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La memoria di un impero. Domiziano ai Musei Capitolini

Domiziano imperatore, Musei Capitolini, Roma Domiziano imperatore, Musei Capitolini, Roma
Domiziano imperatore, Musei Capitolini, Roma
Domiziano imperatore, Musei Capitolini, Roma

Dopo la mostra su Augusto nel 2014, su Traiano nel ‘18, su Claudio nel ‘19, Roma lascia spazio ai Musei Capitolini a un iter su Domiziano

Condannato dagli uomini, ma devoto agli dèi. Persecutore di San Giovanni e costruttore di templi. Padre di un figlio morto bambino e vittima di una congiura ordita anche dalla sua stessa moglie. Valente arciere e appassionato infilzatore di mosche. I Musei capitolini presentano Domiziano imperatore. Odio e amore, una nuova rassegna imperiale, a cura di Claudio Parisi Presicce, Maria Paola Del Moro e Massimiliano Munzi, fruibile fino al 29 gennaio 2023. Grande è l’attenzione storico artistica di Roma per le figure che hanno lasciato un segno nelle sue stratificazioni. Gli spazi coinvolti di Villa Caffarelli si ergono peraltro proprio sui resti del tempio di Giove capitolino, distrutto dall’incendio dell’80 d. C..

Salito al potere a soli trent’anni, Domiziano fu un uomo di cultura a luci ed ombre. L’allestimento della mostra – che vede l’azzurro impero alternarsi all’oro della folgore divina – ha richiesto grossi interventi di restauro e si misura, prendendone le distanze, con la mostra Dio in Terra. Imperatore Domiziano, tenutasi di recente a Leiden (Paesi Bassi) presso il Museo Nazionale di Antichità. La volontà è quella di destrutturare il mito del dominus deum, inoltrando la fruizione ad una visione più umana dell’imperatore. Nella rassegna composita si va dai frammenti di affresco della natia casa del melograno al Quirinale ai pannelli musivi e alle monete incise. Dai laterizi traianei ad alcuni disegni d’archivio del XX secolo. Un video sulle costruzioni romane precede i reperti del cosiddetto Dono Hartwig, partecipi di una curiosa storia antiquaria.

 

Ritratto di Domiziano, Roma, Musei Capitolini inv. S 1156, marmo, Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (foto Zeno Colantoni)
Ritratto di Domiziano, Roma, Musei Capitolini inv. S 1156, marmo, Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (foto Zeno Colantoni)

Lusso ornamentale

A ricordarci, poi, che l’epoca di Domiziano è anche quella dello sfrenato lusso ornamentale di stampo ellenistico concorre lo scintillio dei marmi policromi. Capitelli riccamente decorati, curvati ad arte in morbide volute ioniche. Frammenti in marmo lunense, africano, proconnesio o giallo di Ostia, tutti adorni di motivi fitomorfi. Una minuta testa ridente di satiro inaugura la successione delle teste colossali: quella di Tito e Vespasiano; quella di Domiziano rinvenuta all’Isola Sacra. E, contraltare di una aggraziata statua acefala, una magnifica carrellata di teste scultoree femminili, tra le quali spicca per eleganza la Dama Fonseca.

Domiziano non fu un grande generale come il padre Vespasiano, ma sotto il suo regno l’impero crebbe estendendosi fino all’Africa sub sahariana e alle sponde del mar Caspio. I numerosi plastici in mostra profilano la cura visionaria che egli ebbe per la città di Roma. Eresse, restaurò, ricreò preziosi collegamenti stradali, fondò un santuario in onore della sua famiglia.

Testa di Domiziano, Ostia, Parco Archeologico di Ostia inv. 19, marmo, Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica
Testa di Domiziano, Ostia, Parco Archeologico di Ostia inv. 19, marmo, Archivio Fotografico del Parco archeologico di Ostia antica

La storia racconta non fosse amato a causa delle sue tendenze autocratiche, lontane dallo spirito augusteo del primus inter pares. Ma Domiziano era di altro temperamento, amava la solitudine delle tenute di Sabaudia e di Castel Gandolfo. Un gesto coraggioso quello di ridare luce, nell’epoca della cancel culture, ad una figura marcata dalla damnatio memoriae. Un gesto che suggerisce l’antidoto a questo aberrante e insensato processo di rimozione, indicandone al contempo le origini antiche. In un’epigrafe copta a fine percorso è citato l’imperatore: la damnatio non fu totale, per gli egizi Domiziano era una divinità e il suo nome non poteva essere eraso. Su questo, a distanza di secoli, concorda il ventiduenne Pirandello che nella sua prima raccolta di poesie, Mal Giocondo, inserisce una lirica in suo omaggio.

https://www.museicapitolini.org/

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