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Cresce la collezione degli autoritratti agli Uffizi con la donazione di tre scatti di Penone, Bolin e Sagaria

Giuseppe Penone, Ilaria Sagaria e Liu Bolin donano alle Gallerie degli Uffizi i loro autoritratti fotografici

Le Gallerie degli Uffizi si preparano ad accogliere le donazioni di tre influenti artisti contemporanei: il poeta dell’Arte Povera Giuseppe Penone, il maestro del camouflage Liu Bolin e la fotografa del femminile Ilaria Sagaria. Tre diverse tendenze dell’arte contemporanea confluiscono nel museo sotto forma di autoritratti fotografici, ognuno con la propria particolarità: mentre l’opera di Sagaria, una fotografia vera e propria, manipola e distorce l’immagine dell’autrice, quelle di Penone e di Bolin immortalano delle performance artistiche che, nel primo caso, indugiano sulla relazione tra uomo e natura e, nel secondo, esplorano il concetto di individualità. Le donazioni andranno ad arricchire la vasta collezione inaugurata da Leopoldo de’ Medici, che ha recentemente trovato spazio nelle nuove sale degli Uffizi.

I commenti

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt ha commentato: «Nel 2021, gli Uffizi hanno dedicato a Giuseppe Penone una mostra che ripercorreva i temi centrali dell’opera dell’artista. In concomitanza con la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, gli scatti fotografici di Ilaria Sagaria dal ciclo ‘Il dolore non è un privilegio’ sono stati messi a confronto con il busto di Costanza Bonarelli del Bernini, anch’essa vittima di violenza da parte dello scultore suo amante. In linea con la tradizione delle Gallerie degli Uffizi, ho chiesto a entrambi gli artisti di donare un loro autoritratto. Sono lieto che al loro gesto generoso si sia unito quello di Liu Bolin, che, giunto a Firenze per la prima volta nell’autunno del 2022, e sopraffatto dalla loro bellezza e ricchezza i nostri musei, ha deciso di realizzare ben tre diversi autoritratti. Penone, Sagaria e Bolin vanno ora ad aggiungersi al nucleo di autori viventi della nostra prestigiosa collezione di autoritratti che, dal XVII secolo, continua, mese dopo mese, a crescere».

Giuseppe Penone: “Nel mese di luglio del 2021 delle mie opere sono entrate in alcune sale degli Uffizi e per alcuni mesi hanno dialogato con i capolavori presenti. E’ stata un’appartenenza temporanea che è continuata nel tempo solo nella mia mente. Ho colto con grande piacere l’opportunità di dare, ad una mia opera, la possibilità di essere presente nella collezione degli autoritratti del museo. E’ una fotografia del 1970 che documenta il mio volto mentre indosso delle lenti a contatto specchianti che accecano il mio sguardo e riflettono cosa dovrei vedere, separando il mio corpo dal mondo delle immagini che mi circondano e che nutrono la mia immaginazione”.

Ilaria Sagaria: “Questo lavoro nasce da una personale necessità di porre l’attenzione sugli effetti che una percezione distorta della propria immagine corporea può causare. Ma la mia è una riflessione che non cerca gli effetti negativi negli strumenti in sé o almeno non in tutti: il mondo digitale e persino i social network possono rappresentare una preziosa risorsa se utilizzati con un atteggiamento positivo e critico, ma per far sì che ciò avvenga è necessario non ignorare le preoccupazioni e le ansie di una generazione estremamente fragile e soprattutto riconoscere le responsabilità e il ruolo che si hanno in questo preoccupante scenario”.

Liu Bolin: “Lavorare al progetto ‘Hiding in Florence’ è stata un’esperienza unica che mi ha permesso di vivere tutta la potenza e la forza dell’arte rinascimentale. A Firenze, la cultura e l’arte sono rimaste preziose ed essenziali per secoli. Questo progetto ha rappresentato una grande opportunità soprattutto per entrare in contatto con grandi artisti del passato come Giorgio Vasari, Antonio Canova, Pieter Paul Rubens e altri maestri che hanno reso Firenze una delle città più affascinanti del mondo”.

La mostra “Hiding in Florence” di Bolin apre oggi, 30 agosto, e prosegue fino al 18 settembre nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio e racconta il progetto del 2022 che lo ha visto ricreare dei camouflage perfetti nei luoghi più celebrati di Firenze.

 

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