Print Friendly and PDF

Le incredibili immagini delle Cere anatomiche del 700 in mostra a Fondazione Prada

Clemente Susini e Giuseppe Ferrini Officina ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale Statua femminile giacente, detta “Venere” 1782 Modello scomponibile in cera policroma Collezione cere anatomiche, Sala dell’Ostetricia, teca n. 968 Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze © ph. Aurelio Amendola
Clemente Susini e Giuseppe Ferrini
Officina ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale
Statua femminile giacente, detta “Venere”
1782
Modello scomponibile in cera policroma
Collezione cere anatomiche, Sala dell’Ostetricia, teca n. 968
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze © ph. Aurelio Amendola

“Cere anatomiche: La Specola di Firenze | David Cronenberg” è il nuovo progetto mostra di Fondazione Prada a Milano in mostra dal 24 marzo al 17 luglio 2023, a cura de La Specola, parte del Museo di Storia Naturale e del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Firenze, e il regista e sceneggiatore canadese David Cronenberg.

Creata nel 1775 e attualmente chiusa al pubblico per lavori di ristrutturazione della sua sede storica, La Specola è uno dei musei scientifici più antichi d’Europa. Al suo interno ospita più di 3,5 milioni di reperti animali, la raccolta più ampia al mondo di cere anatomiche del XVIII secolo e la collezione del ceroplasta siciliano Gaetano Giulio Zumbo (1656-1701). 1.400 elementi della straordinaria collezione di cere anatomiche sono stati realizzati tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo per ottenere un vero e proprio trattato didattico-scientifico che, senza bisogno di ricorrere all’osservazione diretta di un cadavere, si proponeva di illustrare l’anatomia del corpo umano.

Clemente Susini e Giuseppe Ferrini
Officina ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale
Statua femminile giacente, detta “Venere”
1782
Modello scomponibile in cera policroma
Collezione cere anatomiche, Sala dell’Ostetricia, teca n. 968
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi
Visione d’insieme della Sala XXIX Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi
Visione d’insieme della Sala XXIX
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi

“Cere anatomiche” si articola in due parti distinte.

Una mostra riunisce tredici ceroplastiche del XVIII secolo provenienti dalla prestigiosa raccolta del museo fiorentino, concentrandosi sul modo in cui il corpo delle donne è stato rappresentato per scopi scientifici, e settantadue copie espositive di disegni anatomici raccolte in nove vetrine. In particolare, sono presentate quattro figure femminili distese, tra le quali una delle opere più importanti della collezione della Specola, la cosiddetta Venere, un raro modello con parti scomponibili conosciuto per la sua bellezza.

Officina ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale Statua femminile giacente che mostra i vasi linfatici Fine del XVIII secolo Modello di cera policroma Collezione cere anatomiche, Sala XXIX, teca n. 746 Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze © ph. Aurelio Amendola
Officina ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale
Statua femminile giacente che mostra i vasi linfatici
Fine del XVIII secolo
Modello di cera policroma
Collezione cere anatomiche, Sala XXIX, teca n. 746
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze © ph. Aurelio Amendola

Un inedito cortometraggio, realizzato da David Cronenberg negli spazi della Specola, introduce queste quattro cere in una dimensione alternativa, esplorando temi come la fascinazione per il corpo umano e le sue possibili mutazioni e contaminazioni. Il film di Cronenberg rivela la dimensione vitale e sorprendente delle ceroplastiche con l’obiettivo di generare una pluralità di nuove risposte emotive, suggestioni intellettuali e intense reazioni.

Visione d’insieme della Sala XXIX Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi
Visione d’insieme della Sala XXIX
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi

Il progetto si configura come un duplice intervento: la narrazione scientifica e quella artistica prendono forma in due allestimenti indipendenti realizzati dall’agenzia creativa Random Studio. Al primo piano del Podium le cere della Specola sono esposte seguendo un rigoroso approccio museale. Al piano terra le stesse opere accedono all’immaginario del regista diventando le protagoniste di un enigmatico processo di metamorfosi.

Officina ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale Statua femminile giacente “che dimostra i vasei lattei” Fine del XVIII secolo Modello di cera policroma Collezione cere anatomiche, Sala XXIX, teca n. 747 Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi
Officina ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale
Statua femminile giacente “che dimostra i vasei lattei”
Fine del XVIII secolo
Modello di cera policroma
Collezione cere anatomiche, Sala XXIX, teca n. 747
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi
Visione d’insieme della Sala XXIX
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi
Visione d’insieme della Sala XXIX Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi
Visione d’insieme della Sala XXIX
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi
Visione d’insieme della Sala XXIX
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi

“Cere anatomiche” rappresenta la tappa più recente di un percorso di ricerca attraverso il quale Fondazione Prada vuole far conoscere importanti collezioni provenienti da ‘musei ospiti’. L’obiettivo è offrire interpretazioni e visioni inattese del patrimonio culturale innescando un dialogo tra una collezione storica e un’istituzione contemporanea. Come sottolinea Miuccia Prada: “Il museo e l’artista propongono al pubblico visioni complementari. Il risultato è nello stesso tempo una mostra d’arte, una lezione di anatomia, un video sul desiderio e un’operazione di sperimentazione didattica con cui intendiamo raccontare il valore di una collezione e della sua storia, rivelare il contributo del pensiero creativo nella conoscenza e promuovere l’interesse per gli studi scientifici.”

Officina ceroplastica dell’Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia Naturale
Statua femminile giacente “che dimostra i vasei lattei”
Fine del XVIII secolo
Modello di cera policroma
Collezione cere anatomiche, Sala XXIX, teca n. 747
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi
Visione d’insieme della Sala XXIX
Museo “La Specola”, Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze
SMA, Sistema Museale dell’Università degli Studi di Firenze, ph. Saulo Bambi

Commenta con Facebook