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Raffaello a Roma. In un video tutta la grande mostra sospesa per il Coronavirus

Particolare dell'Autoritratto di Raffaello Particolare dell'Autoritratto di Raffaello

 

Particolare dell'Autoritratto di Raffaello
Particolare dell’Autoritratto di Raffaello

La mostra Raffaello. 1520-1483 si svela online. Ecco la “video passeggiata” dell’esposizione più attesa dell’anno, sospesa dopo soli tre giorni di apertura, in seguito alla chiusura dei musei dell’otto marzo. Oggi più che mai non dobbiamo dimenticarci della bellezza

E chi meglio di Raffaello può ricordarcela?

La marea di contenuti culturali dopo la chiusura dei musei

È una marea di  contenuti, quella seguita al decreto del Presidente del Consiglio dell’8 marzo 2020 che ha disposto la chiusura di tutti i musei e le gallerie d’arte del territorio nazionale.

Video, mostre virtuali, interviste, disegni d’artista e ogni genere di iniziativa volta a far sentire che la cultura non si ferma. Un martellamento social che vi vuole vigili perché non dobbiamo dimenticarci chi siamo. Non dobbiamo dimenticare  la bellezza che ci sta aspettando.

Difficile perfino riuscire a scegliere quale mostra virtuale, quale focus o video vedere, tanta è l’offerta che si trova in giro sui canali social delle varie istituzioni museali.

Insomma, il mondo della cultura ha risposto indubbiamente all’appello del Ministro Franceschini che a più riprese ha chiesto di non sospendere la vita culturale del paese nonostante la chiusura “fisica” dei musei.

Il video della mostra dedicata a Raffaello

Tra i contenuti da non lasciarsi sfuggire, non possiamo che segnalarvi il video curato dalle Scuderie del Quirinale, che permette di assistere, sala per sala, alla “passeggiata virtuale” presso la più grande mostra mai dedicata a Raffaello e che è stata aperta al pubblico solo per pochissimi giorni.

L’attesa era altissima, le prenotazioni a migliaia da ogni angolo del mondo. Poi sappiamo tutti come è andata.

Come ha spiegato Mario De Simoni Presidente Ales S.p.A:

Quello che abbiamo fatto, appena ricevuto l’ordine di sospensione del decreto governativo è stato di sospendere la mostra al buio. Questo in segno di rispetto per rispetto delle opere che non devono ovviamente essere stressate, e anche come un sottile segno di speranza per il futuro. In questo momento la mostra è come se fosse addormentata in attesa del suo risveglio perché anche le notti più lunghe prima o poi finiscono”

 

Come le altre istituzioni museali, all’indomani della chiusura di tutti i musei, anche le Scuderie del Quirinale hanno voluto dare il loro contributo nel condividere arte e bellezza nelle case degli italiani costretti alla lunga quarantena.

Dall’adesione alla maratona social “L’Italia chiamò” al video con le scene del backstage dell’allestimento fino ai racconti dei curatori,  l’istituzione museale ha contribuito con vari focus ad approfondire vari temi della grande esposizione. Li trovate tutti sul canale YouTube delle Scuderie del Quirinale.

Ora arriva il video della visita guidata virtuale alla mostra, sala per sala. Ovviamente non dovete perderlo, per prepararvi al meglio alla vostra visita quando finalmente i musei potranno aprire di nuovo le porte dei loro tesori ai visitatori.

 

Si parte dalla morte di Raffaello e dallo sconcerto che questa suscitò in tutto il mondo.

Nella prima sala della mostra infatti, una fedele riproduzione della tomba di Raffaello al Pantheon accoglie i visitatori.
“Qui sta quel Raffaello, mentre era vivo il quale, la Natura temette di essere vinta e, mentre moriva, di morire con lui”.

Una morte che ha colpito anche l’immaginario degli artisti del tempo che ne hanno tentato di esorcizzare quel senso di vuoto con varie opere dedicate alla misteriosa morte dell’urbinate, avvenuta dopo una febbre di otto giorni e che sono state allestite nel piano terra, nello scalone e nella prima sala.

Proprio la tumulazione al Pantheon, fortemente voluta da Raffaello che lo riteneva il più simbolico dei monumenti antichi, è l’inizio di un viaggio a ritroso del tempo e, in un certo senso, il concept della mostra.

La rassegna infatti, non è solo una splendida passerella di capolavori da tutto il mondo con il contributo fondamentale delle Gallerie degli Uffizi, ma anche l’occasione per più spunti di riflessione. Quello più evidente è una domanda che tormenta:

Cosa avrebbe potuto dare ancora al mondo Raffaello se non fosse morto giovanissimo, nel pieno della sua carriera artistica?

