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Due-tre dimensioni, andata e ritorno. A Milano le installazioni di Felice Varini giocano con lo spazio

Installation view "Felice Varini. Rosso, giallo e giallo/nero", Galleria 10 A.M. ART, Milano, photo by Mattia Mognetti. Installation view "Felice Varini. Rosso, giallo e giallo/nero", Galleria 10 A.M. ART, Milano, photo by Mattia Mognetti.
Installation view "Felice Varini. Rosso, giallo e giallo/nero", Galleria 10 A.M. ART, Milano, photo by Mattia Mognetti.
Installation view “Felice Varini. Rosso, giallo e giallo/nero”, Galleria 10 A.M. ART, Milano, photo by Mattia Mognetti.
La Galleria 10 A.M. ART di Milano presenta la mostra personale dedicata a Felice Varini (Locarno, 1952), artista franco-svizzero di fama internazionale. Lesposizione presenta tre installazioni pittoriche site-specific distribuite sui due piani della galleria. Dal 25 maggio al 28 luglio 2023.

Felice Varini inizia la sua carriera negli anni Settanta concependo spazi urbani, paesaggi naturali ed ambienti interni come se fossero un foglio sul quale incollare forme geometriche bidimensionali. L’idea è che la tridimensionalità architettonica dellambiente sia sensibile a una scomposizione bidimensionale delle forme, che quindi divengono superfici sulle quali intervenire pittoricamente. E che l’osservatore è chiamato ad osservare, muovendosi attorno ad essa alla ricerca della corretta (o migliore, o differente) prospettiva.

Ed è proprio questa ricerca che Varini porta ora alla Galleria 10 A.M. ART di Milano, da sempre interessata all’arte optical e alle sue varie declinazioni. Quanto al progetto, nello specifico, è proprio l’autore a raccontarlo.

Ciò che mi interessava era, per quanto concerne il progetto al piano terra, inglobare lo spazio nella sua totalità e generare un pezzo unico che mi permettesse di toccare lambiente complessivamente in tutte le sue caratteristiche, attraverso una doppia forma che incrociandosi generasse altre molteplici forme pittoriche. Mi premeva esaltare ancora di più questo luogo nella sua grandezza assoluta, attraverso un processo pittorico che evidenziando se stesso evidenziasse anche lo spazio in cui doveva essere accolto. Al piano inferiore, in uno spazio semplice pressoché monocromatico, sono presenti due lavori. Uno sulla parte architettonica più complessa di collegamento spaziale tra i due ambienti, laltro sullo sfondo, che è quasi uno spazio dimenticato dove però la pittura può nascere, partendo dal rettangolo architettonico appena affermato dalla relazione spaziale di trave – pilastri laterali – pavimento, in cui si inscrivono tre ellissi concentriche. È una relazione diretta che la pittura ha con lo spazio, in una sorta di realtà astratta. 

Realtà generata dall’intrecciarsi di linee e superfici rosse, gialle e nere. Forme che che l’artista ha sapientemente disposto nello spazio. Con esso giocano sfidandone virtù e limiti, esaltandone la struttura. All’osservatore, infine, il compito di trovare per ciascuna installazione site-specific il punto chiamato punto di partenza potenziale”. Ovvero il punto dal quale tutti i tratti, dal piano tridimensionale, ricompongono la forma nella sua bidimensionalità. È il punto di vista, sia fisico che meccanico, da cui lartista ha proiettato il suo disegno.

Installation view "Felice Varini. Rosso, giallo e giallo/nero", Galleria 10 A.M. ART, Milano, photo by Mattia Mognetti.
Installation view “Felice Varini. Rosso, giallo e giallo/nero”, Galleria 10 A.M. ART, Milano, photo by Mattia Mognetti.

Biografia

Felice Varini, nasce a Locarno nel 1952. Si sposta a Parigi negli anni Ottanta, dove attualmente vive e lavora.  È dal 1978 che crea un suo spazio personale. I suoi progetti iniziali sono perlopiù limitati agli spazi interni, mentre oggi i suoi lavori si sviluppano anche in siti di notevoli dimensioni, come edifici consecutivi o interi villaggi.  Tra le opere più importanti si ricordano quella nella Chiesa di San Stae a Venezia per la Biennale del 1988, il lavoro del 1989 al Centre Georges Pompidou, l ’intervento nel Museo de Arte Carillo Gil a Mexico City del 1999, la partecipazione alla Singapore Biennale nel 2008, l’installazione al Victoria & Albert Museum di Londra del 2009, quella della mostra Dynamo al Grand Palais di Parigi del 2013, il progetto “Concentriques Excentriques” a Carcassonne del 2018 e quello al Centre administratif de la Ville de Bruxelles del 2022.

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