo, Chiasso

15 gennaio – 14 febbraio 2020
Inaugurazione martedì 14 febbraio 2020 alle ore 18:30

Fondazione Mudima
via Tadino, 26 – Milano
tel. 02 2940 9633 – info@mudima.net – www.mudima.net
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00

 

Commenta con Facebook

Altri articoli