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A Londra “Kontakthof” di Pina Bausch rispecchia l’influsso della pandemia

© Reiner Pfisterer
Kontakthof di Pina Bausch
© Reiner Pfisterer

Da giovedì 3 a domenica 6 febbraio 2022 alla Sadler’s Wells di Londra è andato in scena Kontakthof, uno dei capolavori di Pina Bausch nato nel 1978 e che assurse subito a manifesto della sua poetica, diventando un classico del suo repertorio.

Kontakthof significa ‘luogo di contatti’, punto di incontro, e parla delle relazioni umane, della sofferenza, della gioia che animano il corpo in movimento. Tratta di vita quotidiana, di amore e tenerezza, di ripulse, delusioni, sconfitte. Con i corpi, parla di desideri, sogni, timori, emozioni, in una trama poco raccontabile, ma da guardare, esile e densa come la vita. Kontakthof, di fatto, non racconta niente ma serve per scavare ancora di più in un congegno complesso che è la storia di una persona, o di tanti individui soli che si incontrano, poi si lasciano e di nuovo si uniscono. 

«E’ forse il più acido attacco alla banalità teutonica che sia mai stato tentato in balletto. Sappiamo che negli anni ’30 la canzone tedesca di consumo era piuttosto portata alla falsificazione esotica, dal tango all’habanera. Pina Bausch ha messo insieme allora una colonna sonora strepitosa, grondante romanticismo di seconda mano, per commentare la disastrosa volontà di stare insieme, di ritrovarsi, di due nutriri gruppi di uomini e donne che finiscono invece per cercare di prevaricarsi» scrisse a riguardo Mario Pasi nel suo libro La danza e il balletto.

Lo spettacolo si vide per la prima volta in Italia a Milano nel 1983, proprio quando si iniziava a scoprire l’arte intessuta di vita della Bausch. E quando nel 2000 fu riallestito con interpreti over65, aggiunse, con l’età, con corpi non più prestanti, un senso struggente di malinconia. 

«Kontakthof – scrisse in quella occasione Elisa Vaccarino su Teatro.it – […] ha una sua grandiosità nel mettere a nudo luoghi e sentimenti, questi ultimi tanto più insospettati e perturbanti se si rivelano vivi, presenti, travolgenti, anche nella terza età: tutt’altro che quella di “ogni passione spenta”. Ben al contrario. La riconoscibilità del tocco bauschiano, in questo Kontakthof, è immediata, impavida nel mettere a nudo l’anima dei suoi interpreti, che volentieri gliela prestano, senza remore e soggezioni. I meriti di Pina Bausch sono fuori discussione: è una di quelle allieve di un grande maestro, Kurt Jooss, che staccandosi dal mentore trovano una nuova via; è una di quegli artisti che segnano un’estetica come capofila, come punto di riferimento per tutto ciò che seguirà; è una di quegli inventori che con intuito acuto si inoltrano su nuovi cammini presentendo che “qualcosa accadrà”, qualcosa d’altro rispetto agli ingredienti usati e ai sentieri percorsi prima. Nel teatro di danza bauschiano si cita il balletto classico, come meravigliosa tortura sempre rimpianta, si evoca sorridendo il lato grottesco del varietà con le sue passerelle, si strizza l’occhio al ballo di sala, con particolare gusto per quello che è il principe di questo genere, il tango argentino; si raccontano microstorie con la parola e/o con il gesto, ma si danza anche con tutta l’espressività del dorso e delle braccia tipica del modern centroeuropeo». 

Ancora differente la versione del 2008 annunciata da un progetto non realizzato con adolescenti Rom del 1998. Si intitola Kontakthof. Ein Stück von Pina Bausch mit Teenagern ab 14 e anche chi non conosce il tedesco intuisce che i protagonisti, questa volta, sono ragazzi, intorno ai 14 anni. 

L’idea di metterlo in scena con giovani adolescenti è nata a Roma durante la residenza che il Tanztheater Wuppertal fece nel 1998 per la coproduzione di “O Dido”. Fu in questa occasione che Pina Bausch manifestò per prima volta il suo desiderio di creare una versione di Kontakthof con adolescenti insieme ai ragazzi dei campi Rom di Roma. La versione allestita a Reggio Emilia nel 2008 è il risultato di un anno di lavoro con 40 allievi di varie scuole di Wuppertal preparati da Josephine Ann Endicott e Bénedicte Billiet, danzatrici storiche della compagnia originale del Tanztheater Wuppertal. Kontakthof di Pina Bausch

Lo spettacolo porta in scena la ricerca di amore e tenerezza, ma anche le delusioni e l’aggressività connesse con questa ricerca. Un doppio cast per rappresentare l’evoluzione dei ragazzi adolescenti che crescono a vista d’occhio durante le tre ore di danza fa diventare lo spettacolo un evento straordinario che è l’assoluto rovescio di quello con gli anziani: qui i corpi sono al fiorire dell’energia, ma l’esperienza di vita e amore è fragile.

Pina Baush aveva chiesto ai ragazzi di «essere innanzitutto se stessi» e di elaborare un Kontakthof che rappresentasse, attraverso i propri movimenti, i loro sentimenti, timori, desideri e sogni. Stavolta, la macchina del ri-danzare il tempo va all’indietro: i protagonisti riuniti in uno stanzone con un piano, delle sedie e un cavallo a dondolo come unica scenografia. Le delusioni possono diventare terremoti, le timidezze chiudere gli slanci. I giovani protagonisti, guidati da danzatori esperti della magnifica compagnia di Wuppertal, guardano l’amore come da una soglia, con un po’ di distanza, di paura, di abbandono.

Ad oggi il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch ha scelto di dare una nuova luce a questo spettacolo. Durante la pandemia, la compagnia si è presa del tempo per discutere insieme di importanti questioni sociali come il sessismo, il razzismo e via dicendo che  influenzano il loro lavoro quotidiano, per ottenere nuove intuizioni su determinate scene. Il nuovo Kontakthof mostra lotte di potere che sono presenti sotto la superficie. Il desiderio di amore, apprezzamento e uguaglianza, il bisogno di essere visti e la vana speranza che l’altra persona possa esaudire i propri desideri non comunicati. Del resto questa è una battaglia costante che si svolge nei rituali del Kontakthof.

Bettina Wagner-Bergelt, Direttore Artistico del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, arrivata nella capitale della Gran Bretagna ha dichiarato: «Londra, come Parigi, è diventata negli anni una seconda casa per il Tanztheater. Adoriamo la Sadler’s Wells e il suo pubblico e siamo sempre così felici di esibirci qui. Kontakthof è il pezzo perfetto per questo teatro eccezionale, un pezzo serio, ambiguo e mozzafiato dei primissimi tempi della carriera di Pina, gli anni Settanta, quando a Wuppertal creò alcuni dei suoi capolavori eterni».

Kontakthof di Pina Bausch

www.sadlerswells.com

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