L’incipit del tema affrontato dalla sala 2 invece è offerto da una lettera preziosa: la “Lettera a Leone X” (1519).

Ritratto di Baldassare Castiglione Portrait of Baldassarre Castiglione 1513 olio su tela / oil on canvas Parigi, musée du Louvre, dèpartement des Peintures © Musée du Louvre, Dist. RMN – Grand Palais / Angèle Dequier
Raffaello, Ritratto di Baldassare Castiglione, 1513, olio su tela, Parigi, musée du Louvre, dèpartement des Peintures, © Musée du Louvre, Dist. RMN – Grand Palais / Angèle Dequier

Si tratta infatti non solo di una rara testimonianza diretta di Raffaello ma svela anche la sua preoccupazione di una necessaria salvaguardia delle antichità di Roma. Insomma, un modernissimo concetto di ‘tutela dei beni artistici ed architettonici’ che ci fa comprendere non solo la sua capacità di andare oltre il suo tempo ma anche il suo spendersi senza sosta in nome dell’arte. Dialogano con la famosa lettera i due ritratti e l’autoritratto dei rispettivi protagonisti ad opera di Raffaello: Doppio ritratto (1519 circa),  Ritratto di papa Leone X con i cardinali Giulio de’ Medici e Luigi de’ Rossi (1518), Ritratto di Baldassare Castiglione (1513 circa).

La sala 3 affronta un tema molto importante della produzione raffaellesca, ovvero il rapporto tra  Raffaello e l’antico.

In particolare a partire dal suo incontro fatale con Roma: in mostra molti studi di Raffaello di statue antiche  ne rivelano la fascinazione decisiva sulla sua arte. La sezione è impreziosita dalla splendida statua di Antinoo (130 – 138 d.C) e dal Torso di Apollo (seconda metà del I secolo d.C.) entrambi provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Nella sala 4 troviamo le grandi committenze sotto il colto Papa Leone X.

E’ un trionfo di capolavori tra i quali citiamo in particolare la Madonna della Rosa (1518-1520). La sezione indaga anche il rapporto fondamentale tra Raffaello e la sua bottega, al punto che in molte opere, il tentativo di cogliere la differenza tra la mano di Raffaello e dei suoi seguaci è un esercizio tutto sommato sterile.

 

La sezione 5 passa in rassegna gli arazzi di Raffaello.

Per approfondire l’argomento, vi rimandiamo alla nostra recensione sulla grande esposizione di febbraio presso la Cappella Sistina (la trovate cliccando QUI). Oltre ad alcuni studi preparatori troverete lo splendido arazzo di manifattura di Peter Van Aelst (Waterloos-lez-Alost “Sacrificio di Listra” proveniente dai Musei Vaticani.

Nella sesta sala, la bellezza e la grazia femminile,  sono le protagoniste indiscusse dei capolavori più conosciuti presso il grande pubblico della vasta produzione raffaellesca.

Spiccano in questa sezione i capolavori “Ritratto di donna nei panni di Venere” (Fornarina-1519-1520 circa ) e “Ritratto di donna detta ‘La Velata’” (1512-1513 circa).

Raffaello- La velata
Ritratto di donna detta “La Velata”, 1512-1513 circa, olio su tela, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria Palatina

La settima sala analizza un aspetto forse meno conosciuto ma molto importante del genio artistico di quello che era considerato il più grande pittore del suo tempo.

Ci riferiamo al “Raffaello architetto“, impegnato nei più grandi cantieri del tempo (forse di tutti i tempi). Anche in questo caso il rapporto con i classici è fondamentale. Raffaello studia tantissimo per sviluppare una poetica visionaria ma che parte con solide basi dalla perfezione classica del passato. Nella sala sono esposti molti dei suoi disegni architettonici ispirati dalle architetture antiche della Citta Eterna.

Le committenze Chigi e le grandi committenze per Giulio II

Non solo le committenze pontificie. Nell’ottava sezione vengono analizzate le “Comiittenze Chigi” (ovvero del ricchissimo banchiere del Papa, Agostino Chigi) attraverso numerosi studi che ne svelano le scelte compositive e la narrazione mitologica. Seguono le grandi committenze per Giulio II , “il più grande mecenate della modernità”.

Il periodo fiorentino e il  giovane Raffaello

Il viaggio a ritroso del tempo prosegue con la sezione dedicata al periodo fiorentino e si chiude idealmente con l’autoritratto del giovane Raffaello.

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