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#BFFMANTOVA. In arrivo la prima Biennale della Fotografia Femminile

The Quinhagak Archaeological Project The University of Aberdeen Department of Archaeology, in partnership with the village corporation Qanirtuuq, Inc. and the Yup’ik Eskimo village of Quinhagak, is working to record archaeological sites threatened by rising sea levels along the Bering Sea.Frances Echuck cuts and hangs silver salmon fish outside her home. this fish will later be smoked. Her boyfriend Norman and their daughter Val help her.
Erika Larsen, Quinhagak, 2015-2019

Grandi fotografe italiane e internazionali approdano a Mantova per la prima edizione della Biennale della Fotografia Femminile. Talk, letture di portfolio, workshop, proiezioni, residenze artistiche: l’occasione perfetta per dare visibilità a importanti progetti al femminile in un società in cui ancora non esiste piena parità di genere. A partire dal 5 marzo.

Ideata dall’Associazione la Papessa, con la direzione artistica di Alessia Locatelli, la prima edizione della Biennale della Fotografia al Femminile si appresta a conquistare Mantova. Un evento unico al mondo, che a partire dal 5 marzo porta in città grandi fotografe italiane e internazionali. In una società in cui la storia è spesso raccontata da occhi maschili e la fotografia femminile è ancora poco rappresentata e spesso stereotipata, la Biennale si propone come l’occasione ideale per dare giusta visibilità a importanti progetti di artiste donne da tutto il mondo.

Stefania Prandi, Oro rosso

Tema di questa prima edizione, quanto mai attuale e scottante, quello del lavoro. Un argomento che coinvolge tutti, al di là del genere, ma che si fa particolarmente delicato se declinato al femminile. In particolare, la professione fotografica è una delle industrie che vede una netta maggioranza di uomini tra le sue file, anche se negli ultimi anni numerose fotografe sono salite alla ribalta del grande pubblico dimostrando di avere dalla loro forza, ingegno e sensibilità per affrontare tematiche forti e crude.  L’iniziativa si propone quindi, tra l’altro, lo scopo di veicolare importanti messaggi sociali attraverso l’immagine. Inoltre, grazie al supporto e al patrocinio del Comune di Mantova e al Patrocinio della Provincia di Mantova, la Biennale avrà luogo in location talvolta chiuse al pubblico e in luoghi storici, permettendo così di scoprire la città attraverso punti di vista diversi dall’ordinario.

Maria Eugenia Haya, Marcha del pueblo combatiente, 1980

Tra le fotografe invitate a questa prima edizione, Rena Effendi, Daro Sulakauri, Nausicaa Giulia Bianchi, Erika Larsen e Betty Colombo. Per citarne alcune. Palazzo Te, nella Sala di Attilio Regolo, ospiterà invece la proiezione dei lavori di Mariagrazia Beruffi Chinese Whispers Claudia Amatruda Naiade, la prima e la seconda classificata del Premio Musa 2019. Mentre la storica dell’arte e curatrice Adelaide Delgado curerà la sezione La nuova donna: narrazioni di genere nello sviluppo della fotografia femminile cubana. Infine, la mostra Le fatiche delle donne dalla Collezione Donata Pizzi composta interamente da lavori di fotografe italiane, dal 1965 ad oggi.

Nausicaa Giulia Bianchi, Women Priests Project, 2012 – in corso

Per consultare il programma completo: https://www.bffmantova.com/programma.html

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