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Annamaria Maggi: mostre ed iniziative per i 30 anni di carriera alla Galleria Fumagalli

Annamaria Maggi e Lóránd Hegyi, Galleria Fumagalli (2018)

Annamaria Maggi festeggia trent’anni di carriera con Galleria Fumagalli. Un traguardo celebrato con un programma ideato e curato dal critico ungherese di fama internazionale Lóránd HegyiMY30YEARS – Coherency in Diversity -, per offrire uno spaccato sull’orientamento estetico e curatoriale proseguito dalla galleria nel corso degli ultimi decenni.

Era il 1971 quando a Bergamo apriva la Galleria Fumagalli e il 1991 quando Annamaria Maggi prese la guida della galleria, insieme a Stefano Fumagalli, per assumerne poi la piena direzione solo nel 2007.

Trent’anni di carriera, dunque, che la Galleria Fumagalli ripercorre con un palinsesto di progetti espositivi in galleria, firmati da Lóránd Hegyi. Oltre a un calendario di iniziative digitali che ripercorrono tre decenni di scelte curatoriali frutto di un’intensa attività di ricerca di una galleria che ha partecipato attivamente al sostegno degli artisti e allo sviluppo dell’arte contemporanea, e che oggi vede accanto ai maestri storici un ampio ventaglio di nuove proposte di artisti mid-career e giovani.

Annamaria Maggi

Un percorso unico a puntate, distribuito lungo l’arco del 2021, MY30YEARS – Coherency in Diversity mette in campo dialoghi e confronti generazionali, che potranno attivare nuovi spunti di lettura e sensibilizzare il pubblico a nuove visioni. Lóránd Hegyi dichiara: ≪Non è nostra intenzione offrire né una sommaria presentazione degli ultimi 30 anni, né una documentazione cronologicamente strutturata e filologicamente elaborata dell’attività della Galleria Fumagalli. Alieno da qualsiasi forma di storicizzazione, il progetto intende invece sottolineare il solido e profondo impegno di Annamaria nel perseguire valori estetici basati sull’autenticità, l’empatia, la sensibilità e la sua convinzione della capacità dell’arte di riflettere la totalità delle esperienze umane».

La prima mostra “Architettura – Spazialità – Artefatto” presenta congiuntamente le opere di Anne & Patrick Poirier, Marco Tirelli, Giuseppe Uncini consentendo una lettura plausibile e poeticamente efficace di certi loro orientamenti tematici senza voler suggerire alcuna forzata uniformità. I termini architettura, spazialità, artefatto, infatti, si concretizzano nelle loro opere in modi diversi, coniugando però connotazioni architettoniche, ricerca della presenza spaziale e significato metaforico dell’artefatto.

Marco Tirelli, in Visioni. 20 artisti a Sant’Agostino, Galleria Fumagalli

Mentre l’opera di Anne & Patrick Poirier combina forme architettoniche archetipiche a significati ed esperienze umane attuali, restituendo una continua reinterpretazione metaforica e un aggiornamento dell’eredità storico-culturale, collettiva e convenzionale, la ricerca plastica di Giuseppe Uncini si traduce in opere che si dispiegano immediatamente nello spazio come concrete, tangibili, eppure fondamentalmente mai mimetiche bensì astratte, che trasmettono una situazione spaziale stimolante, dinamica e un senso di nobile semplicità. A chiudere la triade, nell’opera di Marco Tirelli si palesano forme architettoniche volutamente enigmatiche, recanti poetiche allusioni a ricordi personali, spunti immaginari e associazioni mentali avulsi da qualsiasi contesto comprensibile, di fronte a cui lo spettatore diventa partecipe di un evento indefinito e spirituale che si svolge in uno spazio metaforico.

Otto mostre per ventiquattro artisti ≪nel contesto di una reinterpretazione costante, imparziale, rigenerante, come effettivamente accade nel processo storico-culturale reale di rivalutazione e reinterpretazione radicale delle opere d’arte ≫, afferma il curatore.

Anne & Patrick Poirier, Storia, 2007/2017, dettaglio, Galleria Fumagalli

Informazioni 

Galleria Fumagalli – via Bonaventura Cavalieri, 6 Milano
Inaugurazione mercoledì 26 maggio 2021, dalle 13 alle 19

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