Il prossimo 4 maggio Cambi Casa d’Aste propone un ricco catalogo di “Dipinti del XIX-XX secolo” nella sede genovese di Castello Mackenzie
Sono oltre 200 i lotti proposti dal dipartimento diretto da Tiziano Panconi, esperto di pittura dell’Ottocento e in particolare di Macchiaioli e Giovanni Boldini. Lo abbiamo raggiunto per farci raccontare l’asta in arrivo.
Cosa ci può dire del catalogo dell’asta in arrivo? Sfogliandolo si vede subito che l’offerta è molto varia. Si parte da una carrellata di ritratti delle prima metà dell’Ottocento che rappresentano un’epoca, poi in ordine sparso troviamo una gran varietà di paesaggi (fluviali, lacustri, montani, luminose marine…). E ovviamente i top lot e i nomi imperdibili nelle aste di questo settore.
Il catalogo è frutto della ricerca di circa un anno di lavoro e anche di più. Abbiamo setacciato, come fanno i cercatori d’oro quando setacciano la sabbia, e abbiamo raccolto le nostre pepite. È stato un lavoro lungo che ci ha portato in importanti collezioni private e a livello numerico e qualitativo abbiamo messo insieme un nucleo di opere significativo. Pare quasi di essere tornati alle aste molto nutrite che si facevano negli anni Ottanta e Novanta. Quella in arrivo è un’asta che segna una differenza da quello che è stato fatto, almeno dalla Cambi Casa d’Aste, fino ad oggi.
Nonostante i due anni di pandemia e tutte le problematiche che si è portata dietro, il 2022 si apre con molta positività anche per questo settore?
Noi nutriamo molte aspettative su quest’asta. Il lavoro è stato molto più difficile perché muoversi e farsi ricevere dalle persone in tempi di pandemia è più complicato. Ma -forse anche grazie a un po’ di fortuna- siamo riusciti a trovare alcune opere veramente straordinarie che, di questa qualità, non si vedevano da tempo. Abbiamo alcuni pezzi forti davvero importanti, ma anche il livello medio dell’asta è molto alto.
I prezzi sono molto vari. Ci sono top lot con cifre importanti ma anche tutta una serie di bei lavori con prezzi medi e piccoli. L’asta è rivolta dunque a collezionisti con diversi portafogli?
L’asta è rivolta a tutti, perché ci sono opere per tutte le tasche. Alcune partono da 500 euro, cifre direi “di ingresso” per quello che riguarda il mondo dell’arte. E poi ci sono opere importanti come lo Zandomeneghi, che è il top lot dell’asta. Abbiamo cercato di offrire un panorama variegato e di coprire le esigenze e le aspettative un po’ di tutti. Ciò che distingue quest’asta è una qualità d’insieme e un rapporto qualità/prezzo veramente convincente.
I lavori che costano leggermente meno si possono considerare delle riscoperte e occasioni come investimento?
Sì abbiamo un piccolo acquarello di Eugenio De Blaas che parte da poche centinaia di euro ma è eseguito da un grande artista ed è un oggetto piacevole. Anche nella fascia bassa dell’asta abbiamo fatto una buona selezione.
Con la diffusione estrema in questo ultimo anno degli NFT e dell’arte digitale e l’interesse che sta suscitando anche nei cosiddetti collezionisti “tradizionali”, che posto trova il settore Ottocento? È cambiato qualcosa?
Noi siamo ancora lontani da quel mondo. Il collezionista dell’Ottocento ha un certo tipo di mentalità. Ha ancora il gusto per la pittura, per la pennellata, lo stile e la cifra espressiva dei dipinti su cui mette gli occhi. È un pubblico che non è ancora pronto per comprare uno status symbol o una quota azionaria di un bene. È un collezionista che trova piacere e godimento nell’osservare l’opera, nell’analizzarla, nel conoscerne la storia. Possiamo dire che è un collezionista “di nicchia” rispetto a quel tipo di collezionismo che si avvicina all’arte per motivi legati forse più a ragione di immagine e speculative. È un collezionista d’altri tempi.
