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In amore c’è sempre chi ama di più: Le due mogli di Manzoni di Marina Marazza

Famiglia Manzoni
Copertina

Questo articolo è frutto dell’operato degli studenti del Laboratorio di scrittura, iscritti al Master Post Laurea “Management dell’Arte e dei Beni Culturali, tenuto tra novembre e dicembre 2022 da Luca Zuccala, direttore della nostra testata. La collaborazione tra ArtsLife e Rcs Academy ha dato la possibilità agli studenti partecipanti al Master, dopo le lezioni di introduzione, pianificazione e revisione dei contenuti proposti, di pubblicare il proprio elaborato sulla nostra piattaforma.

Presentazione del romanzo di Marina Marazza Le due mogli di Manzoni. Un colpo di fulmine letterario. Una famiglia che pare felice. Ma in amore c’è sempre chi ama di più, pubblicato da Solferino Libri il 15 novembre 2022.

Tenutosi in occasione dell’iniziativa culturale di Bookcity, che anima ogni anno Milano della presentazione dei nuovi saggi, romanzi e non solo, si è tenuta venerdì 18 novembre alle 18:30, la conferenza sul nuovo romanzo di Marina Marazza. Sullo sfondo del meraviglioso Palazzo Bovara, in iconico stile neoclassico tipico della Milano sette-ottocentesca, la stessa autrice si è resa narratrice della presentazione, aiutata da un proiettore e dalle voci esperte di Elisabetta Spinelli e Corrado Tedeschi, doppiatori e attori, nella interpretazione dei personaggi del romanzo, più precisamente di Alessandro Manzoni e della sua seconda moglie Teresa Borri.

L’incontro è iniziato alle 18:30 in punto, all’interno della sala delle Colonne, forse leggermente troppo piccola per la grande quantità di spettatori accorsi in via Venezia 51, che in alcuni casi dovettero assistere in piedi a questa nuova ed inedita conoscenza dell’eroe patriota milanese. Illuminati da poche e soffuse luci di sala, provenienti per lo più da un lampadario di cristallo, è stata messa in scena la presentazione della figura di Alessandro Manzoni in un’ottica diversa dall’usuale, portando lo spettatore a conoscere l’autore nella sua sfera più intima e privata.

Famiglia Manzoni

Fortunatamente, infatti, non si è trattato della solita narrazione e spiegazione del personaggio più che famoso di Alessandro Manzoni, poiché chiunque abbia finito il terzo anno di superiori lo ha studiato nelle infinite ore di italiano, quando dal suo studio, sfortunatamente, si finiva spesso per esserne nauseati. No, quello di Marina Marazza è stato un racconto coinvolgente, che ha messo in luce non il Manzoni poeta e patriota, ma un uomo immerso nella sua vita quotidiana, sentimentale, con le sue nevrosi, paure e limiti, grazie all’aiuto delle lettere e scritti delle sue due mogli, Enrichetta Blondel (1791/1833) e Teresa Borri (1799/1861), dalle quali corrispondenze è stata ricostruita la vita, la personalità e alcuni attimi di vita del poeta.

La prima, Enrichetta, lo sposò a soli 16 anni e morì a 41, sfinita da quindici gravidanze. Ma la donna più interessante, per comprendere la figura di Manzoni, è Teresa Borri, sua seconda moglie, che ci ricostruisce minuziosamente la personalità del suo amato don Lisander, come lo chiamava lei. Teresa, infatti, una volta entrata in casa Manzoni, scrive della loro vita coniugale e di un Manzoni marito, padre e figlio, come non è stato mai conosciuto, integrando momenti di vita quotidiana, costantemente circondata dalla capo famiglia, donna Giulia Beccaria, madre del poeta.

Durante la presentazione, la Marazza ha proposto due episodi salienti della vita del Manzoni, fondamentali per conoscerne la personalità: la morte della figlia Matilde e l’acclamazione dei patrioti sotto la sua casa. Tutte le sue figlie femmine, ad eccezione di Vittoria, morirono intorno ai venti anni. La corrispondenza ripresa dall’autrice riguarda la morte della ultimo genita Matilde, morta di tisi come le sue sorelle e la madre Enrichetta.

Palazzo Bovara

Nello scambio di lettere tra lei e suo padre, pochi attimi prima della di lei comparsa, si nota come lo stesso Manzoni temesse della salute di sua figlia, nascondendo il timore, con la sfrontatezza, decidendo, alle volte, di non rispondere neanche alla stessa, probabilmente poiché la sofferenza da padre era troppa. Un altro momento ricordato è legato alle Cinque Giornate di Milano, una insurrezione dei milanesi contro il controllo austriaco, durante le quali i cittadini meneghini, accorsi sotto il palazzo del Manzoni, chiamandolo a gran voce, lo celebravano come l’eroe italiano. La folla, che richiedeva un suo intervento dell’autore, si aspettava un uomo sicuro di sé, ma quello che ne esce fuori dalle lettere di Teresa è l’opposto. Viene raffigurato un uomo timoroso, spaventato dai rivoltosi, e se non fosse stata per l’esortazione della moglie, non sarebbe mai uscito fuori ad acclamare la futura liberazione milanese.

Lo studio della Marazza è riuscito nel suo scopo, ovvero riuscire a riportare alla luce la figura di un uomo, prima che di un autore, grazie alle voci delle donne, rimaste fino ad ora nell’oscurità, capaci però di renderci la visione e la memoria di un uomo del suo tempo, con le sue nevrosi e le sue passioni, rendendoci l’onore di conoscere lo scrittore in un’ottica completamente inedita.

Sala delle Colonne – Palazzo Bovara

https://www.solferinolibri.it/libri/le-due-mogli-di-manzoni/

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