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Tessere, ordinare, scaldare il colore. Sette artisti indagano il potere e la forma cromatica, a Tricase

Le forme del colore
Le forme del colore

Ancora pochi giorni, fino al 7 agosto, per visitare “Le forme del colore” a Palazzo Gallone, Tricase. Una mostra di sette artisti che dipingono il colore, lo tessono, lo riscaldano, lo ordinano geometricamente, lo scorrono, gli donano una vita libera e indipendente. Questa mostra, curata e coordinata da Tancredi Hertzog e Mathilde Le Coz, è un cenno a uno dei dibattiti più divisivi della storia dell’arte sul primato della linea o del colore. Le forme del colore è una mostra in cui il colore prende forma e la forma è solo colore.

Le opere di cinque giovani artisti e di due dei loro predecessori (Leonardo Cremonini e Régis Deparis) illustrano vari possibili rapporti con il colore ma anche con la forma e la figura che ne nasce. Si tratta di mostrare, senza barriere e preconcetti – senza l’ambizione di essere esaustivi – la varietà della scena attuale, delle sue radici.

Le forme del colore
Le forme del colore
Le forme del colore

LA MOSTRA

Dal secondo dopoguerra fino a poco tempo fa, l’arte figurativa è stata messa in secondo piano dalle istituzioni, i musei, critici, galleristi e collezionisti – considerata come retrograda, antimoderna: l’arte astratta, il minimalismo, l’arte concettuale erano le uniche vie della contemporaneità. Da una decina di anni, si assiste a un ritorno alla figura da parte di molti giovani artisti, stancati dai dogmatismi novecenteschi e dall’impasse del tutto concettuale. Nella nostra epoca “postmoderna”, il concetto di “avanguardia” che ha strutturato l’arte moderna non è più operante: nuove strade si aprono per nuovi stili, nuove estetiche, nuovi racconti.

Ulrike Belloni, dipinge nella tradizione di Velázquez e John Singer Sargent, con pennellate dal vivo che, apposte successivamente secondo la tecnica Sight-size, danno forma al suo soggetto, uno stile naturalistico che contrasta col supporto risolutamente anticlassico utilizzato per dipingere le sue nature morte. Che lo espanda in colature orizzontali o verticali, il colore di Leonardo Cremonini (1925-2010) si allunga nel tempo e diventa un momento di attesa e introspezione. Régis Deparis (1948-2013) invece giungendo in Salento, abbandona il bianco e nero del primo periodo per dipingere con pennellate libere che si dissociano dallo sfondo, ricordando Matisse.

Le forme del colore

Per Luca Rubegni e Garance Matton il colore è come quello dei fauvisti, puro, incandescente, senza compromessi. Ordinato geometricamente, costruisce lo spazio pittorico. Garance Matton crea una pittura “cosa mentale”, di grande potenza plastica, ispirandosi a Hockney come a Piero della Francesca, alla volumetria quattrocentesca come alla virtualità delle immagine digitali. Luca Rubegni gioca con i codici della pittura naïf utilizzando colori profondi, spessi e lisci, per produrre immagini semplici ma monumentali. Crea un alfabeto di motivi elementari come la torre, il minareto o il belvedere che diventano pittogrammi essenziali, raccontandoci la nostra Storia con aura di mistero sospeso.

Le forme del colore
Le forme del colore

Ai margini dell’astrazione, il lavoro di Julian Farade, trentenne artista parigino, ci rinvia alla pittura gestuale degli astratti degli anni 1950 e a quella di Basquiat. I suoi colori, dipinti o ricamati, si mescolano e si scontrano creando un bestiario brulicante e abbagliante. Per Melania Toma, giovane artista italiana installata a Londra, il colore figurativo lascia il posto a un colore emotivo, ancestrale, originario, che l’artista riordina per creare nuove mitologie, ma senza il peso della storia.

Le forme del colore

LE FORME DEL COLORE
ULRIKE BELLONI – LEONARDO CREMONINI – RÉGIS DEPARIS
JULIAN FARADE – GARANCE MATTON – LUCA RUBEGNI – MELANIA TOMA
Mostra dal 23 luglio al 7 agosto 2021 – Palazzo Gallone, Tricase
Curatori : Tancredi Hertzog e Mathilde Le Coz – Galleria T&L, Parigi

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