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Lasciami andare. Monica Marioni racconta il momento di rinascita dopo una relazione tossica

Monica Marioni #LASCIAMIANDARE Monica Marioni #LASCIAMIANDARE
 Monica Marioni #LASCIAMIANDARE
Monica Marioni #LASCIAMIANDARE
#LASCIAMIANDARE è il primo capitolo di una serie di mostre in cui Monica Marioni indaga il tema della dipendenza affettiva. Trenta fotografie e due video proiezioni raccontano il momento di rinascita dopo la fine di una relazione tossica. Dal 9 al 28 luglio 2022 a Villa Lysis, Capri.

Spesso si dice che l’arte è il luogo delle possibilità. Una sorta di terreno franco dove poter esprimere qualsiasi istanza o desiderio. Uno spazio talvolta slegato dalla realtà, ma più spesso sciolto quantomeno sciolto dalle sue pressioni o dai suoi dettami. Dunque l’arte come facoltà d’espressione per l’artista, che può portare alla luce argomenti che in altre sedi non potrebbe fare. Un processo che richiede anche un destinatario, degli occhi e delle menti verso cui il messaggio dell’opera è rivolto.

Ma d’altra parte, l’arte può essere anche una faccenda unilaterale, riflessiva, personale. Pur non diventando retorica. L’arte può essere il veicolo tramite cui l’artista riesce a dare voce a istanze interiori, l’unica lingua tramite cui esprimere l’inesprimibile. Una pratica utile prima di tutto all’autore stesso, che ci fa riferimento non per scelta o programmazione, ma per irrinunciabile necessità. Dunque per spontaneità innata, genuino appartenere a quel tipo d’artista che non sarebbe potuto essere altrimenti.

Capri (NA), Villa Lysis
Capri (NA), Villa Lysis

Così è per Monica Marioni. L’artista si affida alla sua pratica per impellenza interiore. Una via che le permette di trascendere, di osservarsi da fuori, di esporsi senza compromettersi, di dire senza dichiarare. Per questo, per raccontare la sua tragica esperienza, sceglie un alter ego che ne rappresenti lo spirito.

Trenta fotografie e due video proiezioni – testimonianza di una performance site-specific realizzata da Marioni nella residenza di Villa Lysis, Capri – raccontano il primo capitolo di una narrazione che ruota attorno al tema della dipendenza affettiva. Ma soprattutto della violenza fisica e psicologica ad essa connesse. Marioni sublima così la sua esperienza lasciando che ad esprimersi sia una sorta di spirito, che si aggira dentro e fuori la Villa. Lo stesso che, negli altri episodi della storia, è protagonista di altre opere, a loro protagoniste delle altre mostre che andranno a comporre un racconto svincolato da una precisa scansione temporale.

#LASCIMIANDARE racconta infatti l’ultima parte del percorso. Non gli abusi e la sofferenza, ma la progressiva riconquista del proprio giudizio, della corretta prospettiva di sé e del mondo.

 Monica Marioni #LASCIAMIANDARE
Monica Marioni #LASCIAMIANDARE

Così nelle opere osserviamo un’anima, evanescente nei suoi abiti fumosi e dai confini incerti, percorrere le stanze e gli spazi esterni di Villa Lysis. A muoverla è la volontà di diventare altro, di superare se stessa unendosi in una fusione panica con lo spazio circostante. Non è un tentativo di annullarsi, quanto piuttosto di unirsi all’ambiente per uscirne rinnovata.

Del resto si tratta di un’anima fino a poco tempo fa stremata dalle fatiche e dai dolori che si accompagnano a una relazione tossica, uno spirito esasperato alla ricerca di un nuovo equilibrio, di un nuovo modo di essere. Non siamo nella fase di acme della tragedia, ma nemmeno all’apice della rinascita. Siamo negli istanti che celebrano la ripartenza, la prima boccata d’aria dopo l’apnea, il primo raggio di sole dopo la notte scura.

Una fase tesa tra il dolore di ieri e la speranza di domani, tra le catene che ancora tintinnano e il suono soave sopra sentieri sconosciuti. L’emozione che l’accompagna è quella di un’esploratore che ha lasciato casa e davanti a sé vede vede l’ignoto. Che per una volta appare meno oscuro di quel che ci si lascia alle spalle.

Capri (NA), Villa Lysis
Capri (NA), Villa Lysis

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