I giovani sono ancora lontani da questo settore?
Sì perchè la pittura dell’Ottocento è diversa da certa pittura astratta che va dagli anni Sessanta in poi del Novecento. Chi acquista un artista di questo periodo sa che magari l’opera di colore giallo costa più del verde, o il rosso più del bianco o viceversa. O ancora che una certa misura costa più di un’altra. Nella pittura dell’Ottocento questo non succede. Ogni opera è veramente unica, non è la ripetizione di un modello reiterato all’infinito. Ogni tela è un pezzo unico, meditato e svolto con delle caratteristiche irripetibili. Dunque il collezionista di quadri dell’Ottocento è più abituato a guardare le caratteristiche dell’opera perché sono quelle che fanno la differenza.
Focus opere: cosa ci può raccontare dei top lot?
Il top lot è di Federico Zandomeneghi. È stato l’unico impressionista italiano. Sia perché ha partecipato a quasi tutte le mostre degli impressionisti, sia perché militava nelle fila del potente mercante Paul Durand-Ruel (che era il mercante degli impressionisti). Inoltre “L’attesa” anche nella pittura e nello stile è un dipinto veramente impressionista. Se lo si guarda bene da vicino, si vede che ha una pittura con una fortissima esposizione cromatica e una sorta di pre-divisionismo, con tutte le piccole pennellate che si compenetrano tra loro e creano una superficie molto vibrante. Potrebbe essere parte di grandi collezioni europee impressioniste.
Oltre al Zandomeneghi, abbiamo un’altra grande riscoperta. Un olio di Francesco Paolo Michetti che è stato dipinto nel 1878 per Casa Reale. Da allora mai più esposto. E’ rimasto in una collezione privata fino ad oggi, è alto circa due metri ed è uno dei capolavori dell’artista. Si credeva perduto, nessuno sapeva dove fosse.
Infine si segnalano il quadro emblematico di Oscar Ghiglia, amico fraterno di Modigliani che in una lettera a Papini lo definiva “l’unico pittore meritevole in Italia”, una bella tavoletta di Giovanni Fattori di soggetto militare, una bellissima veduta del monte Pellegrino a Palermo di Francesco Lojacono e una carrellata di dipinti interessanti, tutti di prima mano che non sono stati proposti prima sul mercato e sono in catalogo a prezzi vantaggiosi.
Emergono anche diversi dipinti di soggetto femminile come il “Ritratto di donna” di Antonio Mancini (Lotto 241, 12.000-18.000 €), una tela che segna il passaggio nella pittura di Mancini da uno stile propriamente ottocentesco verso una pittura più materica anticipatrice delle novità estetiche del Novecento, la “Figura femminile” ritratta in una interno dal pittore milanese Domenico Induno (Lotto 201, € 13.000-15.000) e i tre ritratti di Vittorio Gussoni. Bello quello al lotto 208 che stima € 2.000,00 / 3.000,00.
L’asta di Dipinti del XIX-XX secolo non sarà l’unica di questi primi giorni di maggio a Castello Mackenzie. Martedì 3 alle ore 15.00 è in programma la vendita di “Arte Marinara e Strumenti Scientifici“. Arte Marinara e Imbarcazioni, nato nel 1998, è uno dei primi dipartimenti della maison, specializzato nella vendita di modelli, strumenti, attrezzature e arredi di bordo, ritratti di velieri e vapori ad olio o tempera.
Mercoledì 4 l’asta di Dipinti del XIX-XX secolo del pomeriggio, sarà preceduta (la mattina, alle 11.00) dalla vendita di “Scultura del XIX-XX secolo“, che propone 120 lotti tra opere in gesso, bronzo e marmo. Cataloghi e maggiori informazioni qui:
Arte Marinara e Strumenti Scientifici
3 Maggio 2022
Dipinti del XIX e XX Secolo
4 Maggio 2022
Scultura del XIX e XX secolo
4 Maggio 2022