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Collezioni che raccontano una vita: Gino Di Maggio e l’arte del secondo Novecento. La mostra in Francia

Daniel Spoerri et Gino Di Maggio, 2014 ©DR Daniel Spoerri et Gino Di Maggio, 2014 ©DR
Daniel Spoerri et Gino Di Maggio, 2014 ©DR
Daniel Spoerri e Gino Di Maggio, 2014 ©DR

Per la prima volta, il museo Les Abattoirs di Tolosa presenta le opere acquisite nel corso degli anni da Gino Di Maggio (1940), un collezionista italiano che nel corso del tempo ha promosso diversi artisti che hanno sconvolto scena internazionale dagli anni ’50 e ’60 in poi. VIVA GINO! è in esposizione dal 28 febbraio al 30 agosto 2020.

Questa mostra riunisce 50 artisti, da Yoko Ono a César, da John Cage a Kazuo Shiraga, da Lee Ufan a Robert Filliou, da Daniel Spoerri a Ben Vautier, raccogliendone più di cento opere. Essa si propone così di puntare i riflettori su una collezione nata dal desiderio di sostenere la creazione e diffusione dell’arte piuttosto che per accumulazione o investimento, rivelando così una personalità rimasta dietro le quinte per molto tempo.

Wolf Vostell, Les fluxistes sont les nègres de l'histoire de l'art, 1980
Wolf Vostell, Les fluxistes sont les nègres de l’histoire de l’art, 1980

Più che una semplice raccolta di eccezionali opere, questa mostra racconta la storia di un’intera vita. Seguendo un approccio storico-cronologico, l’esposizione illustra come la raccolta si sia evoluta attraverso incontri e confronti. Descrive Gino Di Maggio attraverso il suo impegno per gli artisti, le sue opere editoriali e attraverso l’attività della sua Fondazione Mudima, creata a Milano nel 1989 – la prima in Italia a sostenere l’arte contemporanea.

La mostra guarda indietro al continuo sviluppo di una collezione basata su un approfondito interesse per la performance, per la ricerca di modalità artistiche interdisciplinari, per l’attenzione alla musica. Così una grande navata del museo, per esempio, diventa una sala Fluxus dove suonano pianoforti d’epoca. A completare l’allestimento opere pittoriche e fotografiche, disegni, sculture, installazioni e video.

Imaï, Senza titolo, 1990, encre sur carton, 150 x 340 cm
Imaï, Senza titolo, 1990, encre sur carton, 150 x 340 cm

Il primo interesse di Gino Di Maggio è stato il Futurismo, di cui lo affascina il carattere rivoluzionario di giovane avanguardia, che viene rappresentato in mostra da una selezione di manifesti. Ma più in generale la collezione riflette i suoi viaggi e testimonia l’eterogeneità delle passioni che l’hanno ispirato: Fluxus (Europa), nouveau réalisme (Francia), Mono-ha (Giappone e Corea) e Gutai (Giappone) e la scena italiana con l’Arte cinetica e la Pop art.

Ecco, quindi, alcuni degli artisti entrati in contatto con Di Maggio e che saranno presenti in mostra: Arman, John Cage, César, Marcel Duchamp, Erró, Esther Ferrer, Allan Kaprow, Yoko Ono, Nam June Paik, Marinella Pirelli, Lei Saito, Lee Ufan, Ben Vautier e Wolf Vostell.

Ben Vautier, N'import quoi est musique, 1989, assemblage sur piano
Ben Vautier, N’import quoi est musique, 1989, assemblage sur piano

Un grande evento dunque, pensato sia per celebrare una figura d’eccezione come Gino Di Maggio sia per approfondire e reinterpretare un importante spaccato dell’arte del secondo Novecento.

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