
“Aerei” 1983, biro su carta applicata su tela trittico, cm 36,5×82,5 (totale); 36,5×27,5 (ciascun elemento)
Valutazione € 80.000 – 100.000
Il Novecento è protagonista a Milano. L’attenzione che la città meneghina dedica alle correnti del XX secolo rinnova l’interesse dei collezionisti alle soglie della pausa natalizia. Epicentro del mercato artistico è Il Ponte Casa d’Aste, che il 15 e 16 dicembre offre ai bidder il catalogo di Arte Moderna e Contemporanea
Basta sfogliarlo, assicura il capo dipartimento Freddy Battino, per accorgersi che «l’asta è costruita su una scelta fuori dal coro». Le opere proposte sono prima di tutto rare espressioni artistiche, di valore museale. «Nessun filone, nessun trend, nessuna moda» prosegue Battino, «bensì OPERE: alcune volte addirittura introvabili per la loro rarità per la loro particolarità storica, espositiva e qualitativa. Questo è molto ben esemplificato anche dalla ricchezza dei documenti e delle immagini visibili nel repertorio del catalogo».
In tale contesto non si può che partire dai Futuristi, avanguardia tutta italiana con un piede nella figurazione e l’altro nell’astrattismo. Contrasto esemplificato da Forze pessimiste e ottimiste del 1922 (30-40 mila euro) di Giacomo Balla (1871-1958), magnifica danza di curve e spigoli la cui versione definitiva, databile al 1923, è conservata presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Duplicità evidente anche in Doppio volto (12-18 mila euro) eseguito nel 1931 da Mino Rosso (1904-1963) e nel gioco cromatico della Composizione (20-30 mila euro) di Atanasio Soldati (1896-1953).

“Forze pessimiste e ottimiste” 1922 circa, tempera su carta applicata su cartone, cm 39×58,5
Valutazione € 30.000 – 40.000

“Doppio volto” 1931 circa, bronzo cm 47,5x38x18
Valutazione € 12.000 – 18.000
«Non ultimo per qualità e rarità “Maternità della montagna” eseguito da Arturo Martini nel 1935 (€ 15- 20 mila) e proveniente da una prestigiosa collezione americana» prosegue l’esperto. Più tenui e distesi i toni delle Figure (25-30 mila euro) di Massimo Campigli. «Un’opera introvabile del 1918 già esposta alla Galerie Jeanne Bucher di Parigi negli anni Venti. La stessa galleria di Picasso, Leger, Mondrian e Kandinsky».

“Amies aux vases à la fontaine” 1918 olio su tavola cm 62×48
Valutazione € 25.000 – 30.000
Sterzata internazionale quando si parla di Post-war, «ben rappresentata da opere ricercate e” fresche” sul mercato: tra queste un raro lavoro di Sam Francis del 1956 “Senza titolo (Yellow splashes)” (€ 130-160 mila), un capolavoro di Karel Appel del 1960 (€13-16mila), un disegno di Cy Twombly del 1960 (€55-60 mila) proveniente di Galleria La Tartaruga di Roma e una tela di Antoni Tapies del 1957 proveniente dalla prestigiosa Galleria Maeght di Parigi (€28-30 mila)».
Sempre presente Hans Hartung (1904-1989), la cui carta del 1953 è stimata 40-60 mila euro. Qui si concentrano numerosi capolavori quali il magma informale Angoisse di Appel (1921-2006) del 1960 (130-160 mila euro).

“Senza titolo (Yellow splashes)” 1956, acquerello su carta, cm 58×78
Valutazione € 130.000 – 160.000

“Senza titolo” 1960, matita e pastelli a cera su carta, cm 27,3×35,6
Valutazione € 55.000 – 70.000

“Senza titolo” 1957, sabbia, tecnica mista e cartone su tela, cm 30×105
Valutazione € 28.000 – 30.000
Non sfigura nemmeno l’Italia con lo scultore della materia per eccellenza, Arnaldo Pomodoro (1926), la cui Sfera è valutata 80-100 mila euro. Ricca raccolta di opere del Gruppo Zero e dell’Arte Concreta. Battino segnala Superficie N.1 (180-240 mila euro) di Enrico Castellani (1930-2017) del 1967, ma anche «alcune opere degli anni ’60 e ’80 di Agostino Bonalumi (1935-2013), tra cui Rosso del 1965 (40-60 mila euro)».

“Sfera” 1986, bronzo, diam. cm 30. Firmato, datato 1986 e numerato 3/6
Valutazione € 80.000 – 100.000

“Superficie bianca n. 1” 1967, acrilico su tela estroflessa, cm 80×100
Valutazione € 180.000 – 240.000
Notevole l’ombrosa Intersuperficie curva nera (80-100 mila euro) del 1965 di Paolo Scheggi (1940-1971). Di effetto uguale e contrario le ipnotiche geometrie cromatiche di Max Bill (1908-1994): una sua iconica opera del 1972-74 è valutata 50-70 mila euro.

“Strahlung zu rot und blau” 1972-74, olio su tela, cm 114×114 (diagonale)
Valutazione € 50.000 – 70.000
Il direttore del dipartimento ci introduce alla vicenda di Aerei (80-120 mila euro) di Alighiero Boetti (1940-1994), opera «proveniente dagli eredi Bellini, proprietari del ristorante Scaletta di Milano, modaiolo crocevia di artisti alla fine degli anni ‘80». Sempre presente sul mercato Mimmo Rotella (1918-2006): il suo decollage del 1962 è valutato (20-30mila euro), «un eccezionale esempio di Pop Art Italiana». Sul versante romano, si segnalano Sergio Lombardo e Cesare Tacchi in veste di esponenti della cosiddetta “Scuola di Piazza del Popolo”. Per concludere, sconfina nel nuovo millennio Pietro Consagra (1920-2005), la cui scultura Doppia Bifrontale del 2001 è valutata 50-70 mila euro.

“L’occhio del bacio” 1962, décollage su tela, cm 42×58
Valutazione € 20.000 – 30.000
Asta 496
ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
I tornata 15 dicembre (15:30)
dal lotto 1 al lotto 67
II tornata 16 dicembre (15:30)
dal lotto 100 al lotto 276
Via Pontaccio 12, Milano
Esposizione solo su appuntamento:
9, 10, 11 dicembre (ore 9.00/13.00 – 14.00/18.00) e 12, 13 dicembre (ore 10.00/13.00 – 14.00/18.00)
Per prenotazioni: tel. +39 02 8631422, email: arte.moderna@ponteonline.com