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Cultura e Pandemia. Ecco il report di Intesa Sanpaolo sull’impatto del Covid-19 sulle imprese culturali milanesi

GRAND TOUR. SOGNO D’ITALIA DA VENEZIA A POMPEI GRAND TOUR. SOGNO D’ITALIA DA VENEZIA A POMPEI
GRAND TOUR. SOGNO D’ITALIA DA VENEZIA A POMPEI
Dalla mostra presentata da Intesa San Paolo Grand Tour. Sogno d’Italia da Venezia a Pompei, presso la sede delle Gallerie d’Italia di Piazza Scala

É stato presentato alle Gallerie d’Italia il report che Intesa San Paolo ha compilato sull’impatto che la pandemia da COVID-19 ha avuto sulle imprese culturali milanesi. 

La Direzione Studi e Ricerche e il Desk Media e Cultura di Intesa San Paolo hanno condotto un’accurata ricerca, in sinergia con il Comune di Milano, sull’impatto della pandemia su 367 operatori culturali del capoluogo lombardo. I dati, che fanno riferimento al periodo tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020, sono stati forniti dal Comune e hanno permesso una mappatura dei soggetti culturali che operano nella zona, evidenziando differenze per settori di attività e specializzazione. I soggetti qui analizzati sono principalmente di piccole dimensioni, con entrate inferiori a 200 mila euro all’anno, con un terzo di questi che presenta un fatturato sotto i 50mila euro. Intesa San Paolo, che proprio in questi giorni ha presentato lo straordinario progetto Grand Tour. Sogno d’Italia da Venezia a Pompei aperto fino al 27 marzo 2022 alle Gallerie d’Italia – Piazza Scala, è da sempre fondamentale protagonista nel panorama culturale della città, con azioni di valorizzazione e  sostegno di arte e cultura.

Come ha sottolineato Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, questa ricerca si è rivelata preziosissima, anche perchè ha fornito una mappatura inedita delle realtà culturali esistenti sul territorio milanese, lasciando emergere un’offerta ampia e varia e analizzando scientificamente il loro stato di salute. 

Cinema, teatri, spazi culturali e associazioni: durante i mesi di lockdown la metà dei soggetti presi in considerazione ha avuto una forte capacità di reazione, essendosi attivata nell’immediato per beneficiare delle misure d’emergenza offerte dal Governo. Con il 99% che ha dovuto riprogrammare la propria attività, oltre l’80% ha innovato e ampliato la propria offerta online, dotandosi di canali e strumenti digitali utilizzabili a distanza. Interessante è da notare il fatto che la maggior parte di queste entità svolga attività che coinvolgono soggetti fragili, prestando molta attenzione anche ai bisogni sociali delle comunità locali, e offra servizi di tipo didattico. 

Quanto accaduto a Milano, anche in termini di sostegni economici da parte dell’istituzione comunale, con oltre 2 milioni di euro stanziati, è da considerarsi un esempio virtuoso su scala nazionale. Le stime economiche sono state realizzate raccogliendo le informazioni sulle spese di mantenimento delle sedi e acquisendo i dati sull’entità dei danni subiti, come ad esempio i mancati introiti. Si stima che la perdita complessiva si aggiri intorno ai 33,8 milioni di euro, ma è da considerarsi relativa al solo periodo dei sei mesi: le perdite totali, dall’inizio della pandemia ad oggi, potrebbero dunque ammontare a circa il doppio. 

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